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Maria Pia De Vito: Mind the Gap

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Mind The Gap segna una tappa significativa nella piena maturità artistica di Maria Pia De Vito. Le tessere del mosaico disegnato con i precedenti dischi, in particolare So Right e Diálektos, ma anche Songs from the Underground, diretto antecedente di questo lavoro, giungono ad unirsi in un quadro polimorfo quanto ben definito nelle diverse componenti che alimentano le corde vocali ed emozionali della vocalist napoletana.

Quadro definito ma aperto all'enigma: il gap nominato nel titolo è lo spazio, la frattura, la sospensione, l'esitazione tra un pensiero e l'altro, tra due emozioni, tra due strade che si aprono, ma che nello stesso tempo si intrecciano in modo tenace. Spazi aperti, nodi allentati si avvertono fin dal primo brano, "Mind the Gap," in cui la ritmica di Claudio Filippini al piano, Luca Bulgarelli al basso e Walter Paoli alla batteria si muove in un contesto spaziale a tre dimensioni, fatto di rimpalli, attese, traiettorie incrociate.

Basta scorrere i brani e i loro autori per rendersi conto che la De Vito ha voluto scommettere sui contrasti e sulla loro congiunzione: da Betty Carter, alla quale è dedicato il primo pezzo, a Björk, il cui "Hidden Place" chiude il disco. Da Tim Buckley, la cui splendida ballad "Song to the Siren" è interpretata con l'accompagnamento delicato del piano di Filippini, a Jimi Hendrix: una graffiante e nel contempo evanescente "If Six Was Nine," con la chitarra di Roberto Cecchetto in particolare stato di grazia.

Dalla tenera eleganza di "In Winds" (brano di Anders Jormin) dove la voce si dipana in una narrazione confidenziale, supportata dal clarinetto di Francesco Bearzatti, agli spazi tracciati da "Stages I, II, III," di Sidsel Andresen, dove è la chitarra di Roberto Cecchetto a comporre le linee di intreccio con la voce, prima che il clarinetto ancora intervenga con intensa profondità.

La De Vito metabolizza tutte queste suggestioni nel proprio stile vocale duttile, di grande temperamento, dalla potenza a tratti spiegata come una vela al vento, ma che sa dirigersi con sensibilità nelle pieghe sottili dell'emozione. Sempre spinta da forte motivazione espressiva, ora volta al disegno melodico, ora impegnata a sperimentare con tecniche di emissione e schemi ritmici.

Il quartetto Songs from the Underground è senza dubbio la formazione che con maggiore pregnanza interpreta gli itinerari della vocalist. Il piano di Filippini mostra grande maturità, in particolare in "No More," "Song To A Siren," negli unisoni acrobatici di "Eccesso". I solisti ospiti, Bearzatti, Cecchetto e Michele Rabbia alle percussioni, apportano valore aggiunto a un progetto squisito.

Track Listing

01 Mind The Gap (to Betty C); 02 Opening Doors; 03 Song To The Siren; 04 If Six Was Nine; 05 In Winds; 06 I Invented You (to the Queen); 07 Stages, I, II, III; 08 Eccesso; 09 No More I Love You's; 10 Zoobab De Quab; 11 I Think It's Going To Rain Today; 12 Hidden Place.

Personnel

Maria Pia De Vito (voce, live electronics); Claudio Filippini (piano, tastiere); Luca Bulgarelli (basso elettrico, contrabbasso, live electronics); Francesco Bearzatti (sax tenore, clarinetto, live electronics); Roberto Cecchetto (chitarre, live electronics); Michele Rabbia (percussioni, live electronics).

Album information

Title: Mind the Gap | Year Released: 2009 | Record Label: EmArcy


About Maria Pia De Vito

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