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Joseph Holbrooke Trio: The Moat Recordings
Un primo tentativo di riunione, propiziato da Gary Todd della Cortical Foundation nel 1995 non va a segno, a causa di una serie di indisponibilità dell'ultimo momento e si deve aspettare il settembre del 1998 per rivedere i tre insieme sul palco, a Colonia, nell'ambito di un weekend organizzato dalla radio tedesca per celebrare la musica del batterista. Riuniti a cena, i tre non parlano della musica e basta loro solo un breve check per poi lanciarsi in una performance di quarantacinque minuti poi documentata su disco dalla Incus.
La felice riuscita della serata porta i tre rapidamente ai Moat Studios di Stockwell, Londra, per delle sedute prodotte da Todd, una delle quali "live" di fronte a pochi amici: l'idea è quella di scegliere nove tracce per un CD della Cortical Foundation, ma un terribile incidente - cadendo dalla finestra - porta il produttore a una condizione di infermità permanente e all'abbandono del progetto.
Si deve solo alla tenacia di Tom Recchion se queste registrazioni - tranne quelle dal "vivo" - sono ora approdate integralmente alla sospirata e attesa pubblicazione, per la Tzadik di John Zorn e la musica è di grande intensità. Se la quotidiana familiarità di Bailey e Oxley con l'improvvisazione li poneva in una condizione di continuità con il lavoro svolto, il ruolo di Bryars è quello che più incuriosiva per la lunga lontananza da contesti di questo genere.
Il contrabbassista inglese riesce invece a trovare subito una propria dimensione, ammorbidendo in un certo senso, con linee semplici e ovattate il continuo "scontro" tra la chitarra e la batteria: ne esce una musica dotata di grande umanità, in cui le tipiche movenze baileyane risplendono come fili metallici di una trama cui né Bryars né tantomeno Oxley si sottraggono. Consci dell'importanza di fare "crescere" queste improvvisazioni, di modo da non renderle episodiche, i tre lasciano che ogni traccia si sviluppi lungamente - diversi brani superano i dieci minuti di durata - e i lampi di elettricità che attraversano la scena sonora illuminano momenti di grande ispirazione.
Tanto attesa prima e tanto sospirata poi, questa riunione del Joseph Holbrooke Trio è un documento importante, la fugace illusione di potere continuare un'avventura sonora davvero intensa, illusione che il crudele Babbo Natale del 2005 ci ha tolto senza un sorriso, portandoci via la inarrivabile genialità di Derek Bailey.
Track Listing
CD 1 01. Orchard - 11:27; 02. Condensation - 8:50; 03. Crookesmoor - 16:49; 04. Campo - 6:51; 05. Fermata - 11:41; 06. Radio Bossa - 8:01; 07. Mappin - 4:56. CD 2 01. Holderness - 12:47; 02. Cord - 9:53; 03. Tenter - 8:20; 04. Edinburgh - 12:10; 05. Cortical - 10:20; 06. Chiuso - 4:56; 07. From Bar Seven - 11:40; 08. Matilda - 2:48.
Personnel
Derek Bailey
guitarDerek Bailey (chitarra); Gavin Bryars (contrabbasso); Tony Oxley (percussioni).
Album information
Title: The Moat Recordings | Year Released: 2007
About Derek Bailey
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