Home » Articoli » Live Review » Tigran Hamasyan Trio
Tigran Hamasyan Trio
Il giovane pianista armeno Tigran Hamasyan è tra i nuovi talenti emergenti sulla scena jazzistica internazionale, con quattro album già incisi a suo nome e la partecipazione all'ultimo quartetto di Dhafer Youssef con il quale si era già presentato l'anno scorso al pubblico romano facendo un'ottima impressione. C'era dunque molta aspettativa nei suoi confronti, e curiosità riguardo al suo nuovo trio, completato dal bassista Sam Minaie e dal batterista Nate Wood.
Fin dalle prime note, è risultato chiaro che il suo approccio al piano trio è radicalmente differente da quello di Colin Vallon, che si era esibito sullo stesso palco solo un paio di settimane prima (clicca qui per la recensione di quel concerto). Hamasyan suona con molta energia, quasi aggredendo fisicamente la tastiera, mascherando le sottigliezze di tocco di cui è capace sotto un volume sonoro probabilmente eccessivo. Dove Vallon era sommesso e intimista, Hamasyan è spesso debordante e aggressivo, e anche il rapporto con i due partner è poco improntato all'interazione tra i musicisti, ma la sezione ritmica opera prevalentemente come sostegno alle bordate pianistiche. Anche nel rapportarsi col pubblico Hamasyan ha scelto un atteggiamento quasi da rockstar, con ripetuti inviti ad aumentare il volume degli applausi per scaldare l'atmosfera.
Il programma consisteva essenzialmente in una rilettura dell'ultimo CD del pianista, A Fable, con l'aggiunta di contrabbasso e batteria e la pesante sottolineatura dell'elemento ritmico a scapito dell'aspetto melodico che ne rappresentava il lato più interessante, con il mescolamento di oriente e occidente caratteristico della sua cultura di origine. Non a caso i momenti migliori del concerto sono stati quelli dove la melodia emergeva maggiormente, come in un brano di Gurdjieff (tra i massimi esponenti di quella particolare fusione, soprattutto spirituale).
Un concerto abbastanza interessante, nonostante qualche scelta estetica discutibile, ma che non ha completamente soddisfatto le aspettative; visto comunque l'indubbio talento del pianista, come pure la sua giovane età, è lecito attenderlo ad altre prove più musicalmente significative nel futuro prossimo.
Foto di repertorio.
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.





