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Slow Is Possible: Moonwatchers

Quando affronti un disco marcato Clean Feed —etichetta portoghese divenuta un osservatorio privilegiato sullo stato delle cose della musica improvvisata grazie alla passione, al fiuto e alla competenza di Pedro Costa —si possono presentare grosso modo tre situazioni. Puoi apprezzare gruppi già ampiamente affermati e artisti di chiara fama internazionale, imbatterti in talenti in cerca della definitiva consacrazione o trovarti per le mani formazioni del tutto sconosciute al di fuori di ristretti ambiti territoriali.

Proprio in questa zona d'ombra ci si imbatte talvolta in lavori di assoluto interesse e spessore artistico. È il caso di Moonwatchers, clamorosa opera seconda di Slow Is Possible, ensemble portoghese nato nel 2013 con alle spalle un album di debutto omonimo che aveva già allertato le orecchie curiose e fortunate venute a contatto con quel lavoro a distribuzione locale.

Loro si definiscono, con un tocco di ironia, "band da camera per il nuovo secolo" ma si rivelano molto, molto di più di quanto promesso. Moonwatchers contiene settanta minuti e oltre di musica grandiosa. Vi si trova un'enorme ricchezza di fonti che, attraverso un sapiente montaggio di stile cinematografico, riempie lo schermo dell'ascolto, travolge ogni resistenza di ordine stilistico, ti sbatte in faccia una freschezza esecutiva ed un pirotecnico turbino di idee che lascia senza fiato.

È musica anticonformista e irriverente ma anche poetica e raffinata, allarga gli orizzonti ma è in grado di esaltare i particolari, potenti sezioni a pieno organico si alternano con sofisticati incroci timbrici, momenti dionisiaci lasciano spazio a dolcissime divagazioni, insomma i cambiamenti di scena non mancano, senza effetti speciali ma funzionali ad una narrazione densa e ricca di sollecitazioni. L'iniziale «The Lione Dance», per esempio, ha un incipit sospeso, spazi dilatati, una melodia accattivante, echi del davisiano In a Silent Way poi vira lenta e implacabile verso suoni taglienti, sonorità sporche tra Lounge Lizards e Naked City per un viaggio tra pulsioni metropolitane e derive oniriche che da solo vale il biglietto.

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Alla ricerca del tempo perduto…..


Track Listing

The Lion Dance; Catching Bukowski; Hunting Weather; At Land; Barely Visible; Moonwatchers; Therefore (reprise).

Personnel

André Pontifice: cello; Bruno Figueira: alto saxophone; Duarte Fonseca: drums; Joao Clemente: guitar, electronics; Nuno Santos Dias: piano; Ricardo Sousa: bass.

Album information

Title: Moonwatchers | Year Released: 2018 | Record Label: Clean Feed Records


About Slow is Possible

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