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Dino Betti Van Der Noot: The Silence of the Broken Lute
La pandemia è anche in parte ispiratrice del lavoro, come evidenziano in filigrana i titoli dei brani, come tradizione di Betti tratti dalla letteratura e dall'arte: il silenzio forzato, che proprio la pandemia ha imposto anche all'artista, bloccando a lungo la sua capacità di comporre; il mare come fonte di guarigione (titolo ispirato da un verso di Ezra Pound); il beneaugurale arrivo della primavera; il ritorno (espresso con l'espressione letteraria greca "Nostos"); infine, l'esito finalmente lieto (ancora una volta ripreso da un verso, stavolta di Prevert).
Ma, aldilà delle ispirazioni e dei riferimenti nascosti, è la musica, sempre incalzante nel suo procedere narrativo, a restituire l'urgenza e la gioia di poter nuovamente trovarsi, esprimersi, comunicare. Quelle cose così necessarie e "normali," che tuttavia per oltre un anno sembravano diventate impossibili e che, come lo stesso Betti scrive nelle brevi note di copertina, via via che il lavoro di messa a punto dell'album procedeva sono tornate a essere vive e a produrre gioia.
I brani in cui si suddivide il lavoro sono tutti originali, tranne il centrale "Here Comes Springtime," rielaborazione di una composizione della metà degli anni Ottanta. Tuttavia tra di loro c'è non solo grande coerenza, ma anche una sorta di continuità, dando all'album la compiuta interezza di un viaggio, a momenti anche dal tono epicoper esempio in "Our Nostos"nel corso del quale si percorrono strade diverse, si incontrano molti paesaggi, si procede variando la velocità eforse soprattuttosi dialoga, ciascuno comunicando agli altri il proprio stato d'animo e la propria opinione.
Perché, forse ancor più che in altri lavori di Betti, in The Silence of the Broken Lute le voci dei singoli spiccano, l'una dopo l'altra, e le composizioni le raccolgono, senza subordinarle, per comporre un discorso collettivo. Essendo tanti e tutti bravissimi, è impossibile menzionare tutti i protagonisti; importante è invece sottolineare come la loro diversitàtimbrica, vista la varietà di strumenti, ma anche espressivacostituisca una delle ricchezze di un'opera che offre grande piacere fin dal primo ascolto grazie alla liricità della narrazionema che svela sempre nuovi aspetti ai successivi, proprio in virtù della complessità delle architetture e dei dettagli contenuti negli interventi individuali.
Atteso e gradito, dunque, Dino Betti non solo è puntualmente arrivato all'appuntamento, ma ci ha ancora una volta regalato un lavoro incantevole.
Disco della settimana.
Track Listing
The Silence of the Broken Lute; Listen for the Sea-Surge; Here Comes Springtime; Our Nostos; Souriante épanole ravie.
Personnel
Dino Betti van der Noot
composer / conductorAlberto Mandarini
trumpetGiampiero Lo Bello
trumpetMario Mariotti
trumpetPaolo De Ceglie
trumpetLuca Begonia
tromboneStefano Calcagno
tromboneEnrico Allavena
tromboneSandro Cerino
fluteAndrea Ciceri
saxophone, altoGiulio Visibelli
fluteRudi Manzoli
saxophone, tenorGilberto Tarocco
clarinetLuca Gusella
vibraphoneEmanuele Parrini
violinNiccolò Cattaneo
pianoFilippo Rinaldo
keyboardsVincenzo Zitello
harpGianluca Alberti
bass, electricTiziano Tononi
drumsAdditional Instrumentation
Giampiero LoBello: flugelhorn, cornet; Alberto Mandarini, Mario Mariotti, Paolo De Ceglie: flicorno; Gianfranco Marchesi: bass trombone; Sandro Cerino: flute, dizi, bass clarinet; Andrea Ciceri: flute; Giulio Visibelli: flute; Rudi Manzoli: soprano saxophone; Gilberto Tarocco: clarinet, bass clarinet; Emanuele Parrini: viola; Stefano Bertoli: batteria; Tiziano Tononi: percussioni; Federico Sanesi: percussioni.
Album information
Title: The Silence of the Broken Lute | Year Released: 2021 | Record Label: Audissea
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