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Jazz Goes Pop Goes Jazz
Andiamo ora ad ascoltare una serie di recenti incisioni che, in varie formazioni ed in situazioni acustiche ed elettriche si muovono in un'area jazz-pop, andando a cercare ispirazione da sonorità soul, fusion, blues, senza dimenticare l'elettronica.
Andrea Celeste
My Reflection
Philology Jazz Records
(2007 - distr. IRD)
Valutazione: 3 stelle
Il disco della cantante Andrea Celeste è fatto con musicisti conosciuti da tempo nel mainstream nazionale e non: i pianisti Andrea Pozza e Dado Moroni, i contrabbassisti Piero Leveratto e Riccardo Fioravanti, in una serie di formazioni che cambiano continuamente i protagonisti a cui si aggiungono, su "Seven Days", lo GNU Quartet (con flauto, violino, viola e violoncello) e la White Light Orchestra Strings su altri due brani: "The Power of Your Love" e "Take My Hand".
Si tratta di una produzione molto curata, sia nel confezione del disco, con tante foto e precise indicazioni riguardo i brani, che nella registrazione, effettuata senza troppi suoni sintetici: le ritmiche ci sono sul serio, una volta tanto non escono dal computer. Il genere eseguito dalla cantante, autrice anche di alcuni brani, è quello di un soul bianco, di una voce che sebbene supportata da una ritmica con piano, contrabbasso e batteria o a volte, come in "I'm Glad There Is You", solo dal pianoforte di Andrea Pozza, non ha moltissimo del jazz vocale da big band. Ma una cosa è certa, qui abbiamo un disco di alto livello, una musica pop molto raffinata, che, grazie all'esclusivo uso della lingua inglese si spera incontri una diffusione internazionale.
Nel complesso si tratta di un riuscito (re)incontro tra jazz e musica di consumo, senza che la qualità artistica sia messa da parte.
Everest
Velocell
Everest Records
(2007)
Valutazione: 3 stelle
Con Velocell del gruppo svizzero Everest, siamo dalle parti dei suoni dub, dell'elettronica che cerca in sè stessa una via all'autonomia, all'indipendeza dagli stumenti acustici. Tra ritmi per rilassarsi, quando sta per arrivare il giorno ed il popolo della notte comincia a lasciare le discoteche, ed altri più avanguardistici, questa produzione cerca di mettere insieme assunti differenti: il ritmo regolare su cui far girare una melodia ed astrattezze da spazio siderale. Non si pensi che sia una produzione solo da usare in discoteca, per lo meno dalle cinque del mattino in poi, anche come sottofondo per rilassarsi fra le mura domestiche funziona bene, e se le si presta un pó di attenzione si noterà il bel lavoro su alcuni brani effettuato dagli autori, che evitano che si vada alla deriva su spazi new age privi di tensione.
Chris Barber
Can't Stop Now
Classic Studio T
(2007)
Valutazione: 3 stelle
Su un genere più tradizionale si muove Chris Barber, veterano del jazz e del blues, in Gran Bretagna ed in Europa. Con sulle spalle oltre 10 mila concerti e qualche centinaio di incisioni Barber "Can't Stop Now", titolo del disco e del brano di apertura, ma non solo, pure battuta rivolta ad Eric Clapton durante la festa per il settantesimo compleanno di John Mayall, alla domanda se aveva intenzione di continuare sui palcoscenici. Le incisioni sono dal vivo, tratte da recenti concerti, tranne uno scatenato "Basin Street Blues" registrato nel 1988 a Berlino Est, nell'ancora DDR. L'attivitá di Chris Barber è stata molteplice, avendo contribuito a fare conoscere al di qua dell'Atlantico bluesman come Muddy Waters, Howlin' Wolf, Champion Jack Dupree, inoltre è stato fra i fondatori del famoso Marquee Club a Londra, intorno a cui sono girati nomi poi diventati famosi: Rolling Stones, Alexis Corner, The Who, The Yardbirds, John Mayall...
L'incisione è abbastanza varia ed ha tutti i numeri per intrattenere chi lo ascolta: dal genere trad a numeri accessibili proprio a tutti, "I Can't Stop Now" e "Music from the Land of Dreams". Divertente: un viaggio alla scoperta delle radici del jazz e blues, in cui non mancano ottimi assoli in stile trad da parte dei sidemen.
Spirit 'n' Jazz
Can You See...?
D/H Records
(2007)
Valutazione: 3 stelle
Can You See...? è un album di un quartetto denominatosi Spirit `n' Jazz. Nel booklet troviamo riferimenti a paragrafi della Bibbia e del Corano, insomma invece di "Clash of Cultures" un invito alla pace ed al dialogo. La musica si sviluppa tra spunti jazzistici, la chitarra di Derek Crehan, le tastiere elettriche, il travolgente A. Paul Douglas al trombone quando presente e la voce dell'ospite Leyla Tugal, che canta in un paio di brani. Nel complesso un lavoro rilassante, di buona qualità, in cui a tratti si trovano spunti funky o blues notevoli.
Dave Milne
Present Tense
Soul Tree Records
(2007)
Valutazione: 3,5 stelle
L'ultimo disco in rassegna è anche quello piú ambizioso, del sassofonista Dave Milne, accompagnato da un'agressiva ritmica: Dave Fleschner al Fender Rhodes, al Wurlitzer ed altre tastiere elettriche, Ian McKamey al basso elettrico e Terry Cason alla batteria. Il leader è un musicista dal fraseggio complesso, che riesce bene a muoversi tra fusion e smooth, dando all'album un'impronta personale, senza insabbiarsi troppo in una musica da ascensore dei grandi magazzini.
Anzi, si trova bene su ritmi complessi e armonie che vanno oltre i tre accordi conosciuti da tutti, rendendo il disco interessante grazie al suono del suo sassofono tenore, abbastanza personale rispetto ai "soliti" musicisti da studio. Le composizioni sono quasi tutte sue, eseguite con precisione dal gruppo. Un album quasi troppo complesso per quello che si ascolta spesso nella stessa categoria, fatto con perizia e dovizia di particolari grazie all'intenso lavoro alle tastiere elettriche.
Elenco dei brani:
My Reflection: 01. Real (D. Moroni/A. Celeste) - 4:23; 02. My Reflection (G. Alfano/A Celeste) - 3:56; 03. I Don't Wanna Play This Game (A. Celeste) - 3:28; 04. It Ain't Necessarily So (G. & I. Gershwin) - 3:29; 05. The Power of Our Love (A. Celeste) - 4:24; 06. I'm Glad There Is You (P. Madeira/J. Dorsey) - 5:09; 07. A Thought Away (A. Celeste) - 4:27; 08. Seven Days (Sting) - 4:55; 09. Blue Is the Color of Love (A. Celeste) - 3:40; 10. There's No Other Place (A. Celeste) - 3:26; 11. Take My Hand (A. Celeste) - 3:02; 12. Stand By Me In the Night (A. Celeste) - 2:31; 13. You Say Goodbye (A. Celeste) - 3:40.
Everest: 01. Collocoll - 1:00; 02. Drencroms Atoll - 2:33; 03. Rigor - 4:08; 04. Firegold - 5:10; 05. Stanlay - 3:10; 06. Smertre - 1:56; 07. Waldau - 3:44; 08. Flip Bitva - 2:36; 09.Bolnoy Hazard - 2:52; 10. Carman - 3:46; 11. Velocell - 3:13; 12. 3776 - 3:30; 13. Tomtick - 0:55; 14. Wollap Wave - 3:08; 15. Luscious Kerosene - 4:13; 16. Telnet - 1:55.
Can't Stop Now: 01. Can't Stop Now; 02. Music from the Land of Dreams; 03. C-Jam Blues; 04. Basin Street Blues; 05. Hot and Bothered; 06. Lead Me Now; 07. Martinique; 08. Wild Cat Blues; 09. Worried Mam Blues; 10. Gin House; 11. Medley: Lay My Burden Down, Will the Circle Be Unbroken; 12. Ice Cream; 13. Petit Fleur; 14. Medley: Big Noise from Winnetka, Pitt's Extract, Sunshine of Your Love.
Can You See...?: 01. Yule Tied - 7:23; 02. China Surfise - 6:09; 03. Can You See...? - 5:32; 04. Time with Laura - 6:12; 05. Melkbosstrand - 5:38; 06. Information Politics - 5:29; 07. Voice of Reason - 4:30; 08. Sunset Spirit - 5:27; 09. Never Enough - 6:03; 10. Do You Feel It? - 7:27; 11. Dad and I - 6:04.
Present Tense: 01. You Pea Ess; 02. Interlude #1; 03. Stitches; 04. Ain't that Bad; 05. Customer Service; 06. Interlude #2; 07. Soul Bop; 08. Solace; 09. Interlude #3; 10. Nu Funk; 11. Stuck On 104; 12. Interlude #4; 13. Afro Blue.
Tutti i brani sono di Dave Milne, tranne Stuck On 104 di Milne/McKamey e Afro Blue di Mongo Santamaria
Musicisti:
My Reflection: Andrea Celeste (voce); Dado Moroni (piano); Riccardo Fioravanti (contrabbasso); Enzo Zirilli (batteria); Andrea Pozza (piano); Piero Leveratto (contrabbasso); GNU Quartet.
Can't Stop Now: Chris Carter (voce, trombone); Bob Hunt (trombone, cornetta); Mike Henry (tromba); Pat Halcox (tromba, voce); Richard Exall (clarinetto, sassofoni); Tony Carter (clarinetto, sassofoni, voce); Mike Snelling (clarinetto, sax); Vic Pitt (contrabbasso); John Sutton (batteria); Joe Farler (banjo, chitarra); John Slaughter (chitarra).
Can You See...?: Derek Crehan (chitarra, basso); A. Paul Douglas (trombone); Richard J. Evans (batteria); Gunter Hauser (piano, fisarmonica); Guest Leyla Tugal
Present Tense: Dave Milne (sax tenore); Dave Fleschner (Fender Rhodes, Wurlitzer, organo, tastiere); Ian McKamey (batteria).
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