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Dino & Franco Piana: Seven

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Nel recensire un CD per All About Jazz mi trovo spesso in imbarazzo a trovare un'appropriata denominazione per compilare la voce "stile" (fra le infinite che abbiamo a disposizione), finendo per usare sempre le solite definizioni: free, improv, avant, etno jazz... Nel caso di Seven non ho nessun dubbio a ricorrere ad un termine che credo di non aver mai utilizzato in passato: modern jazz.

I Piana, il padre Dino e soprattutto il figlio Franco, che è compositore e arrangiatore di tutti i brani, danno infatti corpo ad un jazz di sintesi in cui si fondono bop e cool in egual misura, molto West Coast, un pizzico di Third Stream e di latin jazz (nel conclusivo "Step by Step"), guidando un formidabile settetto (al piano si alternano Pieranunzi e Mannutza, mentre alla tromba Bosso e, solo nel brano finale, Rava affiancano Franco Piana).

Si tratta di un compendio del jazz moderno, di un Bignami riveduto e corretto, di una ricerca sistematica dell'essenza della modernità, come in un negozio di modernariato selettivo potremmo trovare raccolti con metodo gli oggetti più significativi degli anni Cinquanta. In realtà ne risulta un jazz che non è mai esistito in passato, fino agli anni Sessanta, quando il jazz moderno veniva creato ex novo secondo correnti innovative che si intersecavano fra loro; un jazz che a ben vedere può essere confezionato solo oggi col senno di poi, anzi con l'esperienza accumulata in cinquant'anni di rivisitazioni, ibridazioni, revival, permutazioni, omaggi, esercizi, adesioni più o meno coraggiose, più o meno pedisseque e stantie.

Questa sorta di modern jazz più che uno stile può essere considerato un linguaggio, un tipo di mainstream, ed ancor più un atteggiamento mentale che vuole rimanere fedele ad una certa idea di jazz, tentando di erigerne l'icona autentica. Non si tratta certo di un'ottica univoca e dogmatica, tanto è vero che a livello internazionale ne vediamo interpretazioni sempre leggermente diverse; come pure è indubbio che essa non costituisce che uno dei modi possibili di affrontare il jazz e certo non è il più rappresentativo e creativo della ricerca attuale.

La declinazione che di questo linguaggio-atteggiamento ne danno i Piana in Seven si rivela estremamente elegante, equilibrata, vagamente soft e sorniona, swingante in un modo fluido e rilassato. Per fare questo, l'ottantunenne Dino, ancora in una forma invidiabile, morbidissimo sul suo trombone a pistoni, e Franco, che imbocca sempre il flicorno con una pronuncia altrettanto rotonda, hanno scelto i collaboratori più giusti. Bosso appare mobilissimo, ma più accorto, meno acrobatico che in altre occasioni; sulla classe di Pieranunzi e la verve di Mannutza non si potevano nutrire dubbi; Bassi e Gatto garantiscono una sicura pulsazione ritmica senza strafare; Ionata conferma un sound pieno ed un fraseggio classicamente tornito; Rava infine introduce una nota personale da par suo.

Track Listing

1. Open Dialogues: I Movimento; 2. II Movimento; 3. III Movimento; 4. IV Movimento; 5. Your Smile; 6. Eighty and One; 7. Dark Eyes; 8. Asimmetrico; 9. Sunlight; 10. Step by Step.

Personnel

Franco Piana (flicorno); Fabrizio Bosso, Enrico Rava (tromba); Dino Piana (trombone a pistoni); Max Ionata (sax tenore e soprano); Enrico Pieranunzi, Luca Mannutza (piano); Giuseppe Bassi (contrabbasso); Roberto Gatto (batteria).

Album information

Title: Seven | Year Released: 2012 | Record Label: Alfamusic


About Fabrizio Bosso

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