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Immanuel Wilkins: The 7th Hand

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Immanuel Wilkins: The 7th Hand
Dopo l'acclamato debutto di Omega Immanuel Wilkins disegna un altro avvincente affresco, confermando l'intento a elaborare nuovi percorsi musicali inglobando la tradizione.

Con lui ritroviamo i giovani partner del suo quartetto (Micah Thomas al pianoforte, Daryl Johns al contrabbasso e Kweku Sumbry alla batteria) più la bravissima flautista Elena Pinderhughes (già con Christian Scott aTunde Adjuah e Ambrose Akinmusire) e l'ensemble di percussioni Farafina Kan.

Mentre conferma il magistrale eloquio strumentale con lunghi, intensi ed eloquenti assoli, Wilkins offre un'altra prova del suo talento compositivo. Dopo quella in quattro parti presentata in Omega, qui abbiamo una suite in sette movimenti che copre tutto l'album. Il percorso dell'opera è intriso di un vivo afflato spirituale, che tocca il suo apice nel conclusivo e multiforme "Lift," un brano dalla forza palpitante e di chiara impronta coltraniana. Ventisei minuti di straordinaria intensità e straripante fantasia, con lunghi interventi free che ricordano le fervide improvvisazioni di Trane dell'ultima fase.

Il titolo, la foto di copertina e il percorso del disco sono intrisi di simbolismo biblico. Se il numero sei rappresenta il limite delle possibilità umane, Wilkins si chiede come invocare l'intervento divino per raggiungere quel settimo elemento e raggiungere il nulla (nothingness). Un nulla inteso come piena apertura al divino che porta la musica a «scorrere liberamente attraverso di noi».

L'album inizia col serrato dinamismo di "Emanation" e fa emergere nei momenti successivi climi diversi. La base percussiva del Farafina Kan Percussion Ensemble caratterizza "Don't Break" evocando l'Africa; "Fugitive Ritual, Selah" è un lento inno che indulge in un ritualismo sospeso, in una concezione circolare del tempo. "Witness" e "Lighthouse" sono altri momenti pregnanti: il primo si snoda con lentezza ed è caratterizzato da un clima estatico, che supporta l'intervento di Elena Pinderhughes; il secondo ha invece uno sviluppo in gran parte serrato ed evidenzia la proteiforme inventiva di Wilkins e l'interattivo drumming di Kweku Sumbry.

Il giovanissimo sassofonista di Filadelfia ha realizzato un'opera smagliante e di grande forza narrativa. Colpiscono la maturità con cui sviluppa i suoi torrenziali interventi e la visione d'ampio respiro, ricca di evocative melodie e articolati sviluppi ritmici.

Album della settimana.

Track Listing

Emanation; Don’t Break; Fugitive Ritual, Selah; Shadow; Witness; Lighthouse; Lift.

Personnel

Immanuel Wilkins: saxophone, alto; Micah Thomas: piano; Daryl Johns: bass; Kweku Sumbry: drums.

Additional Instrumentation

Elena Pinderhughes: flute; Farafina Kan Percussion Ensemble: Kweku Sumbry: lead djembe, bass djembe; Agyei Keita Edwards: lead djembe; Adrian Somerville Jr.: sangban; Jamal Dickerson: doundunba; Yao Akoto: kenkeni.

Album information

Title: The 7th Hand | Year Released: 2021 | Record Label: Blue Note Records

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