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Profilo della Pirouet records

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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La Pirouet Records di Monaco di Baviera sta conquistando il cuore degli appassionati in patria con una serie di titoli curata nei minimi particolari: uno studio proprio, la precisa direzione musicale del sassofonista Jason Seizer, le belle confezioni in digipack. Alcuni dei musicisti presentati, come i pianisti Bill Carrothers e Marc Copland, hanno trovato qui una seconda patria incidendo alcune delle loro cose più interessanti degli ultimi anni. Insomma, in un panorama dominato da ECM, Winter & Winter, ed Enja, anche loro con sede nel capoluogo bavarese, la Pirouet sta gradualmente conquistando un proprio spazio senza dimenticare i musicisti nazionali.

Diamo uno sguardo ad alcune delle loro ultime produzioni.

Henning Sieverts

Simmetry

Pirouet Records

(2007)

Valutazione: 4 stelle

Simmetry del contrabbassista e violoncellista Henning Sieverts vede alla prova un quintetto in cui John Hollenbeck e Chris Speed fanno bella mostra di sè, in un gruppo completato da musicisti tedeschi. Abbastanza conosciuto in patria per le collaborazioni in area mainstream e improv, Sieverts, qui guida colleghi smaliziati, a loro agio nei contesti più diversi. E così che l'incisione contiene atmosfere variegate, dalla miniatura cesellata al power play. Ed il titolo che dà il titolo al disco è programmatico di quello che succede: prendiamo "Top Spot", che apre il disco, un brano in cui una scala simmetrica di sei note fa da tema. Poi cambia tutto, atmosfere con ancora il gioco della simmetria ("Sun is in Us") o composizioni più ortodosse ("Lion Oil") o ancora motivi che vengono ripresi più volte a differenti velocità ("Dr. Awkward"). Troviamo anche un blues, dall'insolito titolo "Evil Olive" ed in mezzo a "Luz azul" c'è una citazione di "Solar" di Miles Davis.

Henning Sieverts cerca di dare direzioni nuove al mainstream; di scoprire orizzonti oltre il confine dell'ovvio. I due connazionali che completano la band sono il giovane trombonista Johannes Lauer, in patria premiato dalla critica, ed il pianista Achim Kaufmann, un veterano uso ad affrontare tutte le espressioni musicali possibili.

Marc Copland

Simmetry

Pirouet Records

(2007)

Valutazione: 4,5 stelle

Il secondo volume del New York Trio Recordings, Voices di Marc Copland conserva il contrabbassista del Vol. 1, Gary Peacock, e cambia il batterista, da Bill Stewart a Paul Motian.

Il progetto, elaborato da Jason Seizer che è andato in USA a registrare, è stato festeggiato con molto entusiasmo dalla stampa di lingua tedesca. Conosciamo Marc Copland come una delle voci più interesssanti del piano jazz contemporaneo, abile a dare, qualunque sia il materiale affrontato, la sua caratteristica impronta. La ritmica scelta questa volta, Peacock e Motian, ha in passato lavorato con maestri del calibro di Bill Evans e Paul Bley, e più di recente con altri grandi nomi quali Marilyn Crispell, Martial Solal, Keith Jarrett, Masabumi Kikuchi.

Ai musicisti coinvolti non manca certo l'esperienza per fare un grande disco, un'incisione che ha tutte le carte in regola per emergere nell'affollato panorama del trio per piano jazz. "Vignette", di Gary Peacock, viene affrontata con grande lirismo; un acquarello in cui i colori si mescolano con sapienza artistica. Non si pensi però che tensioni o brani dalla procedura più spigolosa vengano evitati: "Albert", dedicata ad Albert Ayler, ne è un esempio. Il trio raggiunge i vertici nell'unica composizione non originale, un "All Blues" di Miles Davis che viene rinnovato completamente dal punto di vista armonico. L'ascoltatore viene guidato in una dimensione all'inizio sconosciuta, in cui dubbi e certezze perdono di significato per acquisire la bellezza di un'esecuzione che proviene da tre maestri del loro strumento.

La differenza rispetto al trio precedente, con Bill Stewart, appare nelle atmosfere cameristiche. Mentre nel disco precedente i musicisti reagiscono con scambi veloci, con contrasti che mettono in luce l'individualità dei singoli, qui si procede intrecciando le voci, ascoltandosi con l'intenzione di un dialogo a tre in cui il collettivo prevale.

Loren Stillman

Blind Date

Pirouet Records

(2007)

Valutazione: 4 stelle

Blind Date del sassofonista contralto Loren Stillman è un altro lavoro interessante, in cui è accompagnato da una ritmica di tutto rispetto: Gary Versace al pianoforte (invece del solito Hammond B3), Drew Gress al contrabbasso, Joey Baron alla batteria. Come dice il nome, si tratta di un incontro alla cieca. Anche qui, grazie alla direzione artistica di Jason Seizer, si sfugge alla trappola della jam session o dell'improvvisazione su brani risaputi. Si preferisce la via dei suoni non ortodossi e delle sorprese. Il giovane sassofonista americano cita come suoi modelli Lee Konitz e Wayne Shorter, e come questi segue una via personale, riuscendoci. Il suo suono lirico, la tensione che accumula in modo sottile negli assoli, inchiodano l'ascoltatore, spingendolo ad uscire dalle proprie aspettative per ascoltare cosa succede fra i quattro. I brani non sono costruiti con la solita struttura armonica: utilizza melodie che si intrecciano l'una nell'altra, o cellule ritmiche da cui spunta un motivo di interesse su cui dialogare.

Walter Lang

Blind Date

Pirouet Records

(2007)

Valutazione: 4 stelle

L'ultimo disco di questa piccola rassegna è del duo tra il pianista tedesco Walter Lang e Lee Konitz. Ashiya è il nome di una città giapponese, da cui Walter Lang è passato durante il suo tour in quella nazione. Ha inciso su Pirouet un disco insieme alla cantante Aya Murodate, riuscendo a conciliare swing e lingua giapponese. È un pianista molto versatile, che accompagna spesso dei musicisti americani in tour per la Germania. Su Lee Konitz è difficile scrivere qualcosa di nuovo dopo sessanta anni di carriera. Lo abbiamo apprezzato in Italia insieme a Franco D'Andrea, mentre in Germania è spesso insieme a Frank Wunsch, di solito sul terreno degli standards, da lui interpretati come pochi. Questa volta ci sono solo composizioni di Lang. Le sue linee improvvisative emanano calma e rilassatezza e Walter Lang lo asseconda cercando di estrarre il massimo in termini di profondità armonica dai brani. Anche qui un disco di buon livello. Un mainstream dalle sfumature più consuete e che attirerà i numerosi fans del sassofonista.

Elenco dei brani:

Simmetry: 01. Top Spot - 3:36; 02. Sun is in Us - 4:50; 03. Lion Oil - 2:29; 04. Deep Speed - 1:59; 05. All for One, One for All - 6:19; 06. Bird Rib - 2:48; 07. Leaves Fall, Fall Leaves - 5:30; 08. Sum Summus Mus - 2:34; 09. Luz Azul - 9:31; 10. Never Odd or Even - 3:51; 11. Evil Olive - 3:26; 12. We Few - 1:40; 13. Emit Time - 6:50; 14. Dr. Awkward - 1:48.

Tutte le composizioni sono di Henning Sieverts

Voices - New York Trio Recordings Vol. 2: 01. Vignette (G. Peacock) - 6:03; 02. Albert (G. Peacock) - 3:34; 03. Rivers's Run (M. Copland) - 6:32; 04. Voices (Marc Copland) - 7:35; 05. Runner (G. Peacock) - 7:20; 06. That's It? (G. Peacock) - 2:44; 07. All Blues (M. Davis) - 5:28; 08. At Night (M. Copland) - 8:43.

Blind Date: 01. Blind Date - 4:56; 02. What Will Other People Think - 7:20; 03. Etude - 2:58; 04. Shape Shifter - 9:52; 05. Theme for a New Regime - 4:07; 06. Don't Be Too Nice - 7:40; 07. Major - 4:19; 08. Legroom - 6:18; 09. Etude, Reprise - 2:05.

Ashiya: 01. Monk's Cottage - 4:44; 02. The Good Way - 5:51; 03. Open Water - 3:53; 04. Interlude I - 0:25; 05. Ashiya - 4:35; 06. Soft Wind Blowing - 5:11; 07. Way Too Early - 4:30; 08. What a Treat - 3:34; 09. Valse élégance - 3:51; 10. Csa do tom - 6:04; 11. Interlude II - 1:08; 12. Fareweell - 7:37; 13. Epilogue - 1:45

Tutte le composizioni sono di Walter Lang

Musicisti:

Simmetry: Johannes Lauer (trombone); Chris Speed (sax tenore, clarinetto); Achim Kaufmann (piano); Henning Sieverts (contrabbasso, violoncello); John Hollenbeck (batteria).

Voices - New York Trio Recordings Vol. 2: Marc Copland (piano); Gary Peacock (contrabbasso); Paul Motian (batteria).

Blind Date: Loren Stillman (sax alto); Gary Versace (piano); Drew Gress (contrabbasso); Joey Baron (batteria).

Ashiya: Walter Lang (piano); Lee Konitz (sax alto).

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