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Ethiopiques Revenge!

Alemayehu Eshete

Ethiopiques Vol. 22 "More Vintage!"

Buda Musique

2008

Valutazione: 4 stelle

Abbiamo già decantato le meraviglie della musica etiopica [clicca qui per leggere l'articolo], in particolare della benemerita serie Ethiopiques. Il recente volume 22 della serie è dedicato intermante - come era già successo per il volume 9 - alla figura di Alemayehu Eshete, cui è stata appiccicata l'etichetta di "James Brown etiope" o di "Elvis abissino", definizione più di effetto che di reale valore stilistico.

Ciò non toglie che Eshete sia un vero campione del lato più soulful e aperto alle influenze delle musiche da ballo occidentali: questa raccolta lo testimonia, concentrandosi principalmente sul periodo tra il 1972 e il 1974, affiancato dal grande Girma Bèyènè, fondamentale nell'arrangiamento e nel disegno delle atmosfere su cui l'incontenibile voce della star poteva lanciarsi, tra ballatone struggenti e funk irresistibili, alieni come solo la musica etiopica sa essere a volte. Da non lasciarsi sfuggire.

Orchestra Ethiopia

Ethiopiques Vol. 23

Buda Musique

2008

Valutazione: 3,5 stelle

Si cambia radicalmente atmosfera con il volume successivo, dedicato all'Orchestra Ethiopia, band che nel decennio o poco più della sua esistenza, dal 1963 al 1975, quindi in pieno boom "swinging", si concentrò invece sul recupero delle sonorità più tradizionali. Non stupirà, in questo senso, che tra i principali sostenitori dell'orchestra troviamo alcuni personaggi che etiopi non sono, come il musicista egiziano Halim El-Dabh o i due volontari americani John Coe e Charles Sutton.

Con grande sensibilità l'ensemble andò a recuperare la musica tradizionale delle diverse province e i ventitrè brani - spesso inediti - di questa splendida antologia spaziano così dal suono dell'arpa di Re David, la begena, a quella del krar, dal flauto al messenqo, dalla melodia tradizionale della"Tezeta" a canzoni popolari meno conosciute.

Chi si attende da Ethiopiques, rare grooves e implacabili funk del Corno d'Africa, potrà rimanere un po' deluso dal rigore etnomusicologico delle scelte, ma il disco è di grande interesse e di misteriosa fascinazione.

Zerfu Demissie

Akotet

Terp - distr. Dense

2008 Valutazione: 3,5 stelle

Chi dal precedente disco si è fatto ammaliare dal suono della begena, apprezzerà certamente questo disco di Zerfu Demissie, specialista dello strumento e figlio del suonatore di corte di Hailé Selassiè, Demissie Desta: nel ricco libretto che accompagna il CD, l'ascoltatore troverà tutte le informazioni che gli servono per addentrarsi nel mondo di questa antichissima arpa a dieci corde, tipica della tradizione cristiano-ortodossa e particolarmente adatta, per la sua sonorità ronzante e ossessiva, alla meditazione.

Zerfu abbina al suono dello strumento una voce di suadente magnetismo, contribuendo così a un magma sonoro che sembra piovuto da un altro pianeta, ma al cui fascino sembra difficile sottrarsi: si può lasciare che la trance sopravvenga, annullando il tempo e lo spazio, oppure si può spostare il godimento sul piano più cerebrale, cercando felici assonanze con alcuni esiti della ricerca contemporanea minimale più anomala. Certo è che i ragazzacci cattivi di The Ex, titolari della Terp, con la loro ricerca in terra di Etiopia, non ne sbagliano una!

Getatchew Mekurya & The Ex

Getatchew Mekurya & The Ex [DVD]

Buda Musique

2008

Valutazione: 4 stelle

Ed eccoli, finalmente, gli Ex, in compagnia del grande Getatchew Mekuria, in questo ottimo DVD del regista francese Stephane Jourdain, che documenta le prove della band olandese con il monumentale sassofonista etiope, mescolandole con le immagini del loro concerto al festival parigino di Banlieues Bleues.

Non servono molte parole a commento, così come non ne servono molte alla band per comunicare con Mekuria: al poco amarico conosciuto dagli Ex corrisponde altrettanto poco inglese conosciuto dal sassofonista, il che dà il via a strepitosi escamotage gestual-canori per intendersi sui riff e sulle strutture dei brani. La musica è, manco a dirlo, travolgente, a conferma di uno degli strani matrimoni meglio riusciti degli ultimi anni!

Cult.

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