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Yvonne Rogers: The Button Jar
Nessuna concessione ad ammiccamenti compiacenti né ad aggrovigliati intellettualismi, semplicemente (si fa per dire) una voce personale che organizza il libero fluire dei propri pensieri, sentimenti ed emozioni in un debutto solistico che lascia senza parole per maturità, valenza estetica, profonda sensibilità, naturalezza espressiva. E per un linguaggio musicale che, forse inconsapevolmente, è innovativo come e più di altri che si promuovono come tali.
Volendo addentrarci nel gioco dei riferimenti si potrebbero cogliere qua e là il pianismo di Bill Evans, di Thelonious Monk, di Andrew Hill, avvertire echi accademici, infiltrazioni di musica contemporanea e d'avanguardia, ma tutto ciò perde significato e valenza per il modo con il quale Rogers assorbe e rimodella il tutto in una architettura espressiva che va oltre le definizioni.
Bastano i quattro minuti del minimalismo ipnotico, insinuante, avvolgente tutt'altro che meccanico di "Luster" per capire che Rogers porta la musica in un'altra dimensione, non semplice rapporto tra esecutore e fruitore ma liberi pensieri che si formano, si intrecciano, si accumulano con risonanze che si espandono, aprono nuovi orizzonti e favoriscono molteplici piani di incontro. Il tempo è sospeso, lo spazio indefinito, i movimenti sulla tastiera sono misurati, il tocco è delicato ma il suono ti raggiunge come scolpito nel marmo, segno profondo e indelebile.
Questo è solo l'inizio perché la successiva title track è un dialogo vivace e gioioso tra le due mani sulla tastiera che a sua volta apre alle nuove riflessioni intimistiche di "Cloud Chorale." Questa alternanza di tempi e di mood non è semplice pratica strategica ampiamente attuata in molte incisioni ma necessità di esprimere il concatenarsi di idee e sensazioni che affollano la mente di Rogers.
Raramente ci sono melodie percepibili in senso tradizionale, poche le eccezionicome la danzante "Little Dance," le gioiose "The Craft Room" e "First Attempt", mentre composizione e improvvisazione, si sovrappongono, si rincorrono, in un gioco a nascondino affascinante. In tutto questo Rogers mantiene una spiccata vena poetica, delicata e intensa, dove fragilità emotiva e potenza espressiva giocano un ruolo fondamentale. La sapienza delle pause, gli spigoli dietro l'angolo, le note spezzate che magicamente si sciolgono, il ritmo che si accende improvviso, non sono meri espedienti tecnici, ma lo sgorgare senza rete di intime emozioni. Difficile non rimanere ammaliati dalla bellezza di The Button Jar e dalla "rivoluzione dolce" che Rogers porta nel mondo del piano jazz.
Album della settimana, già da ora tra i candidati a disco dell'anno.
Track Listing
Luster; The Button Jar; Cloud Chorale; Scatter and Sort; Monkey’s Fist; Avid Risks; Little Dance; Thread the Needle; Linear Gel; Puzzle Building; The Craft Room; Mismatch ;First Attempt; Exhale.
Personnel
Yvonne Rogers
pianoAlbum information
Title: The Button Jar | Year Released: 2026 | Record Label: Pyroclastic Records
About Yvonne Rogers
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