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Giovanni Guidi: A New Day

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Quello che colpisce maggiormente all'ascolto del nuovo lavoro del pianista Giovanni Guidi col suo trio (per l'occasione espanso a quartetto in quattro dei sette brani con l'ingresso del sassofonista James Brandon Lewis) è l'estrema rarefazione della sua musica, evidente già dal primo brano "Canto de ocells," una canzone tradizionale catalana, ma spinta ancora di più nei cinque brani originali firmati dal pianista (inclusa una improvvisazione collettiva accreditata ai quattro musicisti, posizionata giusto al centro dell'album).

Questo è un processo —che il pianista ha descritto in dettaglio nella sua recente intervista con Libero Farnè—avviato già in alcuni dei tre precedenti lavori di Guidi col suo trio pubblicati da ECM, e in particolare This Is the Day del 2015 che in alcuni brani mostrava un approccio simile, facendo largo uso del rubato, qui esteso all'intero disco, sia nei due brani in trio che in quelli col quartetto. Anche l'altro brano non originale che completa la scaletta del disco, lo standard "My Funny Valentine," eseguito in trio non sfugge a questo trattamento di decostruzione della musica, rendendo difficile individuare le note del tema originale.

La mancanza di un chiaro riferimento di tempo costringe l'ascoltatore a un maggior sforzo di concentrazione; questo non è certo un disco che si presta a un ascolto distratto, ma richiede un'attenzione costante. Da lodare il lavoro della coppia ritmica costituita dal contrabbassista Thomas Morgan (avvezzo a suonare nei vuoti, come evidenziato in numerose occasioni e soprattutto a fianco di Bill Frisell) e dal batterista Joao Lobo, chiamato a un non facile lavoro di cesello. Anche il sassofonista riesce a inserirsi positivamente senza spezzare l'equilibrio del trio e trovando un dialogo efficace col pianoforte, toccando punte di lirismo come nella conclusiva "Wonderland."

Il pianista rinuncia completamente alla spettacolarità ed esuberanza di cui fanno sfoggio molti dei suoi colleghi, preferendo esplorare gli spazi tra le note in un'atmosfera prevalentemente intimista e meditativa, il che non favorisce l'immediatezza all'ascolto, ma è un modo per la misica di fissarsi indelebilmente una volta che ci si sia sintonizzati con la sua lunghezza d'onda. Album consigliato a tutti gli ascoltatori coscienti e concentrati.

Personnel

Album information

Title: Ad Lib | Year Released: 2000 | Record Label: -


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