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Thomas Barber's Janus Bloc: Snow Road

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Supera nel modo più brillante la sua prova da leader, Thomas Barber, con un disco che evidenzia le sue doti di strumentista, compositore e arrangiatore.

Nato a Mosca 29 anni fa ha iniziato vincendo alcuni contest internazionali, ha perfezionato i suoi studi negli Stati Uniti alla Julliard e nel 2004 s'è trasferito a New York dove ha composto per Steve Turre e Joe Alessi, scritto musiche per quattro film e suonato con Slide Hampton, Wynton Marsalis, Maria Schneider, Louie Bellson e accompagnato Paul Simon in concerto.

A differenza di molti suoi coetanei, Barber non ha avuto fretta di pubblicare un lavoro a suo nome e sembra aver atteso di raggiungere piena padronanza dei mezzi espressivi, in particolar modo la scrittura orchestrale. Pur senza mostrare particolari spinte innovative, la sua musica è personale, mostra ampiezza di riferimenti, varietà interna e ottima capacità di guardare sia alla dimensione classica che a quella jazzistica (da qui il riferimento a Giano bifronte nel nome della formazione).

"Ho sempre amato le orchestre, la musica per grandi formazioni e le colonne sonore - dice Barber - Voglio poter passare dall'ambientazione di un trio jazz ad una tavolozza orchestrale con un suono da big band". L'organico complessivo (e che vede il leader alla tromba) è composto da una sezione di ance (sax alto, tenore, baritono e clarinetto), un quartetto d'archi, un trombone, un corno francese, una tipica sezione ritmica. In alcune occasioni troviamo Claudio Roditi alla tromba e Tim Collins al vibrafono in veste di ospiti.

Nel corso dei brani l'uso della strumentazione varia, tanto quanto i riferimenti stilistici. "Song for Snow Road" posto in apertura, è un tema arioso e cantabile, arrangiato secondo modelli evansiani con Barber protagonista al flicorno. Il brano successivo gioca su articolate dinamiche ritmiche (Nasheet Waits) ed efficaci contrasti timbrici tra le sezioni orchestrali. Il terzo mostra le prime chiare influenze Third Stream, risolte entro complesse articolazioni metriche che immettono continue sorprese.

I brani più riusciti (in questa personale integrazione tra dimensione classica e jazzistica) sono "The Mind Beneath" e "White Out": la loro complessità strutturale non sacrifica la dimensione cantabile e riesce a integrare efficacemente i brillanti interventi solisti. Il disco si conclude con una raffinata versione di "Come Sunday".

Track Listing

01. Song for Snow Road - 5:50; 02. Shatzaquotek - 6:41; 03. Stream - 5:55; 04. Elizabeth Rose - 6:25; 05. Lickity Split - 4:42; 06. The Mind Beneath - 9:45; 07. White Out - 8:29; 08. Come Sunday - 4:39. Tutte le composizioni sono di Thomas Barber.

Personnel

Thomas Barber (tromba, flicorno, direzione); Sydney Braunfeld (corno francese); Michael Dease (trombone); Pete Reardon Anderson (clarinetto); Sharel Cassity (sax contralto, flauti); Stacy Dillard (sax tenore); Lauren Sevian (sax baritono, clarinetto basso); Amy Schroeder (violino); Keiko Tokunaga (violino); Gillian Gallagher (viola); Andrew Yee (violoncello; Adam Birnbaum (pianoforte); Linda Oh (contrabbasso); Nasheet Waits(batteria); Ospiti: Claudio Roditi (tromba e flicorno nei brani 4 e 8; Tim Collins (vibrafono) nel brano 6.

Album information

Title: Snow Road | Year Released: 2010 | Record Label: Capital Gardens Jazz Nights

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