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Kris Wanders Outfit: In Remebrance of the Human Race

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Kris Wanders Outfit: In Remebrance of the Human Race
Un musicista come l'olandese Kris Wanders - fra i promotori del free jazz in Europa e fra gli esponenti di quell'avanguardia che lavorava su progetti con titoli militanti come Requiem for Che Guevara di Fred Van Hove - non poteva lasciare da parte un paio di citazioni interessanti nelle note di copertina: "Totalitarian ideologists don't like real life (other people's) because it cannot be totally controlled" e "Popular mass art, like jazz, becomes mass protest. That's why the ideological guns and sometimes the police guns of all dictatorships are aimed at the men with the horns".

Un non pentito, come si capisce subito, e così è chiaro che la musica si ispira alla libertà teorizzata dal free. Ma sono da sottolineare da subito da un lato la qualità tecnica dell'incisione e dall'altro quella delle strutture dei vari brani, che fanno sì che il disco si muova intorno a coordinate precise che offrono ai musicisti la possibilità di esprimersi con disinvoltura ed empatia forti, rendendo la musica densa di espressività.

L'incisione è dedicata allo scrittore belga Hugo Raes, uno di principali autori di lingua fiamminga oltre che paladino indefesso della libertà di espressione (il titolo del disco è ripreso da uno dei suoi libri).

La lunga title-track che apre il disco vede il sassofono tenore del leader crescere gradatamente di intensità con tipici fraseggi free mentre il trombone di Johannes Bauer gli fa da contrappunto per lunghi tratti con una ritmica che spinge con bella propulsione. Niente gira a vuoto nella mezz'ora di esecuzione. Anzi, i 30 minuti sembrano perfettamente funzionali a quello che il brano richiede.

"Uwaga," si muove su un ritmo quasi rock con i due solisti in splendida forma. Andando ben oltre i proclami di libertà, questo pezzo conferma ancora una volta che per fare musica interessante in ambito free occorre mestiere ed esperienza. Non si può che rimanere rapiti mentre il sassofono tenore va in estasi e la ritmica non gli dà respiro. Bauer sa produrre sul suo strumento tanti di quei suoni da farci chiedere come mai molti musicisti decidano di usare computer per ottenere lo stesso tipo di effetti. Forse perché è tecnicamente molto più difficile su uno strumento acustico...

Nell'ambito di un'estetica ormai codificata e risalente agli anni '60, Kris Wanders e il suo gruppo di guastatori cosmopoliti (Bauer è tedesco, il contrabbassista Peter Jacquemyn è belga e il batterista Mark Sanders è inglese) hanno dato alle stampe un album che sprizza di freschezza e fa sembrare obsoleti i tanti giovani alla ricerca della melodia pulita e carina. Questi ragazzacci amano fare rumore e a modo proprio interpretano l'eredità delle incisioni Impulse! ed ESP. Chissà che qualche scuola di musica non si convinca, convinta da tanto positivo fervore, a spiegare agli studenti che esiste anche questo tipo di espressione jazz.

Track Listing

01. In Remebrance of the Human Race - 32:10; 02. Uwaga - 23:37; 03. A Man's Dream - 14:12. Le composizioni sono del quartetto.

Personnel

Kris Wanders (sax tenore); Johannes Bauer (trombone); Peter Jacquemyn (contrabbasso); Mark Sanders (batteria).

Album information

Title: In Remebrance of the Human Race | Year Released: 2012 | Record Label: Not Two Records

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