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Arild Andersen, Paolo Vinaccia, Tommy Smith: Mira

Registrato al leggendario Rainbow Studio di Oslo nel dicembre 2012 e uscito poco più di un anno dopo (gennaio 2014), questo album ci ripropone una delle formazioni più tipiche, esplicative, paradigmatiche, di un dato suono nordico in jazz, nello specifico veicolato attraverso un organico che nella musica afroamericana, pur con tutte le di lei progressive appendici, affonda massicciamente le proprie radici.

L'impatto iniziale ci regala da subito l'abbraccio con quella straniata, fascinosa souplesse che permea l'intero lavoro, anche se è ovvio che ci siano episodi più mossi (per esempio già il secondo, "Blussy"), ma comunque sempre con quell'imprinting chiaro, netto, inconfutabile.

In un paio di brani ("Raijin" e "Kangiten") Smith imbocca lo shakuhachi, e ovviamente l'humus muta, ma non così, di fatto, il tono più pregnante della musica, che mantiene (anzi accentua) la propria magica concentrazione, quella sorta di olimpica quanto vigile indolenza che il timbro scuro, impastato, sabbioso del sax tenore, il deambulare intriso di sottili presagi del contrabbasso e la sofficemente fibrillante circolarità della batteria alimentano con costanza.

Chiude il lavoro un brano felicemente eccentrico rispetto alla sostanziale monoliticità del totale, quello "Steytone" che vede il contrabbasso di Arild Andersen, leader incontestabile del trio (suoi, fra l'altro, otto degli undici brani complessivi), distendersi sopra un lieve tappeto elettronico, con Smith che passa per una volta al soprano (peraltro non accreditato in copertina).

Gran disco, rigorosissimo, anche se il reiterarsi di certe atmosfere può alla lunga generare un minimo di assuefazione.

Alberto Bazzurro FOLLOW Alberto Bazzurro and get notified whenever Alberto has a new article published.
Ecumenico ma (abbastanza) esclusivo, non sopporta la musica – e l’arte in generale – di routine, rassicurante e dozzinale, preferendo, se proprio deve, il brutto all’inutile. Un ideale spaccato dei suoi amori musicali (che non si limitano al jazz; e più o


Track Listing

Bygone; Blussy; Alfie; Rossetti; Reparate; Raijin; Le Saleya; Kangiten; Mira; Eight and More; Stevtone.

Personnel

Arild Andersen
bass, acoustic
Tommy Smith
saxophone, tenor

Tommy Smith: sax tenore e soprano, shakuhachi; Arild Andersen: contrabbasso, elettronica; Paolo Vinaccia: batteria.

Album information

Title: Mira | Year Released: 2014 | Record Label: ECM Records


About Arild Andersen

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