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Light Sound Action a Bologna

Light Sound Action a Bologna
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Light Sound Action
Bologna
Cinema Lumière
5.10.2021

Una serata decisamente anomala ed estremamente stimolante, il cui titolo Light Sound Action ne riassume la tematica, è stata presentata da Bologna Festival all'interno della sezione "Il nuovo l'antico." Si è trattato di due performance audio-visive di autori diversi, che attraverso l'uso di materiali e mezzi specifici, elettronici per lo più ma non solo, hanno perseguito un'inscindibile relazione fra i percorsi tracciati dalla componente sonora e da quella visiva.

"Laser Drawing," il cui sottotitolo significativo è See the Sound and Hear the Light, è una sorta di work in progress avviato da Alberto Novello nel 2016, utilizzando esclusivamente mezzi analogici. L'autore definisce questo metodo Visual Listening, un modo "per ascoltare il suono più profondamente, tramite la visualizzazione della luce laser." I segnali del suo sintetizzatore producono il percorso sonoro, una sequenza di armonici, pulsazioni ritmiche, vibrazioni ad un volume più o meno elevato. Ad ogni impulso corrisponde una variazione dell'immagine visiva proiettata: aggregazioni di linee curve o più spigolose, colori accesi, che pulsano e si evolvono in tempi velocissimi, in movimenti vorticosi. Un esempio semplice e concreto: l'aumento del volume sonoro comporta un'estensione della superfice dell'immagine proiettata, che dal centro dello schermo cinematografico si propaga fino a lambire le pareti e il soffitto della sala.

Diversa invece l'impostazione di "Ex," la recente performance perfezionata dal gruppo milanese Otolab; in essa vengono utilizzati mezzi digitali e acustici, azionati da operatori differenti per la parte sonora e per quella visiva. La musica si dipana in modo più continuativo, meno puntillistico rispetto a "Laser Drawing," sovrapponendo all'infinito armonie, rumori e pulsazioni, con effetti grevi vicini a certe proposte noise. Simultaneamente, su un apposito schermo molto largo in senso orizzontale e rivestito da una pellicola sensibile, il raggio laser, prevalentemente sui toni del verde-azzurro, compone grafici che si coagulano ed evolvono in più direzioni a velocità diverse, lasciando dietro di sé un'immagine che momentaneamente persiste per poi dileguarsi gradualmente. Il fondo dello schermo, di colore scuro e neutro, diviene quindi una specie di sindone, conservando la memoria delle movenze inesauste che la luce ha tracciato in superfice.

In definitiva, nell'evento bolognese si è assistito ai risultati di una ricerca specifica e interdisciplinare, certo sorprendenti, frastornanti, a tratti anche angoscianti, ma che hanno pienamente convinto per il fatto che la musica e l'immagine, azionate dalla mente e dalla mano di un unico performer o di un gruppo coeso di performer, procedono in sintonia, strettamente interconnesse fra loro. Un'operazione riuscita quindi, al contrario di alcuni deludenti tentativi, presentati anche nel corso di questa estate all'interno di vari festival, in cui a commento della musica eseguita viene giustapposta l'estemporanea creazione di immagini tramite sand art o live painting, con esiti per lo più arbitrari, fuorvianti e disturbanti, in quanto distraggono l'ascoltatore senza aggiungere una parallela espressione pertinente.

Nell'unitaria visione operativa ed estetica di Novello e di Otolab è anche possibile intravvedere rimandi e continuità con altre esperienze artistiche del passato. Le stratificazioni sonore e visive di "Ex," ad esempio, dense e lancinanti, quasi monocrome, sembrano rispecchiare l'inquietudine e il vitalismo eversivo degli esponenti della Action Painting americana e dell'Informale europeo. Se i futuristi viceversa avessero avuto a disposizione i mezzi di oggi, anziché i lodevoli tentativi con l'intonarumori, le vorticose evoluzioni dell'aeropittura o le composizioni astratte e colorate di FuturBalla, probabilmente avrebbero realizzato lavori oggettivamente rigorosi, deterministici e affermativi, analoghi a quelli elaborati da Novello.

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