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Stefano Battaglia ed Elsa Martin "Sfueâi" a Firenze

Neri Pollastri By

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Stefano Battaglia ed Elsa Martin "Sfueâi"
Musicus Concentus & Metastasio Jazz
Sala Vanni
Firenze
2.2.2018

Primo dei due appuntamenti del Musicus Concentus realizzati in collaborazione con Metastasio Jazz, questo singolare Sfueâi, progetto del pianista Stefano Battaglia e della cantante Elsa Martin, rispondeva pienamente al tema della rassegna pratese, "Lingue oltre i confini," presentando poesie di poeti friulani cantate perlopiù nel dialetto d'origine, su musiche originali.

I testi poetici, riprodotti in traduzione su un video quando cantati in dialetto, provenivano da autori quali Amedeo Giacomini, Pierluigi Cappello, Novella Cantarutti, Luciano Morandini, Federico Tavon, e quasi sempre erano di stupefacente semplicità e immediatezza, complice il fatto di essere spesso liriche per bambini. La musica, dal canto suo, era complessa e meditativa, sospesa ed evocativa, in coerenza con le strade solitamente battute dal pianista milanese ma che, fondendosi con la voce e i particolarissimi testi, ha finito per sporgersi su territori ancor più inusuali.

Se Battaglia ha infatti sviluppato elaborate esplorazioni armoniche e del suono, muovendosi spesso anche in assolo, la Martin ha cantato, ma ha anche assecondato le atmosfere create dal pianista con vocalizzi, rumori, sospiri, senza peraltro mai spingersi verso eccessivi virtuosismi o "effetti speciali" -in questo rispettando la semplicità dei testi. Un tale parco uso dei toni e delle espressività, in accordo con il clima intimistico che ha pervaso l'intera performance, è poi risaltato al termine, nel corso del bis: una canzone tradizionale armena, unico pezzo non tratto dal materiale sviluppato dai due per questo progetto, nella quale la Martin ha potuto mostrare un'altra faccia delle sue qualità vocali, interpretandola con grande potenza e senso della drammaticità.

La proposta, che fa parte di un ampio progetto che raccoglie altro materiale tra cui anche poesie di Pierpaolo Pasolini, è parsa nel complesso virtuosamente inetichettabile, a cavallo tra contemporanea, folk e jazz; meravigliosamente interpretata, ha trasportato gli spettatori in una realtà magica, ora malinconica, ora dolce, sempre affascinante e suggestiva. Ne auspichiamo a breve una documentazione su disco, sulla quale gli artisti stanno già lavorando.

Foto: Luca D'Agostino (Phocus Agency)

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