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Mathias Eick: Skala

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La storia e l'estetica della ECM sono ben più vaste e complesse di quanto una riduttiva percezione possa evidenziare. Non è certo questa l'occasione per affrontare un tema così impegnativo, ma se dovessi inquadrare questo CD nella produzione dell'etichetta tedesca, lo identificherei come un ritorno ad una delle matrici originarie, come una rivisitazione attualizzata di quell'approccio scandinavo che negli anni Settanta era rappresentato in primis da Jan Garbarek e che oggi non risulta affatto algida e anemica come allora poteva sembrare ad alcuni.

Non si può però parlare di revival, ma semmai di evoluzione di una scuola jazzistica nata quarant'anni fa, di una sensibilità musicale impressionistica, che tende a relazionarsi con la natura nordica, anche sull'esempio di certe esperienze classiche di fine Ottocento. Pur appartenendo a questa tradizione, il mondo di Eick è una tipica espressione dell'attualità, rientrando nel bene e nel male in una delle tendenze etico-estetiche oggi dominanti, senza per altro possedere la profondità di altri interpreti odierni (e tanto meno del passato).

Eick, ascoltato per la prima volta in Italia a ParmaJazz Frontiere 2010, conferma che il rinnovamento della tromba viene dal Nord, anche se non possiede l'impatto carismatico di Nils Petter Molvaer o la tecnica sublimata e la poesia interiorizzata di Arve Henriksen. Per certi timbri morbidi potrebbe anche ricordare la sonorità di Paolo Fresu, anche in questo caso senza replicarne la poetica ed il tipo di dinamica.

Quello che si rivela tipico di Eick, compositore, leader e strumentista, è una conduzione narrativa serena, distesa e lineare, poco problematica, solo a tratti velata di malinconia, più spesso sicura di sé. Egli è per di più un polistrumentista ed in tre brani del CD affianca alla tromba colori aggiuntivi e complementari: il vibrafono nell'evocativo "Joni," la chitarra elettrica, appena percettibile, in "Biermann," il vibrafono e il contrabbasso nel conclusivo "Epilogue".

La formazione cambia leggermente di brano in brano, ma è evidente che ogni partner riveste un ruolo funzionale agli intendimenti del leader e che fra tutti loro esiste una buona coesione. Si sviluppa pertanto una musica narrativa, a campi lunghi: i temi, gli arrangiamenti, l'interplay si concatenano con naturalezza, creando un flusso sonoro avvolgente, mai ostico, che possiede un arioso lirismo e una marcata vena melodica. Una musica del tutto attuale, che ripropone un Nord immaginario, ma con una decisa proiezione internazionale, tanto da venire speziato dal tango in "Edinburgh".

Alcune cadenze ritmiche ed alcuni crescendo in progressione risultano forse troppo espliciti e prevedibili, di facile effetto, comunque efficaci. In definitiva, conviene lasciarsi trasportare, cullare, narcotizzare da questa musica, che è non solo ben confezionata, ma anche espressione genuina di una delle anime dell'attuale sensibilità nordica.

Track Listing: Skala; Edinburgh; June; Oslo; Joni; Biermann; Day After; Epilogue.

Personnel: Mathias Eick: trumpet, vibraphone (5, 8), electric guitar (6), double-bass (8); Andreas Ulvo: piano; Audun Erlien: electric bass (1, 2, 4-7); Torstein Lofthus: drums (1, 2, 4-8); Gard Nilssen: drums (1, 2, 4, 6); Tore Brunborg: tenor saxophone (1, 7); Morten Qvenild: keyboards (1, 4, 5); Sidsel Walstad: harp (3).

Title: Skala | Year Released: 2011 | Record Label: ECM Records

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