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Verona Jazz Festival 2018

Angelo Leonardi By

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Dave Holland—Zakir Hussein—ChrisPotter / Gianni Coscia—Gianluigi Trovesi
Verona Jazz Festival
Teatro Romano
22, 24.06.2018

Dal variopinto programma di Verona Jazz 2018 abbiamo selezionato due concerti particolarmente significativi: il magistrale trio di Dave Holland al contrabbasso, Chris Potter ai sassofoni e Zakir Hussain alle tabla e il classico duo tra il fisarmonicista Gianni Coscia e il clarinettista Gianluigi Trovesi. Ospitato come di consueto al Teatro Romano, nell'ambito dell'Estate Teatrale Veronese, il festival è stato organizzato da International Music and Arts con il concorso di Veneto Jazz per il super trio citato.

Partiamo da quest'ultimo. Holland, Potter e Hussain sono impegnati nel tour europeo fino alla fine di luglio e il concerto veronese di domenica 24 era il primo dopo la data in Marocco del 22. L'organico è una novità ma i tre virtuosi hanno già collaborato assieme in altri contesti. Due anni fa, ad esempio, Potter e Holland erano parte del quartetto Aziza con Lionel Loueke ed Eric Harland mentre tutti e tre operano nel più ampio progetto Crosscurrents, col cantante Shankar Mahadevan e altri musicisti indiani. Il trio è un'emanazione di questo supergruppo e offre ampio spazio all'improvvisazione dei singoli, all'interplay collettivo e alle relazioni in duo.

Il concerto veronese è stato esemplare nell'evidenziare equilibrio tra i contenuti espressivi del jazz e quelli della musica indiana. Alcuni temi erano basati su scale modali, tipiche della musica orientale, mentre altri si sviluppavano sulla base di motivi folk occidentali. Le note pastose e perfettamente scolpite del contrabbasso hanno rappresentato il centro di gravità per le torrenziali improvvisazioni di Potter (alternatosi al sax tenore e al soprano) e per il policromo incedere delle tabla. La magistrale capacità di Hussein di operare sia sul piano ritmico che melodico ha consentito relazioni e sviluppi musicali inconsueti e affascinanti con entrambi i partner. Talvolta gli organici costituiti da grandi virtuosi finiscono per esaltare la dimensione spettacolare sacrificando la dimensione lirica ma—come ci aspettavamo—l'integrità artistica dei tre non ha consentito simili cadute. Un chiaro esempio è venuto dal bis: un cantabile tema di sapore orientale ricco di sfumature, esposto con lentezza da Potter al sax soprano sul variopinto tessuto ritmico di Hussain al tamburello e l'autorevole contrabbasso di Holland.

Il 22 giugno il duo Coscia/Trovesi ha presentato un singolare programma intitolato La misteriosa musica della regina Loana ispirato al titolo di un romanzo di Umberto Eco (La misteriosa fiamma della regina Loana). Com'è noto il grande scrittore scomparso è stato compagno di liceo di Gianni Coscia e i due artisti hanno alternato le esecuzioni musicali con gustosi aneddoti riguardanti la loro vita e la relazione musicale con Eco. Non molti sanno che lo scrittore suonava con destrezza il flauto dolce ed i tre si trovavano regolarmente a eseguire per diletto le variazioni sulla follia di Arcangelo Corelli (ma aveva un po' soggezione di Trovesi...).

Alla bell'età di 87 anni, Gianni Coscia suona ancora in modo ragguardevole e la stabile relazione con il partner di 74 anni colpisce ancora. Il repertorio ha spaziato dai consueti temi della tradizione popolare italiana e delle canzoni d'anteguerra («Tu musica divina», «Ma l'amore no», «Abbassa la tua radio») fino a una fantasiosa esecuzione di «Django» di John Lewis, alle citate «Variazioni sulla follia» e molto altro. L'atmosfera confidenziale e ironica creata dai due artisti ha magicamente trasformato il Teatro Romano in un salotto, complice la pioggia. Al pubblico non molto numeroso è stato consentito di salire sul palco coperto e accucciarsi ai piedi dei due per ascoltare le ultime esecuzioni. Una serata memorabile.

Foto: Giancarlo Beltrame.

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