Home » Articoli » Album Review » Moutin Factory Quintet: Lucky People
Moutin Factory Quintet: Lucky People
Con i piedi ben piantati nel mainstream, e pur senza l'ambizione di innovare, il lavoro riesce ad essere contemporaneo: nel senso che assorbe e fa proprie le influenze di un certo modo di fare jazz negli ultimi quindici-vent'anni; dalle parti della Nonesuch, per capirsi. Quando il tempo tende al medium-up, ad esempio, è impossibile non sentire nel pianoforte di Enhco la lezione di Mehldau: note ribattute con la destra e contrappunto con la sinistra, sfasamenti ritmici etc.
Lucky People è uno di quegli album che mettono allo scoperto le strutture, le architetture, gli schemi, che non fanno nulla per nasconderli. Ci sono schemi compositivi: in certi brani ("Dragonfly," "A Busy Day") si passa da un ritmo binario ad uno ternario, come nei pezzi latin-bop alla Gillespie, ma con sezioni molto più estese; in altri ("Soul") si gioca sui contrasti, un solo di sopranino bluesy e pieno di note dopo quello di pianoforte, contrappuntistico e pieno di pause.
Ci sono schemi nell'interplay: Ehnco e i due Moutin hanno una visione tutto sommato tradizionale della ritmica, con spazi e ruoli precisi, mentre Codjia e Monniot portano nel gruppo istanze più eccentriche. La chitarra, semidistorta scuola-Rosenwinkel, appare e scompare nell'accompagnamento, intorbida il suono altrimenti iperlevigato del trio piano-basso-batteria, oppure tace per minuti.
Ma soprattutto Monniot -e soprattutto al sopranino- carica la musica di connotazioni black che senza di lui non avrebbe: intonazione crescente alla bisogna, bluenotes in quantità, il suo sax stride ma stride con profitto- rispetto al resto della band, anche se in qualche brano si normalizza ("Forgivenes"). In altri per fortuna no: la gragnuola di note fuori tonalità e le lampanti citazioni coltraniane sul finale di una ballad che più pop non si potrebbe ("Soul").
Ci sono anche momentanei sconfinamenti in territori insospettabili, che intervengono a spezzare lo schematismo: polifonie improvvisate in "Lucky People" e in "You'll Be Fine," un medley dedicato a Ornette e suonato, con felice intuizione e gran tecnica, solo dai due Moutin.
Track Listing
Lucky People; Dragonfly; Soul; Ornette's Medley; Relativity; Forgiveness; A Busy Day; Moving On; You'll Be Fine; Conflict.
Personnel
Moutin Factory Quintet
band / ensemble / orchestraFrancois Moutin: bass; Louis Moutin: drums;Emmanuel Codjia: guitar; Thomas Enhco: piano, Christophe Monniot: saxophones.
Album information
Title: Lucky People | Year Released: 2014 | Record Label: Plus Loin Music
About Moutin Factory Quintet
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.






