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Simone Graziano: Snailspace

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Otto anni dopo Lightwalls, che segnò il suo esordio discografico come leader, Simone Graziano ritorna a presentare un lavoro per piano trio. Nel frattempo il pianista fiorentino ha sviluppato idee e realizzato lavori -in particolare con il suo quintetto Frontal -che gli hanno permesso di imporsi come uno dei musicisti più interessanti del panorama nazionale. Esperienze che si sentono in questo album, del tutto diverso da quello del 2009.

Snailspace è fin dal titolo un elogio della lentezza. In primo luogo quella indispensabile per la creazione di opere mature e raffinate, oggi spesso sacrificata sull'altare del disco come veicolo promozionale: qui siamo invece di fronte a un lavoro frutto di una lunga sperimentazione svolta assieme a Francesco Ponticelli, che ha influenzato sia la composizione, sia il suono, a cui si è poi aggiunto il batterista statunitense Tommy Crane, l'intesa con il quale è stata rodata in un tour preliminare alla registrazione dell'album. Avemmo modo di ascoltare un concerto proprio di quel tour (clicca qui per leggere la recensione) e la formazione ci convinse, ma le piccole sbavature osservate quella sera nel disco sono scomparse, segno che la cura del lavoro ha pagato.

Ma -lo si percepisce bene dall'ascolto -la lentezza cui è dedicato il disco è anche quella esprimibile in musica e troppo spesso sovrastata da ritmi frenetici o dinamiche elevate. Tuttavia, si badi, Snailspace non è né "lento," né meditativo: è piuttosto un disco che, "a passo di lumaca," si prende il tempo per creare situazioni particolari, composite, originali. E anche piuttosto diverse tra loro, grazie all'eterogeneo mix delle molte componenti: il jazz e l'improvvisazione, ovviamente, ma anche le reiterazioni minimaliste della musica contemporanea, l'ipnoticità di quella elettronica -perché il leader alterna il pianoforte al Fender Rhodes e, così come Ponticelli, interviene anche al sintetizzatore -il rock, che fa capolino in alcuni passaggi della batteria, e infine la liricità, che nella musica di Graziano non manca mai e il cui emergere nel bel mezzo delle altre suggestioni è parte importante dell'originalità dei suoi lavori.

Così il disco risulta racchiuso tra due brani eterei -ritmicamente ipnotico "Tbilisi," elettronico e sospeso, quasi prog, "Slowbye" -all'interno dei quali trovano posto momenti a loro modo lirici, su tempi lenti, quali "Neri" (nato come ninna nanna per un neonato) o "July 2015" (al cui inizio eccelle il contrabbasso di Ponticelli), e anche brani complessi e cangianti o di intensità ritmica e dinamica come "Emicrania" o "Aleph 3" (forse il momento più alto del lavoro, nel quale spicca la batteria di Crane, dal suono potente ma sempre opportuna), a confermare che la lentezza è importante quando sa anche negare se stessa. Una varietà che permette ai tre protagonisti di mostrare molte delle loro possibilità espressive, cosa particolarmente gradita nel caso di Graziano, che in Frontal, preso dalla direzione, era spesso e fatalmente un po' sovrastato dall'esuberanza dei fiati.

In conclusione, Snailspace è un ottimo lavoro, che porta la formula del piano trio su territori insoliti -né "standard," né "rock cover" e neppure "neoclassico" -e perciò dotato di una propria originale personalità. Cosa non facile con una formazione di questo tipo e che dimostra una volta di più il valore artistico di Simone Graziano.

Track Listing

Tbilisi; Accident A; Accident R; Emicrania; Neri; July 2015; Aleph 3; Vignastein; Slowbye.

Personnel

Simone Graziano: piano, synth, Fender Rhodes; Francesco Ponticelli: bass, synth; Tommy Crane: drums.

Album information

Title: Snailspace | Year Released: 2017 | Record Label: Auand Records


About Simone Graziano

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