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Federica Michisanti Trio a Valdarno Jazz Summer

Federica Michisanti Trio a Valdarno Jazz Summer
Neri Pollastri By

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Federica Michisanti Trio
Terranuova Bracciolini (AR)
Valdarno Jazz Summer 2018
Fattoria di Montelungo
29.7.2018

Contrabbassista, compositrice e bandleader, la romana Federica Michisanti è una delle più interessanti sorprese del panorama jazzistico nostrano, messasi in luce in particolare con suo ultimo album Isk, in trio con Matt Renzi ai fiati e Simone Maggio al pianoforte.

Bene ha dunque fatto Valdarno Jazz a portarla sul suo palcoscenico, in questo caso nella suggestiva cornice della Fattoria di Montelungo, ai piedi del Pratomagno, per il penultimo appuntamento della XXXII edizione di Valdarno Jazz Summer. Palcoscenico sul quale la Michisanti si è presentata di nuovo in trio e ancora con Matt Renzi (impegnato al solo sax tenore), ma stavolta senza pianoforte bensì con il trombettista Francesco lento, con un progetto del tutto nuovo: una suite scritta per l'occasione, composta di sette brani legati tra loro da brevi improvvisazioni.

Una composizione complessa e cangiante, partita con veemenza free —l'attacco di Renzi, al quale si è subito associato Lento —e proseguita con scenari di volta in volta diversi, ma caratterizzata da due fattori fondanti e tangibili nel corso dell'esecuzione: la presenza di una precisa, ben elaborata idea musicale e la centralità del contrabbasso della leader, cuore pulsante della musica e vero cardine attorno al quale essa ruotava, aprendosi ora a questo, ora a quell'universo sonoro.

La contrabbassista, infatti, non ha mai lasciato un istante il filo del discorso musicale, dirigendo i due compagni attraverso le corde del suo strumento e, talvolta, con sguardi e segni della testa. Senza peraltro farsi mancare un paio di splendidi assoli, corposi nel suono e discorsivi nel fraseggio, ben aldilà del suo ruolo ritmico nell'ossatura della suite.

Eccellenti i due fiati: Renzi si è dimostrato tenorista dall'espressività assai varia —ora esplosiva, ora più quieta, ora pulita, ora ricca di artifici—ma soprattutto del tutto personale, specie sul piano del fraseggio, frammentato e dalla dinamica mutevole, anche se mai criptico o meramente virtuosistico; Lento ha mantenuto per lunghe parti un profilo dinamicamente più contenuto, esprimendosi più liricamente e su atmosfere maggiormente sospese, tranne uscire più prepotentemente in un paio di assoli. Notevoli comunque i momenti di dialogo tra i due e anche quelli di ciascuno con la Michisanti.

Nella sua varietà e nella costante presenza di un discorso narrativo, la musica è parsa un eccellente compromesso tra jazz moderno e avanguardia compositiva: sempre scorrevole e diretta, ma imprevedibile nei suoi sviluppi e con frequenti spazi di libertà improvvisativa, in particolare nelle parti di raccordo, condotte a turno dall'uno o dall'altro dei protagonisti.

Un concerto che ha persuaso un pubblico attento, che ha acclamato i musicisti nonostante alcune piccolissime imperfezioni, frutto esclusivo dell'essere una "prima" assoluta, per giunta strutturalmente assai complessa. Conferma per un'artista interessantissima da seguire sempre con la massima attenzione.

Foto: Carlo Braschi.

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