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Jazz Engine Records

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Continuano con grande successo le uscite Jazz Engine Records, la serie fortemente voluta da Marco Valente, disponibile sia come allegato della rivista Jazzit sia autonomamente sul sito Jazzos. E prosegue la strategia editoriale, rivelatasi vincente, di offrire un ventaglio, stilisticamente piuttosto articolato, dei fermenti che sostengono le nuove realtà del jazz principalmente italiano ma non solo.

Bottos - Goloubev - Colussi

Mulini a vento

Valutazione: 2,5 stelle

E' questa la prima incisione della serie che vede protagonista la classica formazione del piano trio. Ad animarlo due giovani friulani, Nicola Bottos e Luca Colussi, ed un ormai affermato talento russo, milanese d'adozione, Yuri Goloubev. Equamente divise tra Bottos e Goloubev, più uno standard di Lewis, le composizioni descrivono atmosfere leggiadre e sospese nelle quali i musicisti si muovono quasi in punta di piedi, privilegiando le tinte pastello alle pennellate decise.

Anche se non mancano momenti ricchi di swing come "SVC" o "Cat's Blues," Mulini a vento si inserisce nel filone che ha metabolizzato e aggiornato la lezione di Bill Evans. Eleganza e raffinatezza dunque, ma anche tanto già sentito e un poco di routine, scacciata decisamente solo dal brano finale, danzante, allegro e più consono ad un trio giovane e moderno.

Gianni Bardaro Sinestetic Jazz

Overflow

Valutazione: 3 stelle

Da Formia a Copenhagen passando per Napoli questo il percorso umano e artistico che ha portato il contraltista Gianni Bardaro a formare una band stabile, internazionale e molto attiva nella capitale danese. Un quintetto con tromba e sassofono nella front-line non poteva non riallacciarsi in qualche modo al bop e alle sue successive, numerose declinazioni. E sostanzialmente Overflow lo conferma: ritmica serrata e vivace, assoli brillanti, band compatta, temi che agganciano immediatamente l'ascoltatore.

Ma Bardaro è bravo a introdurre elementi che rompono la rigidità degli schemi sfruttando la composizione della band (due membri sono danesi e uno è norvegese), e giocando sul contrasto tra sonorità di origine nordica ed esuberanza mediterranea. La tromba algida di Soberg Andersen risulta così perfetto contraltare al sax ruvido e spesso incendiario di Bardaro, mentre improvvise oasi di serenità si insinuano in strutture compositive tutt'altro che tranquille. Piacevole.

Alberto Capelli - Alkord

L'attesa

Valutazione: 3,5 stelle

Con questo disco si effettua una virata di 360° gradi rispetto ai due titoli precedenti saldamente ancorati all'idioma jazzistico. In L'attesa a prevalere è l'amore verso la musica popolare spagnola e in particolare verso il flamenco, una sorta di polla sorgiva delle tradizioni musicali iberiche. Assai azzeccata la scelta da parte del leader di avvalersi di una formazione completamene cordofona, ad eccezione della batteria discreta e pertinente di Stefano Rapicavoli.

Il musicista genovese è un virtuoso della chitarra classica e gli archi, lungi da svolgere una funzione meramente accessoria, interagiscono magnificamente con il solista trasformandosi a loro volta in protagonisti. L'Attesa è album dalle forme rigorose e dai contenuti a tratti piacevolmente filologici, vivacizzato e reso comunque imprevedibile dall'innato spirito jazzistico del leader che sa giocare sui contrasti e sa muoversi con grande pertinenza sulla scacchiera timbrica e ritmica. Ad impreziosire il lavoro compare in due brani l'intensa voce flamenca di Charo Martin Garcia.

Nelide Bandello - Liebniz

No Leader

Valutazione: 3,5 stelle

Nuovo cambio di direzione con il gruppo Liebniz del batterista veneto Nelide Bandello, formazione che annovera musicisti che si muovono sui terreni fertili dell'etichetta/collettivo El Gallo Rojo. Musicisti abituati quindi alla ricerca, all'abbattimento dei generi e assai lontani dalle tranquille acque di un jazz canonico e di maniera. E No Leader ne è la chiara dimostrazione.

Il vibrano di Pasquale Mirra traccia coordinate tra atmosfere cameristiche e avanguardia, gli intrecci con sassofoni e clarinetti rimandano alla rigorosa sperimentazione dolphiana di Out to Lunch. La batteria di Bandello frammenta, ricuce e rilancia accidenti ritmici lungo un percorso che rivela anche una grande maturità compositiva, tra momenti di rarefatta suggestione, libera improvvisazione, sofisticate ballad e nervosi groove. Esordio convincente e gruppo da tenere d'occhio.

Maurizio Quintavalle

It's Time to Make a Change

Valutazione: 3,5 stelle

A chiudere questo pacchetto di uscite per Jazz Engine non poteva mancare un gruppo pugliese, riunito attorno alla figura di Maurizio Quintavalle, contrabbassista dalle molteplici esperienze e dalla solida preparazione. Se il cambiamento auspicato nel titolo è, almeno musicalmente, non proprio così evidente, resta il fatto che il disco contiene jazz moderno, dinamico, affatto scontato. Potremmo essere dalle parti Blue Note anni Sessanta, nel filone che apre alle avanguardie ma con un'attenzione tutta italiana per la melodia. Il sax di Partipilo è agile, scattante, imprevedibile con un timbro che è ormai diventato un marchio di fabbrica. Il piano di Signorile ha un respiro universale per la capacità di muoversi con disinvoltura tra fraseggi morbidi, soulfull e trame nervose, pungenti.

La presenza di Gianni Lenoci al piano e Roberto Ottaviano al sax soprano nel quinto e nell'ottavo brano, sposta ulteriormente il disco verso i territori della ricerca. "Likely" ha infatti un'impronta fortemente lacyana, per l'essenzialità delle linee espositive, il prosciugamento del materiale sonoro, la grande importanza assegnata a pause e silenzi; mentre "Bemsha Swing" rinasce a nuova vita grazie alla stupenda interpretazione di Lenoci al pianoforte, che viene accarezzato, percosso, pizzicato con grande sensibilità. In definitiva, una buona dimostrazione di jazz contemporaneo.

Elenco dei brani:

Mulini a vento

01. Steve & Nicola (Goloubev); 02. Playin' on the Grass (Goloubev); 03. SVC (Bottos); 04. For All We Know (Lewis,Coots); 05. Mulini a vento (Bottos); 06. Down the Hill (Goloubev); 07. Cat's Blues (Goloubev); 08. Bibis (Bottos).

Overflow

01. Scandango; 02. Cool Mouse; 03. The Breath of the Escaping Moment; 04. El son de Paola; 05. Overflow Lille Suite; 06. Song for dicembre; 07. One Bar and ... ; 08. Supernova latina.

Tutte le composizioni sono di Gianni Bardaro.

L'attesa

01. Donana morena (alegrias); 02. L'attesa; 03. A canzunciella; 04. Hermeto's Giant Breakfast (Defries/Hernandez); 05. Tra archi; 06. Hera (Gargjola); 07. Monte rojo (rumba); 08. Palden gyatso; 09. Distonia(sevillanas); 10. Il valzer del ricordo.

Tutte le composizioni sono di Alberto Capelli tranne quelle indicate.

No Leader

01. Igabez; 02. Olive negre; 03. Savoonga; 04. Cromosomma; 05. Ero certo; 06. Cerkno; 07. Harry's Introduction (Residents); 08. Kiffelloni(Corini); 09. Toobing; 10. Harp in Me; 11. Glue.

Tutte le composizioni sono di Nelide Bandello tranne quelle indicate.

It's Time to Make a Change

01. It's Time to Make a Change; 02. Dark Zones; 03. Sequence; 04. Seven Steps to Your Soul; 05. Likely; 06. Folk Impressions; 07. The Colours of Her Dress; 08. Bemsha swing (Monk).

Tutte le composizioni sono di Maurizio Quintavalle tranne quelle indicate.

Musicisti:

Mulini a vento

Nicola Bottos(piano); Yuri Goloubev (basso); Luca Colussi (batteria).

Overflow

Gianni Bardaro (alto sax); Lars Soberg Andersen (tromba,flicorno); Francesco Cali (piano); Andreas Hatholt (basso); Jacob Hatholt (batteria).

L'attesa

Alberto Capelli (chitarra acustica); Eugjen Garjola (violino); Silvia Dal Paos (violoncello); Nicola Negrini (basso); Stefano Rapicavoli (batteria); Charo Martin Garcia (voce).

No Leader

Francesco Bigoni (sax tenore, clarinetto); Pasquale Mirra (vibrafono); Giulio Corini (basso); Nelide Bandello (batteria); Piero Bittolo Bon (sax baritono, clarinetto basso).

It's Time to Make a Change

Gaetano Partipilo (sax alto, sax soprano); Roberto Ottaviano(sax soprano); Mirko Signorile (piano); Gianni Lenoci (piano); Maurizio Quintavalle (basso); Mimmo Campanile (batteria).

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