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Save the Date - Settembre 2014

Luca Canini By

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Settembre è il mese del ripensamento. In questo caso doveroso perché si chiude un agosto strano e complicato per il jazz italiano. Un agosto che ha perso per strada il festival di Sant'Anna Arresi, posticipato in blocco a data da destinarsi, e gran parte di quello di Rocella, prima rinviato a dicembre (notizia diffusa attraverso un comunicato stampa e una laconica missiva recapitata ai musicisti ingaggiati) e poi riesumato solo in parte (i giorni finali, quelli nei quali erano programmati i concerti "pesanti": Dave Holland, l'Arkestra, Chico Freeman).

Ulteriori segnali inquietanti dopo la querelle romana sulla Casa del Jazz a fine maggio e le dimissioni di Gianluca Petrella da direttore artistico di Bari in Jazz arrivate ai primi di giugno. Il tutto ad alimentare la sensazione, rafforzata dalla recente trasferta austriaca in quel di Saalfelden, che si stia andando verso l'inevitabile inceppamento di certi meccanismi legati a modelli poco virtuosi (per usare un eufemismo). Perché al di là della cieca ignoranza degli amministratori di turno e dei tagli sanguinosi ai finanziamenti, ci sono responsabilità precise e inadeguatezze sulle quali prima o poi bisognerà riflettere seriamente. A tutti i livelli e all'interno di tutte le componenti di quel che resta del sistema jazz in Italia. Giusto battere i pugni sul tavolo, giusto pretendere attenzione, giusto reclamare il sostegno pubblico, ma, come ha opportunamente fatto notare Enrico Bettinello in una riflessione pubblicata sul sito del Giornale della Musica, è la maturità complessiva dell'ambiente che continua a destare perplessità.

5-7 Settembre-Siracusa. La buona notizia del mese è il ritorno, dopo una pausa durata la bellezza di nove anni, di Labirinti Sonori, il festival legato a doppio filo all'omonima associazione culturale (ed etichetta discografica). In programma, sul palco dell'Antico Mercato di Ortigia, oltre al direttore artistico Stefano Maltese, saliranno Carlo Cattano, Antonio Moncada, Gianni Gebbia, Alessandro Nobile, Giovanni Caruso, Paolo Sorge, Ivan Cammarata, Gioconda Cilio, Antonio Marangolo e tanti altri musicisti siciliani. Dopo i lutti e le cattive novelle agostane, una boccata di ossigeno.

4-14 Settembre-Ruvo di Puglia. Sempre al Sud. Dalla Sicilia alla Puglia, da Stefano Maltese a Pino Minafra, padre nobile del Talos Festival. Che anche per l'edizione 2014 conferma il legame privilegiato con la musica popolare. Tema portante la banda, sviluppato lungo un programma che prevede l'esibizione di realtà locali e non, laboratori, incontri, workshop e mostre. Ovviamente non manca il jazz in senso "stretto": Gianluigi Trovesi, Keith Tippett, Han Bennink (con un personale omaggio a Nelson Mandela), Louis Moholo-Moholo, Roberto Ottaviano, l'ICP Orchestra, un focus sulla Ogun (storica etichetta inglese fondata dal bassista Harry Miller e dalla moglie Hazel, ospite della rassegna) e uno su Misha Mengelberg (che non sarà in Puglia e ha saltato anche il recente tour giapponese dell'ICP per problemi di salute). Insomma, la solita grande festa. Alla quale siete tutti invitati.

13, 18 e 23 Settembre-Bologna. Tre appuntamenti per celebrare il legame tra la musica ebraica e il jazz, saldo e fruttuoso fin dagli anni dei pionieri. Si parte con un solo di Uri Caine su partiture di John Zorn (composte per il sesto capitolo della saga Book of Angels: Moloch), si prosegue con la Jewish Experience del clarinettista e sassofonista Gabriele Coen, si chiude con il progetto Shtik del batterista Zeno De Rossi. Dove? Nel cortile del Museo Ebraico. Non mancate.

16 Settembre-Milano. All'interno di Mito Settembre Musica (mega festival che guarda al jazz in modo superficiale e distratto) c'è un evento che merita di essere segnalato: l'esibizione, sul palco del Manzoni, dei Material di Bill Laswell, che per l'occasione saranno allargati ai Masters Musicians of Jajouka, gli alfieri berberi della musica Sufi. Oltre a Laswell al basso elettrico, ci saranno Hamid Drake alla batteria, Graham Haynes alla tromba, Aiyb Dieng alle percussioni e Peter Apfelbaum al sax. Correte. Ne vale la pena.

Foto
John R. Fowler

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