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Derek Bailey: Concert in Milwaukee

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Da quando Karen Brookman, compagna di Derek Bailey per più di vent'anni, si è messa a rovistare tra bobine e scatoloni, sono successe solo cose meravigliose. Prima la ristampa in CD del leggendario Lot 74, che nel 2009 ha sancito il ritorno in pista della Incus dopo il lungo silenzio seguito alla scomparsa di Bailey (il giorno di Natale del 2005); poi l'idea delle Barcelona Chronicles, audio e video racconto degli ultimi anni di vita del chitarrista di Sheffield (spesi al sole della Catalunya); quindi l'uscita di More 74, contenente materiale mai pubblicato risalente alla metà dei Settanta.

Ora, per la gioia di cultori e appassionati, riemerge dalle nebbie del passato un solo del 1983 registrato a Milwaukee. Un inedito? Quasi: perché una sorta di pubblicazione semi-ufficiale, a dire il vero, c'era già stata. Bailey, rientrato dagli States, aveva infatti deciso di stampare, senza numero di catalogo, cinquecento audiocassette per venderle durante un successivo tour giapponese; tour che venne cancellato quando le cassette erano già state spedite al promoter. Ci volle un bel pezzo perché Bailey riuscisse a farsele rimandare indietro, e più della metà non superarono il trauma dell'andata-ritorno dal Giappone. Da una delle cassette superstiti, con l'aiuto di Steve Beresford e Dave Hunt, la Brookman ha recuperato l'ora scarsa di musica, tirandola a lucido e riproponendola con lo stesso titolo di allora, Concert in Milwaukee.

Quattro le improvvisazioni, ciascuna contrassegnata da una sigla alfanumerica: la E sta per "electric," mentre la A sta per "acoustic". Il Bailey che si ascolta è quello del periodo "classico": suono puro della chitarra (un po' più pastoso rispetto al solito, ma la qualità audio è davvero eccellente), armonici, armonici e ancora armonici (siderali quelli che aprono "15E," da viaggio kubrickiano nello spazio profondo dell'interiorità). E poi scale monche, improbabili accordi, accenni di progressioni, stoppate, arpeggi sbilenchi, pennate secche e contro-pennate. Insomma, il consueto gioco di astrazione-straniamento, con passaggi sospesi e sognanti, dove emerge più nettamente che altrove quell'arcana vicinanza al gamelan indonesiano (buttate un orecchio verso i dieci minuti di "21A" o i tre di "9A"), e momenti in cui la concitazione prende invece il sopravvento (quasi-flamenco il finale di "21A"; dirompente il sesto e il settimo minuto di "15E").

Come sempre è richiesto un atto di assoluta fede per accostarsi a un'esperienza totale come la musica di Bailey. La stessa fede cieca che il chitarrista aveva nelle infinte possibilità dell'improvvisazione.

P.S. Valore aggiunto le note di copertina scritte da George E. Lewis, uno che di infinite possibilità e di improvvisazione ne sa qualcosa.

Track Listing

1. 8E - 8:23; 2. 21A - 20:59; 3. 15E - 15:33; 4. 9A - 10:17.

Personnel

Derek Bailey (chitarra elettrica e acustica).

Album information

Title: Concert in Milwaukee | Year Released: 2012 | Record Label: Incus


About Derek Bailey

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