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Clizia Miglianti, Angelo Petraglia: Visions | Homage to William Blake
Dei quattordici brani in cui sono suddivisi i circa tre quarti d'ora di musica, undici sono vocali e musicano testi poetici, cantati dalla Miglianti, mentre tre sono strumentali e interpretano musicalmente altrettante illustrazioni dello stesso Blake. L'ensemble cambia di brano in brano e passa dal duo al settetto, un mutamento che non è meramente numerico o timbrico (ma, si badi, sotto l'aspetto timbrico l'album è straordinario), bensì si riflette marcatamente sulle situazioni musicali, specialmente per il fatto che gli altri musicisti apportano materiale improvvisato, che talora è rumoristico soprattutto per gli interventi degli archi e della batteria e costruisce atmosfere drammatiche e trascendenti attorno alle composizioni ("The Smile"), talatra è lirico e va a rafforzare quanto tessuto da Petraglia e Miglianti ("Never Seek to Tell thy Love," "The Song of Los").
"Infant Sorrow," che apre il disco, è una lunga poesia che viene suddivisa in tre parti e il cui sospeso tema musicale perciò torna nel corso del disco, presentato però con orchestrazioni diverse, ancorché sempre intimamente ristrette (accanto alla voce, rispettivamente il solo piano, il violoncello di Sarvin Asa e il clarinetto di Leonardo Agnelli, infine il piano, il clarinetto e la tromba di Tommaso Iacoviello). Qui, come in altri brani per esempio "The Garden of Love" o "The Fly" la Miglianti canta interpretando, in stile forma canzone ma in indistinguibile equilibrio tra classica e pop; altrove vocalizza in modo più prossimo alla contemporanea, ma sempre interpretando i testi.
Molto intime e rarefatte le trasposizioni musicali delle immagini: la breve "The Voice of the Ancient Bard," per solo pianoforte, si avvale del lavoro percussivo che vi fa Petraglia, per un suggestivo e rarefatto intermezzo; l'altrettanto breve "The Song of Los" vede il pianista all'harmonium accompagnato dalla tromba di Iacoviello, ed è un momento di forte evocazione grazie al contrasto timbrico ed espressivo dei due strumenti; lo stesso vale per l'addirittura fulminea "The Reunion of the Soul and the Body," nella quale però la maggior prossimità timbrica tra harmonium e clarinetto è funzionale all'intento descrittivo del titolo.
Pensato come un viaggio tra le "visioni" di Blake, il disco ha un proprio interno crescendo, che si concretizza negli ultimi due brani forse i più coinvolgenti, ma non necessariamente i migliori di un lavoro tutto di altissimo livello , che sono anche quelli con l'organico più ampio (manca solo il clarinetto): "I Fear'd the Fury of My Wind" è caratterizzato da una progressiva ascesi dinamica che drammatizza la pausa centrale della narrazione vocale; "Ah! Sun-Flower" è infine tutta su un livello dinamico più elevato del resto del disco, quasi a concludere eroicamente il viaggio, ed è a turno trascinata evocativamente dalla voce della Miglianti e dalla tromba di Iacoviello.
Disco sorprendente, leggibile e apprezzabile da molti punti di vista diversi, ma sempre e comunque incantevole e intrigante.
Album della settimana.
Track Listing
Infant Sorrow (pt. 1); The Fly; The Voice of the Ancient Bard; The Smile; Neveer Seek to Tell thy Love; The Song of Los; Infant Sorrow (pt. 2); The Reunion of the Soul and the Body; Infant Sorrow (pt. 3); The Garden of Love; I Fear’d the Fury of My Wind; Ah! Sun-Flower.
Personnel
Clizia Miglianti
vocalsAngelo Petraglia
pianoTommaso Iacoviello
trumpetLeonardo Agnelli
clarinetMargherita Faneschi
violaSarvin Asa
celloMichele Bondesan
bass, acousticGiuseppe Sardina
drumsAdditional Instrumentation
Angelo Petraglia: harmonium, percussioni; Tommaso Iacoviello: tromba
Album information
Title: Visions | Homage to William Blake | Year Released: 2024 | Record Label: Aut Records
About Clizia Miglianti
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