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Fred Frith Cosa Brava: The Letter
Dopo l'eccellente Ragged Atlas del 2010, questo "The Letter" apre maggiormente gli orizzonti della ricerca di Frith, da sempre in prima linea se ciò che è da analizzare e scoprire si chiama "miscuglio di stili e generi," métissage, patchwork sonoro e chi più ne ha più ne metta. Frith è un camaleontico professore in questo campo. Con un immancabile tocco ironico, apre e chiude ipotesi musicali ardite, tessendo un tappeto sonoro di rara bellezza ed energia. È un equilibrista totale capace di unire nel giro di poche battute ipotesi della più classica musica da camera, atomizzazioni klezmer, danze levantine, rock dadaista e scarti di tempo propri del funk più autentico che hanno però alla base una sorta di giga del più classico folk. Da sempre amante del dettaglio e della cura formale delle proprie esecuzioni, Frith (e Cosa Brava) conquisterà senza timore di sbagliare i grandi e appassionati amanti storici del chitarrista, colpendo anche e inoltre a fondo chi - della musica - cerca le strade davvero più creative e meno ovvie. Non importano le etichette; non importa che tutto ciò sia rock piuttosto che jazz o viceversa. Frith è sul serio uno dei grandissimi nomi della musica contemporanea e tutto ciò che fa sistematicamente rende giocosa e comprensibile la materia. L'unica accortezza per conquistare il campo (lo si dice a favore del neofita che s'imbatte magari per la prima volta in ipotesi sonore simili) è quella di riuscire a spostare la propria capacità intuitiva entro altre prospettive, uscendo dai campi certi del conosciuto e del sicuro.
"Cosa Brava è dedicato alla narrazione" scrive Frith nelle note di copertina del nuovo lavoro e ricorda ad esempio il viaggio in auto fatto da bambino sulla macchina della sua famiglia, trasferitasi da Londra nei sobborghi dello Yorkshire Dales. Di quel viaggio Frith ricorda gli odori, i colori e i sapori del "viaggio" riconoscendo - da allora - la sua propensione al viaggiare, la stessa - in senso in sostanza nomade - che ha ritrovato nei co-protagonisti di questa formazione. Viaggiare significa anche la capacità di raccontare storie. Questo gruppo, per Frith, è proprio questo: raccontare storie di viaggio e, se si ascolta bene tutta la sua musica, questa è da sempre una sorta di colonna sonora ove le composizioni sono per certi versi piccoli film; fotogrammi rapiti da una vita che scorre e impressi nella parte artistica della propria anima allo stesso modo raccontata e ben espressa anche dai racconti di sociologia musicale raccolti in molti lavori del fratello di Fred, Simon, nome di riferimento per comprendere molte evoluzioni della storia della musica moderna.
L'età fa il resto: rispetto alle frastagliate e taglienti ipotesi sonore degli inizi, ciò che colpisce qui è anche la soavità e la leggerezza dell'uso musicale. Musica "fantastica" in tutte le accezioni del termine anche perché musica così possono riuscire a pensarla solo musicisti fantastici. Frith è - davvero da sempre - uno di questi.
Track Listing
1. Soul of the Machine 2:12; 2. The Eyjafjallajökull Tango 6:48; 3. Drowning 4:04; 4. The Wedding 6:08; 5. The Letter 3:41; 6. Slings and Arrows 7:23; 7. Jitters 5:13; 8. For Lars Hollmer 8:03; 9. Emigrants 4:06; 10. Nobody Told Me 4:10; 11. Common Sense 7:15; 12. Soul of the Machine (reprise) 2:05.
Personnel
Fred Frith
guitar and vocalsFred Frith (chitarra, basso elettrico, voce); Carla Kihlstedt (violino, armonica basso, voce); Zeena Parkins (fisarmonica, tastiere, "rumori", voce); Shahzad Ismaily (basso, voce); Matthias Bossi (batteria, percussioni, mayhem, voce); The Norman Conquest (effetti e manipolazione del suono). Ospiti: Michael Elrod (tambura); William Winant (gran cassa da concerto, crotali).
Album information
Title: The Letter | Year Released: 2013 | Record Label: Intakt Records
About Fred Frith
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