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Album Review
Franco Cerri: Barber Shop 2
by Angelo Leonardi
Franco Cerri è uno dei pochi jazzisti italiani che mette tutti d'accordo, critica e pubblico: un magnifico artista e un uomo d'innata simpatia, che ha divulgato il jazz in Italia quando non esistevano i festival estivi e questa musica era un fenomeno marginale. I novant'anni d'età e i settanta di carriera artistica sono stati festeggiati a fine gennaio al Teatro Dal Verme di Milano, in un concerto di grande successo che annunciava quest'incisione, secondo capitolo del disco Barber ...
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Michel Balatti: The Northern Breeze
by Alberto Bazzurro
Il flautista genovese Michel Balatti, membro di gruppi assai rinomati in ambito folk quali Birkin Tree e Liguriani, dedica questo primo album a suo nome a una perlustrazione decisamente accurata del repertorio popolare irlandese, antico ma anche a noi più prossimo, senza disdegnare brani americani e svedesi (uno a testa) e un poker di sue composizioni originali, ovviamente in linea con l'assunto generale, nel corso degli anni ampiamente approfondito sul campo. Per farlo, si accompagna a un ...
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Rosario Giuliani: The Hidden Side
by Luigi Sforza
Non privo di belle melodie né di pregievoli momenti ben strutturati, The Hidden Side rappresenta la sintesi perfetta tra due modi di intendere la musica. Da una parte la logica giudiziosità dell'ordine sonoro -in cui ogni elemento funziona perchè strutturato e rispondente ai principi della pertinenza alla forma chiusa e all'armonia di riferimento, così come è nell'eloquente My Hidden Sky," che concilia in un unicum la poliritmicità e il medium swing con cui viene accompagnato il tema--dall'altra il parziale abbattimento ...
Continue Reading...Black Art Jazz Collective: Black Art Jazz Collective - Presented By The Side Door Jazz Club
by Maurizio Zerbo
Il nome del gruppo rispecchia paradigmaticamente gli intenti di questo CD. Tra omaggi a politici e jazzisti, le otto tracce proposte celebrano in chiave modern mainstream la composita cultura afroamericana del Novecento. Orientati sul versante postboppistico, gli assoli brillano per fluidità di fraseggio e tecnica sopraffina, riscattando ampiamente la rigidità del canone. Si impongono esposizioni avvincenti e soluzioni stilisticamente enciclopediche, grazie a musicisti di grande personalità. Sul piano dell'architettura musicale si avverte l'affettuoso rimando alla più recente ...
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Angelika Niescier, Florian Weber: NYC Five
by Stefano Merighi
Una bella pattuglia di ragazze sassofoniste sono maturate in questi ultimi anni. E accanto alle varie Matana Roberts, Ingrid Laubrock, Mette Rasmussen, Virginia Genta, si accomoda ora Angelika Niescier, musicista davvero straordinaria, impegnata sia artisticamente che socialmente. Polacca di nascita, tedesca di adozione (dirige il Winterjazz a Colonia), giramondo di vocazione (ha lavorato nella striscia di Gaza, Egitto, Haiti). Il suo attivismo l'ha portata a frequentare New York e la scuola contemporanea che ben conosciamo e ad incidere il premiato ...
Continue Reading...Ai Confini Tra Sardegna e Jazz - XXXI Edizione
by Paolo Peviani
Sant'Anna Arresi (CI) 01-10.09.2016 Per questa trentunesima edizione, il festival Ai Confini Tra Sardegna e Jazz ha messo al centro del proprio programma la figura di Frank Zappa. Trattandosi di una manifestazione prevalentemente dedicata all'improvvisazione radicale, la rivisitazione del repertorio zappiano non poteva (non doveva!) limitarsi all'agiografia, al tributo, alla riproposizione di cover. La musica del chitarrista di Baltimora doveva piuttosto offrire lo spunto per una riflessione sull'eredità di un artista che è stato tra ...
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Slava Ganelin, Alexey Kruglov, Oleg Yudanov: Us
by Alberto Bazzurro
Con lo stesso titolo di uno dei più celebrati album di Peter Gabriel, torna un artista nel suo orticello altrettanto leggendario, quello Slava (al secolo Vyacheslav) Ganelin che a cavallo fra anni Settanta e Ottanta alla testa del ben noto Ganelin Trio fece alzare le orecchie a parecchi a proposito di quanto il nuovo jazz era in grado di offrire oltre cortina. La struttura del trio era la stessa di quello attuale: le sue tastiere, un multisassofonista ...
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Andy Sheppard Quartet: Surrounded By Sea
by Luigi Sforza
Si immaginino una pulsazione ritmica regolare, brani chiusi e strutturati in sezioni, armonie tensive e distensive che si alternano in base alle articolazioni delle frasi melodiche, improvvisazioni che seguono patterns e cliché consolidati del linguaggio e si avrebbe un format per certi versi omologante, avulso da ogni tentativo di ricerca creativa di uno stile originale. Per fortuna niente di questo si verifica nell'ultimo appassionante progetto musicale di Andy Sheppard, Surrounded by Sea. Non si cherchino ritmiche ...
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Julian Shore: Which Way Now?
by Vincenzo Roggero
L'inizio è promettente. Archi che aprono gentilmente le danze, sinuosi e senza smancerie, accordi di pianoforte che introducono la melodia, il dialogo tra le parti intimista, ricco di suggestioni, evocativo, con piccole anomalie che esaltano l'armonioso incedere complessivo. Poi Wich Way Now si incanala verso un'esercizio di stile. Tutto perfettamente calibrato, la precisione di un orologio svizzero, nessuna sbavatura, nessuna concessione all'imprevisto e alla sorpresa. Musicisti impeccabili, sonorità che non disturbano l'orecchio, dosi di zucchero e miele ...
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Jane Ira Bloom: Early Americans
by Alberto Bazzurro
Inciso a metà luglio del 2015, questo è con tutta probabilità il miglior album di Jane Ira Bloom che ci sia passato per le mani. Le grandi curiosità iniziali, attorno a questa esile donna che oltre trent'anni fa faceva parlare di sé accanto ai maestri dello strumento che si stava imponendo come una sorta di cornucopia (non l'unica, per carità) del nuovo jazz, si sono via via assestate, e lei nel frattempo è diventata una signora di mezza età che ...
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