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Altri/Ritmi di Natale 2008 - Santa Claus is Dancin' and Dreamin'!
Kieran Hebden & Steve Reid
NYC
Domino - distr. Self
Valutazione: 4,5 stelle
Tra le cose migliori del periodo, non ci sbagliamo se segnaliamo il nuovo capitolo di quella splendida avventura sonora che è l'incontro trans-generazionale e trans-stilistico tra le sonorità elettroniche di FourTet/Kieran Hebden e la batteria funk'n'more di Steve Reid.
Registrate a New York come indica icasticamente il titolo del disco, queste sei tracce sono un vero e proprio esercizio spirituale sul ritmo, con grooves che si incrociano in un incessante rincorsa tra scansione e fantasia.
I colori di Hebden, che qui dimostra al solito una grande sagacia nel dosare le tante possibilità della sua tavolozza, uniti alla pulsazione trascinante di Reid sono un vero e proprio boogaloo lanciato nello spazio, funk dei sotterranei che si colora di fuoco nelle viscere della terra, James Brown al manicomio come nella splendida "1st and 1st". Quando poi, in apertura della conclusiva "Departure," appare il suono della kora, il cerchio, geografico e espressivo si chiude come in un gesto inconscio e rassicurante.
Bellissimo.
The Rapture
The !K7 Tapes
!K7 - distr. Audioglobe
Valutazione: 3,5 stelle
Debutto sul !K7 per i Rapture, tra le più amate e seguite band della nuova onda punk-funk newyorkese: in linea con la filosofia dell'etichetta, questa prima uscita non poteva che vederli in veste di compilatori di un'ideale cassetta dei sogni nella quale stipare i tanti amori e le influenze del gruppo.
Ne esce un disco vario e gustosissimo, ben bilanciato tra classici e cose più oscure, esplorando senza barriere quasi un trentennio di musica, dai Bar-Kays e Richie Havens a Armand Van Helden e Ghostface Killah. Ma si segnalano tra le tante anche "Disco Circus" di Martin Circus e la sempre efficace "I'm an Indian Too" della Don Armand's Second Avenue Rumba Band. Il giudizio finale su queste raccolte dipende poi sempre un po' dai punti di vista e non si può dare torto a chi le considera prevedibili e furbesche, ma posto di stare al gioco questa dei Rapture è niente male e magari consente a qualcuno di conoscere musiche che ignorava. Promossi!
AA.VV.
The American Boogie Down
BBQ/Still Music - distr. Audioglobe
Valutazione: 4 stelle
Raccolta decisamente notevole è anche The American Boogie Down, doppio disco [nelle versioni mixata e non] che il patron dell'etichetta chicagoana Still Music, Jerome Derradji, ha pensato come scrigno del tesoro di rarità disco, boogie, funk e soul!
Da buon "digger," Derradji ci riserva un sacco di sorprese e di perle nascoste che suonano piuttosto irresistibili, dalla splendida "You Are Number One" di Devarne all'iniziale "Visions of Tomorrow" dei Galaxy, passando per Lonnie Givens e per quella macchina da beatz che è Grayship Daviz. Impossibile stare fermi! Da regalare per un veglione di capodanno black!
AA.VV.
Brazilectro - Session 10
Audiopharm - distr. Audioglobe
Valutazione: 3 stelle
Se la copertina recita giusto [noi abbiamo perso il conto] questo dovrebbe essere il decimo volume della serie Brazilectro della Audiopharm, elemento che ci dovrebbe fornire qualche indicazione sul fatto che la formula downtempo-nu-brazil continua a avere un suo solido mercato, anche a fronte di una evidente omologazione complessiva delle proposte e del rapido conservatorismo venato di nostalgia che ha attanagliato la scena.
Due CD, nomi noti e sicuri come Federico Aubele, Forrò in the Dark, Mo' Horizons, Madrid De Los Austrias, Artur Verocai, accanto a molti altri meno noti, qualità media sempre buona e per cocktail party sotto le feste non si sbaglia mai! Basta non voler cercare cose nuove.
AA.VV.
Calypsoul 70
Strut - distr. Audioglobe
Valutazione: 4 stelle
Attivissima in questo 2008 anche la Strut, che - tornata in attività - sta sfornando cose decisamente eccellenti: iniziamo dalla raccolta Calypsoul 70, dedicata al crossover tra funk, soul caraibico e calypso nel decennio 1969-1979. Inutile cercare nomi conosciuti al pubblico italiano: il modo migliore per tuffarsi in queste venti tracce è quello di lasciarsi andare all'incredibile miscela che il contatto tra i ritmi locali e le forme "a stellestriscie" hanno prodotto.
Band dal nome improbabile come i St. Maarten's the Rolling Tones o il fantastico Clarence Curvan con i suoi Mod Sounds, sconosciuti pionieri del ritmo come la Amral's Trinidad Cavaliers Steel Orchestra [steel-hiphop?], funk da ballare fino a crollare, magari con un buon rhum agricolo nel bicchiere! A ascoltarlo a casa, magari con la pioggia che batte sui vetri, è un'esperienza straniante, ma sono musiche da non lasciarsi sfuggire!
AA.VV.
Disco Italia - Essential Italo Disco Classics 1977-1985
Strut - distr. Audioglobe
Valutazione: 3 stelle
Lo sguardo ecumenico dell'etichetta inglese si rivolge anche alla nostra penisola e, in particolare, a quel periodo a cavallo tra la fine degli anni Settanta e la metà degli Ottanta in cui la nostra produzione di musica da discoteca era, non solo di straordinaria qualità, ma anche profondamente influente a livello globale.
Ecco quindi le tredici tracce di Disco Italia - Essential Italo Disco Classics 1977-1985, selezionate da Stevie Kotey dei Chicken Lips: troppo poche ovviamente per dare un panorama completo delle capacità produttive tricolori dell'epoca, ma con più di qualche brano da riscoprire e da gustare con quel filo di nostalgia che è inevitabile: pensiamo a "Brazilian Dancer" di Kasso [Claudio Simonetti] o a "Flor de coca" del Number One Ensemble, ma anche a cose dal titolo improbabile come la vatican-robotica "Wojtyla Disco Dance" [!!!], gli Easy Going o il buon Tullio De Piscopo che non si faceva mancare davvero nulla, come spiega bene il suo brano "E fatto e sorde!". Forse la selezione avrebbe potuto scandagliare meglio alcuni angoli meno convenzionali e nei quali la fantasia italica dà il suo meglio, ma ci si diverte!
Lafayette Afro Rock Band
Darkest Light - The Best Of
Strut - distr. Audioglobe
Valutazione: 4 stelle
Alla scoperta di band dimenticate, ci imbattiamo in questa bella raccolta che rende omaggio a un collettivo americano di session man, che furoreggiò a Parigi negli anni settanta, la Lafayette Afro-Rock Band. Gruppo i cui groove sono stati saccheggiati a piene mani e campionati dai migliori artisti hip-hop, dai Public Enemy a Jay-Z, sebbene poco popolare in America al tempo, la Lafayette Afro Rock Band si stabilì in Francia nel 1971 come house-band del produttore Pierre Jaubert, producendo una serie di singoli e album e suonando in molti contesti, addirittura con Mal Waldron.
Darkest Light, che prende il titolo da un loro classico tema, propone quindici brani, sia a nome della band, sia sotto la sigla Ice [che fu la prima sotto cui si proposero in Francia], lunghe tirate strumentali che oggi sembrano lontane secoli, ma dotate di grooves infallibili e di una ottima capacità di sintetizzare le influenze africane. Cose come "Congo," "Hihache" o "Malik" sono dei classici da riscoprire!
Sly & Robbie + Amp Fiddler
Inspiration Information
Strut - distr. Audioglobe
Valutazione: 3 stelle
Oltre alle belle raccolte, la Strut si è mossa in questi mesi anche su nuove produzioni, come testimonia questo incontro - il primo di una serie - tra la coppia ritmica giamaicana per eccellenza, Sly & Robbie e il nu-soulman di Detroit Amp Fiddler.
L'esito è un disco sostanzialmente breve e leggero, in cui gli ingredienti a botta sicura non tradiscono [la qualità sonora, la cura dei dettagli, la freschezza], e dove prevale, specie nella parte iniziale, lo stile di Fiddler che non le scure esplorazioni di cui Sly & Robbie sono capaci. Piacevole dunque, anche se il velluto rassicurante di un prodotto prevedibile ha prevalso sulla voglia che da questo connubio nascesse qualcosa di nuovo.
Peccato.
Bomb the Bass
Future Chaos
!K7 - distr. Audioglobe
Valutazione: 3,5 stelle
Il 2008 ha visto anche il ritorno di Bomb the Bass, nome sotto il quale si cela il dj inglese Tim Simenon, qui in compagnia di ospiti che vanno da Fujiya & Miyagi a Mark Lanegan, passando per Jon Spencer e del vocalist "titolare" Paul Conboy. Future Chaos è un disco che dall'esperienza trip-hop riannoda i fili con un'electro eighties molto densa e cupa, che a tratti può sembrare anche un po' fuori tempo, ma che invece acquista fascino col passare degli ascolti e sembra perfetta per la notte più fonda e fumosa.
Sonorità un po' vintage e un'attitudine pop ammantanta di morbosità sono alla base dei brani più riusciti di questo disco, che pur non essendo un capolavoro, sarebbe un peccato passasse in sordina, specialmente se oscurato da tante uscite electro che non hanno la sensibilità e la cura artigianale di Simenon. Ma si sa, non solo il futuro... anche il presente è un chaos!
Leila
Blood, Looms and Blooms
Warp - distr. Self
Valutazione: 3,5 stelle
Curioso e piuttosto originale è invece Blood, Looms and Blooms di Leila, artista anglo-iraniana, lanciata una decina di anni fa da Aphex Twin per la propria etichetta Rephlex e collaboratrice di Bjork. In questo nuovo lavoro, con alla voce artisti come Terry Hall, Martina Topley-Bird o Luca Santucci, la musicista ci presenta quattordici intriganti tracce elettroniche, tra canzone e sogno, striature drammatiche e rapidi accessi spasmodici.
Molto vario e piuttosto disomogeneo [qui più pregio che difetto], con anche una versione ultralenta e spettrale di "Norvegian Wood," Blood, Looms And Blooms è in realtà una scatola magica da cui escono spiragli di psichedelia e ombre trip-hop di scheggiata ampiezza. Da regalare a chi cerca qualcosa di diverso!
Our Broken Garden
When Your Blackening Shows
Bella Union - distr. Self
Valutazione: 3 stelle
Molto raffinato anche When Your Blackening Shows, a nome Our Broken Garden, progetto solista della danese Anna Brønsted [Efterklang], che dalla prima traccia ci immette in un mood amniotico e sornione, molto nordico.
Sebbene glaciale e un po' depressiva, la musica di Our Broken Garden è come un mare scuro di ballate dalla forte componente emozionale, ben sorrette da arrangiamenti curati, come nel caso di "The Blinding" e della title-track. Asternersi se ci si annoia facilmente o si è di cattivo umore, ma se si coglie il mood può funzionare.
Burnt Friedman & Jaki Liebezeit
Secret Rhythms 3
Nonplace - distr. Audioglobe
Valutazione: 4 stelle
Continua con grande profitto la collaborazione tra Burnt Friedman e il mitico batterista dei Can, Jaki Liebezeit: i loro Secret Rhythms sono arrivati al terzo capitolo, qui in compagnia di stimolanti compagni di avventura quali i chitarristi Tim Motzer e Josef Suchy o il sassofonista/clarinettista Hayden Chisolm.
Sette le tracce che compongono questo nuovo viaggio, come sempre sospero tra acustico e elettronico, tra pulsazione dub e spiazzanti tessiture ritmiche, quasi una specie di krautrock acustico in vacanza in mari del sud difficili da identificare sulla mappa. Merito della sensibilità dei musicisti [alla distanza lo spessore espressivo delle molte produzioni di Friedman si sta rivelando davvero ragguardevole] e di un'atmosfera tra l'ipnotico e l'inafferrabile che è al tempo stesso rilassante, ma anche piena di minacciosi presagi.
Ottimo!
Popol Vuh
Mika Vainio + Haswell & Hecker Remixes
Mego - distr. Dense
Valutazione: 4 stelle
Una breve, ma doverosa, segnalazione per due splendidi remix, pubblicati dalla Mego, di due classiche colonne sonore dei Popol Vuh per i film di Werner Herzog Cobra Verde e Aguirre [ecco un'altra idea regalo, tra l'altro!]. Il Pan Sonic Mika Vainio rilegge la prima con taglienti e gelide sferzate armoniche, mentre Haswell & Hecker si dedicano al meraviglioso e ieratico tema di Aguirre con una lenta e allucinatoria decomposizione. Splendido!
Milosh
iii
!K7 - distr. Audioglobe
Valutazione: 3 stelle
È screziata di caramelle pop e spruzzata di soulness l'elettronica di Michael Milosh, artista canadese giunto con iii al suo terzo lavoro: nonostante la brutta copertina, la musica del disco è dolcissima e punta su una capacità melodica dilatata e sognante, ben punteggiata da beats moderati e croccanti, anche se non troppo originali.
Cadenzato e autoavvolgente, come nell'iniziale "Awful Game," il mood del disco, che è stato concepito in un soggiorno in Thailandia, gioca ironicamente tra naivetè e oblio dei sensi, a volte impalpabile ["Gentle Samui"], altre volte abile a sovrapporre gli ingredienti, come nella cangiante "Wrapped Round My Ways". Per anime candide!
Murcof
The Versailles Sessions
Leaf - distr. Goodfellas
Valutazione: 3,5 stelle
Ritroviamo il messicano Fernando Corona, in arte Murcof con la testimonianza sonora dell'evento che, nell'estate del 2007, lo ha visto protagonista di un'installazione per l'evento "Le Grandes Eaux Nocturnes" a Versailles. Il materiale sonoro su cui Murcof ha lavorato era interamente derivante da registrazioni effettuate con strumenti barocchi [clavicembalo, violino, flauto, viola da gamba] e con la voce di una mezzosoprano, rielaborandole in sei lunghi brani.
La componente ritmica viene così ridotta moltissimo e il compositore indaga gli aspetti armonici e timbrici, a volte mantenendo anche nell'esito i tratti lessicali barocchi, altre volte espandendoli in distese sonore cui manca ovviamente la spazializzazione originaria e il complemento visivo e che in qualche momento possono suonare un po' noiose, ma che svelano intimamente la qualità delle tessiture del musicista. In attesa del nuovo disco, che si chiamerà Oceano, il naufragar è dolce in queste acque...
La India Canela
Merengue tipico
Smithsonian Folkways - distr. Egea
Valutazione: 4 stelle
Chi invece ama le sonorità più calde dei paesi caraibici, troverà certamente soddisfazione in Merengue Tipico della dominicana Lidia Maria López Hernández, in arte La India Canela, vera virtuosa della fisarmonica. Lontano da ogni banalizzazione da corso di ballo al villaggio turistico, il merengue si svela così in tutta la sua vitalissima e quasi estenuante forza ritmica.
Esecuzioni calorose e dalla grana popolaresca, i tredici temi di questo disco - non a caso edito da un'etichetta attenta alla qualità come la Smithsonian Folkways - sono una piacevolissima sorpresa, con i canti agrodolci, il suono della fisarmonica [debito alla colonizzazione di origine germanica], le percussioni sempre essenziali, il sassofono impertinente, l'impulso irresistibile a ballare. Ottimo!
AA.VV.
Latino del Futuro
Naive - distr. Self
Valutazione: 3,5 stelle
Chi invece non può resistere alle "modernizzazioni" di turno, troverà in questa raccolta, selezionata dall storico DJ della francese Radio Nova, Remy Kolpa Kopoul, sedici ottime tracce di elettronica da ballare latin-tinged. Spaziando da Mongo Santamaria remixato a "Smells Like Teen Spirit" riletta, dall'irresistibile kraut-salsa di Senor Coconut che rifà i Kraftwerk a "Caravan" e "A Love Supreme," che fanno sempre numero. Prendere o lasciare.
Toumani Diabaté
The Mande Variations
World Circuit - distr. Ird
Valutazione: 4 stelle
Ci spostiamo in Africa in questo finale di articolo con un bellissimo disco per sola kora da parte dello specialista Toumani Diabaté, ormai da vent'anni [esordì proprio con un altro lavoro per solo strumento, Kaira] al centro dell'attenzione dei circuiti internazionali più attenti alle sonorità tradizionali del continente nero. Lontani dalle chiassose e opportunistiche commistioni cui molti artisti africani vengono spinti per fare breccia sul mercato occidentale, questo lavoro, nella sua semplice e emozionante intimità, è stato registrato a Bamako e grazie a accordature nuove e a modificazioni dell'impianto tradizionale dello strumento, apre nuovi orizzonti a quella che magari, a orecchie non avvezze sarebbe sembrata una condotta musicale alla lunga monotona.
Ne esce un'ora di puro incanto, un sogno che profuma della terra del Mali come di uno speziato ossessionarsi minimalista, assolutamente ricco di spunti lirici nuovi eppure densi come se fossero millenari.
Da provare!
Victor Démé
Victor Démé
Chapa Records - distr. Family Affair
Valutazione: 4 stelle
Trasferendoci nel Burkina Faso, incontriamo Victor Démé, con questo lavoro che è stato scelto dalla prestigiosa rivista inglese "Songlines" come disco dell'anno 2008. Già componente dell'orchestra ivoriana Super-Mandè, poi tornato in patria con alti e bassi personali e professionali, Démé ha registrato queste quindici tracce nello studio/locale Ouagajungle e ha ottenuto, specialmente in Francia dove l'attenzione verso queste proposte è molto forte, un grande successo.
Decisamente meritato! Le atmosfere acustiche del disco sono davvero belle, preziosa sintesi delle radici burkinabè e della tradizione mandinga, tra blues e folk e quelle influenze latinoamericane che ormai non rendono più possibile capire se sia nato prima "l'uovo o la gallina".
Una vera delizia!
Beh, di idee regalo ce ne sono a sufficienza: Buone Feste piene di musica a tutti!
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