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Thomas Chapin: Ride

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Tomas Chapin, talentuoso multistrumentista deceduto nel 1998 a soli quarant’anni per un male incurabile, non solo ha attraversato la scena downtown newyorchese con la passione e la vitalità della propria visione musicale, ma i suoi dischi e i suoi concerti hanno marchiato indelebilmente un decennio ricco di fermenti e di svolte importanti negli sviluppi della musica improvvisata.

Grande estimatore della figura di Roland Kirk, del geniale sassofonista cieco Chapin eredita sia l’abilità nel suonare contemporaneamente più strumenti a fiato, che la capacità di coniugare con estrema disinvoltura le radici della musica afroamericana con le libertà sintattiche introdotte dal free, e, nel caso di Chapin, con le successive contaminazioni tipiche della scena downtown della Grande Mela.

Generosissimo e geniale improvvisatore, proprio nelle esibizioni dal vivo si poteva cogliere la vera natura della musica di Chapin, una miscela originalissima di dionisiaca veemenza e di panteistica dolcezza, sempre sostenute da uno sconfinato estro improvvisativo mai fine a se stesso, dal rispetto della forma, e da una naturale, contagiosa capacità di entrare in sintonia con il pubblico.

Del leggendario concerto al North Sea Jazz Festival 1995, finora mai pubblicato, esisteva un prezioso estratto video nel cofanetto Tomas Chapin Alive, pubblicato dalla Knitting Factory Records. Se Tomas Chapin Alive è documento imprescindibile per comprendere appieno la veloce crescita e la straordinaria eredità lasciata dalla sua musica, Ride ci mostra un trio al culmine della propria arte e in serata di grazia.

Mario Pavone è contrabbassista dalla tecnica prodigiosa e sa ricavare dal suo contrabbasso sonorità ora grevi e scure sostenute da una pulsazione elastica e potente, ora morbide e sinuose ma sempre in una concezione orchestrale dello strumento. Michael Sarin fornisce con la batteria una gamma infinita di soluzioni ritmiche e timbriche sulle quali le ance ed il flauto di Chapin possono liberare tutta la loro urgenza espressiva.

“Night Bird Song“ può essere considerato una sorta di manifesto programmatico della musica di Chapin. Composizione impregnata di lirismo naif sottolineato dall’introduzione al flauto, deflagra letteralmente quando sull’ostinato del basso monta la marea irresistibile del sax alto, con onde d’urto che si propagano attraverso movimenti avvolgenti e attirano l’ascoltatore verso un piacevole stordimento.

“Aeolus“ è l’esaltazione della natura, filtrata dalla bivalenza del flauto: imprevedibile, bizzarro come sanno esser certi venti di montagna, nell’introduzione solitaria; dolce e carezzevole come le brezze marine che ristorano dalla calura del solleone, nella seconda parte in trio.

E a sottolineare come Chapin non si ponesse problemi di sorta ad affrontare materiali molto diversi tra di loro, riuscendo sempre ad imprimervi il proprio copyright artistico, il concerto si chiude con la beatlesiana “Ticket to Ride“, in una versione incendiaria che manda in visibilio gli spettatori e lascia l’ascoltatore con l’animo appagato e il sorriso sulle labbra.

Track Listing

Anima; Pet Scorpion; Night Bird Song; Aeolus; Bad Birdie; Changes Two Tires; Ticket To Ride.

Personnel

Thomas Chapin: alto saxophone, sopranino saxophone, flute; Mario pavone: bass; Michael Sarin: drums.

Additional information

Title: Ride | Year Released: 2006 | Record Label: Playscape Recordings

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