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Ran Blake: Something To Live For

Con copertina diversa, torna a quasi diciannove anni dalla sua prima edizione (1999; incisione Boston, marzo '98) un album certamente prezioso (per quanto magari un po' discontinuo) di quel singolare pianista (e personaggio tout court) che è Ran Blake, oggi ottantatreenne. L'album si compone, adesso come allora, di diciannove brani, per lo più brevi o molto brevi (da quaranta secondi a sei minuti), di cui nove in piano solo e gli altri dieci equamente divisi fra duetti col clarinetto di Guillermo Gregorio e la chitarra elettrica (peraltro molto soft) di David Fabris.

Operando una lettura trasversale delle diverse situazioni, si nota come in solo Blake prediliga lavorare su materiale altrui (Porter, Ellington, Mingus, Gillespie, tra le firme, più due tradizionali arrangiati da Jester Hairston e due originali del pianista), allargando tale pratica ai cinque brani in coppia con Fabris (che ne firma comunque uno, "Nightcrawler"), mentre quelli con Gregorio sono tutti a doppia firma (ovviamente i due performers), tranne l'ultimo, "Impresario of Death," del solo Blake.

L'alternarsi delle diverse combinazioni dà fisiologicamente al lavoro una varietà che non può che favorirne la fruizione, per quanto, come si accennava, non manchi qualche momento di minor freschezza creativa, pur all'interno di un disegno complessivo assolutamente omogeneo, elegante e coerente, in cui ciascun episodio entra come una sorta di miniatura che assume valenza via via, proprio nel suo costituire la tessera di un mosaico finemente cesellato e lavorato.

Regolarmente fra le vette del disco si stagliano i duetti piano/clarinetto, i primi quattro dei quali vanno a comporre una mini "Enigma Suite" della durata complessiva di soli cinque minuti. Il tutto con un aplomb che definiremmo senz'altro classico, un'atmosfera molto contemporanea, tersa, finemente cameristica (senza per questo evitare, in "Impresario of Death," elucubrazioni decisamente più ardite, antigraziose, da parte di Gregorio).

Al confronto un po' più usuali appaiono i momenti in cui è la chitarra a dialogare col piano, pur assumendo, come si diceva, valenza (e ragion d'essere) nel loro concatenarsi al resto (e comunque almeno il già menzionato "Nightcrawler" richiede una citazione di merito), nel momento in cui, completando il quadro, i soliloqui pianistici fungono per così dire da collante al tutto, variando tra il climax che potrebbe avere una pura e semplice digressione sulla tastiera nello studio di casa e l'interpunzione, invece, fortemente intenzionale, cercata, studiata a tavolino. Episodi come "Get Out of Town," "Mood Indigo" e "Throw It Away" (di Abbey Lincoln), collocati in momenti del disco che verrebbe da definire strategici, appaiono in tal senso i più emblematici.

Track Listing

Elijah Rock 1; Something to Live For; Get Out of Town; Enigma Suite: Part 1; Memphis; Vilna; Enigma Suite: Part 2; Mood Indigo; Eclipse; Elijah Rock 2; Enigma Suite: Part 3; Judy; A Night in Tunisia; Enigma Suite: Part 4; Nightcrawler; Throw It Away; Impresario of Death; Doktor Mabuse; Ghosts of Cimetière de Père Lachaise.

Personnel

Ran Blake
piano

Ran Blake: piano; David "Knife" Fabris: guitar; Guillermo Gregorio: clarinet.

Album information

Title: Something To Live For | Year Released: 2017 | Record Label: Hat Hut Records


About Ran Blake

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