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Joe Armon-Jones: Turn To Clear View

Serena Antinucci By

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Le dita di Joe Armon-Jones sono dieci. Che ovvietà, direte voi. Forse, ma non è così semplice la questione. Le sue dita sono un prolungamento istintuale, potente, reazionario sulla nuova scena jazz inglese.

Sembrerebbe affetto da una specie di "morbo musicale di Parkinson," il tastierista inglese. Una convulsione di movimenti che procede verso una direzione evolutiva inarrestabile. Herbie Hancock parlerebbe di azione e reazione, come due possibilità da contemplare simultaneamente quando si gioca con la tastiera. Limitarsi a una reazione però vorrebbe dire tirare la corda ondeggiante della propria creatività e lasciarsi condurre dagli altri, mentre agire significherebbe prendere la parola subito, scegliere, rischiare. Credo che con quell'aria da "ritorno al futuro" e quello sguardo proiettato verso la terra del 2084, Joe Armon-Jones abbia entrambe le attitudini.

Lo aveva già dimostrato nella primavera del 2018 con Starting Today (Brownswood), un disco in perfetto accordo con quella London Dance, che combina R&B, funk, dub velato e woke jazz. Accanto a lui gli altri fari della scena inglese, dalla sassofonista Nubya Garcia, al trombettista Dylan Jones, al chitarrista dal sound neo soul Oscar Jerome fino all'inarrestabile blackness del batterista Moses Boyd.

Il tastierista (membro del gruppo Ezra Collective e di gruppi guidati dal sassofonista tenore Binker Golding e Nubya Garcia) è tornato con un secondo progetto discografico, uscito il 20 settembre e targato ancora Brownswood Recordings (etichetta del padre spirituale Gilles Peterson), dal titolo emblematico: Turn to Clear View.

La prospettiva è assolutamente chiara e la virata verso montagne, oceani, terre inesplorate lo è ancor di più. La direzione è quella già tracciata nel disco precedente, ma questa volta il tastierista inglese ha chiuso gli occhi e, dalla comfort zone della cameretta, si è ritrovato in una nuova navicella strumentale. Compaiono vecchie e nuove collaborazioni: da Nubya Garcia, all'artista nigeriano Onongjayar, fino alla leggenda dell'hip hop britannico Jehst e alla voce lavica di Giorgia Anne Muldrow, che ha lanciato nell'universo cosmico zampilli infuocati con il singolo del disco Yellow Dandelion, in cui Armon-Jones sembra esibire tutta la sua carica elettrica, come se non ci fosse una fine a quella schizofrenica vibe.

Le otto tracce si muovono in una foschia che lentamente si attenua e che in un attimo diviene chiara. Non esistono confini tra i generi. Questa volta la Signora Londra, offuscata dalla Brexit, preferisce scatenarsi sul dancefloor scoppiettante, abbandonandosi a un jazz moderno inseguito da linee dub, vibrazioni R&B, fraseggi hip hop, p-funk e luminescenze afro-beat. E, dopo una sbronza epocale, riprendere la strada verso il futuro, immaginando, questa volta, di atterrare al centro di un sistema satellitare, circondata da questi giovani talenti, che testano nuovi organismi musicali.

Esattamente com'era accaduto per Starting Today, anche Turn to Clear View si apre con una traccia ("Try to Walk with Me") intonata da Asheber, leader del gruppo Afrikan Revolution, che diffonde, con timbro da tenore, moniti esistenziali: "è giunto il tempo del lasciare andare, dell'abbandono delle resistenze per spostarsi lontano e guarire le proprie pene." E da quei bassi quasi commoventi, si impugnano le bacchette e si ripercorrono un po' quei ritmi ormai assaporati e sensuali (The Leo & Acquarius) della scena di L.A. (Thundercat e Mndsgn), mentre le dita di Armon-Jones e di Garcia continuano a girovagare architettando assoli eccitati e originali (Gnawa Street e You Didn't Care).

Prima di chiudere tutto con "Self:Love," e atterrare nella Nigeria degli anni '70, tra cadenze afro-beat, jazz e vocalizzi celestiali. E se Onongjayar continua a ripetere "be yourself," non c'è dubbio che Joe Armon-Jones, in questo viaggio interstellare lo abbia assecondato. Così si chiude il disco Turn to Clear View, con una chiara visione: se gli alieni esistono, forse ora, stanno suonando in Inghilterra.

Track Listing: Try Walk With Me; Yellow Dandelion; Gnawa Sweet; Icy Roads (Stacked); (To) Know Where You’re Coming From; The Leo & Aquarius; You Didn’t Care; Self: Love.

Personnel: Joe Armon-Jones: Wurlitzer, piano, keyboards, synthesisers, vocals; Nubya Garcia: tenor saxophone (1-7); James Mollison: tenor saxophone (1-7); Dylan Jones: trumpet (1-7); Oscar Jerome: guitar (1-3, 5-8); David Mrakpor: bass (1, 2, 6, 8); Mutale Chashi: electric bass (3-5, 7); Moses Boyd: drums (1, 2, 6, 8); Kwake Bass: drums (3, 4, 5, 7); Asheber: vocals (1); Georgia Anne Muldrow: vocals (2); Jehst: vocals (6); Obongjayar: vocals (8); Luke Newman: vocals (4, 5, 7, 8).

Title: Turn To Clear View | Year Released: 2019 | Record Label: Brownswood Recordings

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