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Leslie Pintchik: True North

Luigi Sforza By

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Nella musica della pianista Leslie Pintchik non vi è alcuna traccia di rottura con la tradizione classica del jazz, tutt'altro. La presenza marcata di paradigmi noti privilegia l'interesse per un modello espressivo che nelle forme chiuse, siano esse blues o A-A-B-A ("Falling in Love Again"), trova il principio originario, la cornice all'interno della quale prendono corpo—sotto forma di temi e variazioni improvvisate -le melodie.

La poderosità del tocco pianistico -ricco di spessore, rafforzato dall'uso massiccio del pedale di risonanza—crea all'interno di tutti i brani un alone timbrico costante e determinante.

Ad eccezione di "Crooked as a Dog's Hind Leg," in cui le dita esplorano l'intero registro dello strumento, in generale il fraseggiare di Pitchink predilige il registro medio della tastiera. All'interno di quello spazio la pianista statunitense cerca e trova le sue idee, elaborando un fraseggio che è sempre ponderato ed estramemante riflessivo ma anche denso di suono.
Generalmente è su tempi medi o medio lenti che si strutturano le composizioni ed i conseguenti sviluppi musicali. Quasi tutti i brani dell'album si muovono in quell'ambito metronomico. L'unica take a tempo veloce è "Crooked as a Dog's Hind Leg," un blues con un tema dalla chiara inflessione bop in cui i riff pianistici del pianoforte -unitamente agli eleganti ondeggiamenti poliritmici -infondono un energia dirompente ed un carattere diverso da quello delle altre tracce.

"Let's Get Lucky" è costruito su una ritmica funk soffice e decisa insieme; possiede la brillantezza e la pulizia della semplicità; le dinamiche giocano un ruolo determinante, esattamente come i background di tromba e sassofono.
"Imagine" di John Lenon è qui resa con un senso di contenuta grevità. Rappresentata in forma di ballad, l'esecuzione è fittamente costruita sul suono corposo del pianoforte, il quale riempie molto dello spazio musicale del brano.
In "Just Sayin,'" traccia decisamente mainstream, si apprezza senza riserve l'intervento solistico del contrabbassista Scott Hardy e non per motivazioni tecniche ma soprattutto perché predilige la logica del fraseggio scorrevole e cantabile.

Siano di andamento latino ("Discret"), dall'accentuazione funk -come la take registrata dal vivo "For All We Know" -o dalla spiccata e accattivante cantabilità ("Charade" di Henry Mancini), tutti i brani ricevono un grande apporto grazie al'incisività ritmica del bravo batterista Michael Sarin che, sorretto dal percussionista Satoshi Takeishi, con discrezione e dedizione abbellisce apprezzabilmente la natura pulsante delle varie esecuzioni.

True North è un progetto che suona onestamente statunitense. Senza pretese declina una serie di protocolli strutturali tipicamente mainstream e non si preoccupa affatto di spingersi oltre, non ha la pretesa di voler essere altro se non ciò che è: un piacevole album di oggi suonato utillizzando schemi e strategie espressive di ieri.

Track Listing: Let's Get Lucky; Tumbleweed; Just Sayin'; Imagine; Crooked As A Dog's Hind Leg; True North; Falling In Love Again; Charade; Discreet; For All We Know (Performed Live).

Personnel: Leslie Pintchik: piano; Steve Wilson: alto saxophone, soprano saxophone; Ron Horton: trumpet, flugelhorn; Scott Hardy: bass; Michael Sarin: drums; Satoshi Takeishi: percussion (1-9).

Title: True North | Year Released: 2016 | Record Label: Pintch Hard Records

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