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Il Meglio del 2018 Secondo Neri Pollastri

Read "Il Meglio del 2018 Secondo Neri Pollastri" reviewed by Neri Pollastri

Anche quest'anno, faticosamente e responsabilmente, ho selezionato tra i miei numerosi ascolti dodici dischi e dieci concerti che potessero essere considerati se non “i migliori," quantomeno “tra i migliori." La selezione è fatalmente influenzata non solo dalle mie predilezioni (non si può ascoltar tutto e fatalmente ci si concentra su ciò che per qualche ragione ci incuriosisce di più), ma anche da aspetti contingenti, quali il fatto che vivendo in Italia ho più occasioni di ascoltare musicisti che vivono qui ...

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Il Meglio Del 2018 Secondo Giuseppe Segala

Read "Il Meglio Del 2018 Secondo Giuseppe Segala" reviewed by Giuseppe Segala

La produzione del 2018 è stata copiosa e alcuni grandi protagonisti, come Henry Threadgill e Steve Coleman, hanno pubblicato documenti significativi della propria attività. Ha fatto giustamente scalpore il ritrovamento delle registrazioni di John Coltrane, pubblicate con il titolo Both Directions at Once, che aggiungono motivi di riflessione e piacere a chi non si stanca di frequentare la stupefacente accelerazione di Trane negli anni Sessanta. Alcuni lavori sono di ascolto impegnativo: i sei CD dedicati dal chitarrista Miles Okazaki all'opera ...

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Il Meglio del 2018 Secondo Nicola Negri

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Per chi non se ne fosse accorto, stiamo vivendo un momento musicale straordinario, fatto di ricerca senza confini, ibridazioni linguistiche e condivisione di esperienze spesso agli antipodi--insomma diametralmente opposto al periodo storico, in cui l'ignoranza miope delle nuove destre vorrebbe tenerci divisi, ancorati ad un'idea identitaria ormai superata dalla storia. Dal jazz più classico alle contaminazioni rock e noise, dall'improvvisazione libera alla ricerca pura della composizione contemporanea, anche questo 2018 ha visto una produzione discografica di livello altissimo, con ...

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Il meglio del 2018 secondo Vincenzo Roggero

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Anche quest'anno tanti gli ascolti, tante le proposte interessanti, e come al solito, difficile sintetizzare il meglio in dodici dischi. Non necessariamente i migliori ma quelli che, in un modo o nell'altro, hanno lasciato un segno. In testa una conferma, Steve Coleman, eh sì ancora lui, per il disco certo, ma anche per i meravigliosi concerti che ha regalato con suoi Five Elements. E una sorpresa, Slow is Possible, band portoghese praticamente sconosciuta, con un album di debutto clamoroso. Senza ...

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Il meglio del 2018 secondo Angelo Leonardi

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Ogni linguaggio che partecipa alla multiforme scena del jazz contemporaneo ha espresso dischi eccellenti, equiparabili per valore artistico . Dal mio punto di vista, accanto alle opere di veterani sempre creativi come Henry Threadgill, Kenny Barron, Bill Frisell e Franco D'Andrea, ho ammirato i lavori di quaranta/cinquantenni come Jamie Saft, JD Allen, Michael Leonhart, Edward Simon e del nostro Riccardo Brazzale, il leader della Lydian Sound Orchestra. Senza dimenticare le trentottenni Mary Halvorson e Anat Cohen a dimostrazione ...

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Il Meglio del 2017 secondo Mario Calvitti

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Premessa doverosa: la lista che segue non ha la pretesa di rappresentare il meglio dell'anno in termini assoluti (al giorno d'oggi chi è che ha la possibilità di seguire tutto quello che viene pubblicato?), né di voler definire una sorta di riassunto dell'anno appena trascorso, ma più semplicemente riflett quello che ho maggiormente apprezzato nell'ambito di quanto ho avuto modo di ascoltare nel corso del 2017, e che sicuramente continuerò ad ascoltare nel tempo. Naturalmente l'elenco è ...

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Il meglio del 2017 secondo Vincenzo Roggero

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Tempo di consuntivi e di classifiche. Piuttosto complicato, decisamente parziale ma comunque divertente estrarre dal cilindro del 2017 dodici titoli rappresentativi. Così tra conferme che profumano di classicità -Craig Taborn, Steve Coleman, Nicole Mitchell, Rob Mazurek -, debutti clamorosi -Jaimie Branch -, ritorni tanto attesi -Arto Lindsay -, connubi sorprendenti -Iggy Pop con il trio di Jamie Saft-, e una vitale scena italiana ci apprestiamo, curiosi, ad un nuovo anno di ascolti. Dischi Ferdinando Faraò Artchipel ...

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Il meglio del 2017 secondo Nicola Negri

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Un altro anno di musica straordinaria: dodici dischi (e una manciata di concerti memorabili) per riflettere sul 2017 appena concluso. Maestri come Wadada Leo Smith e Roscoe Mitchell continuano a stupire per coraggio e coerenza; Nicole Mitchell e Satoko Fujii si confermano musiciste e compositrici di valore assoluto; si delineano nuove prospettive grazie a Irreversible Entanglements, Hear in Now, Lisa Mezzacappa, Miles Okazaki; The Necks e Sexmob ripropongono formule consolidate eppure sempre appassionanti; la libera improvvisazione supera ogni confine con ...

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Il meglio del 2017 secondo Neri Pollastri

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Selezionare una dozzina di dischi e di concerti per attribuire loro la palma di “migliori dell'anno" può essere un gioco divertente, così come una sciocchezza colossale; in ogni caso, lo si percepisca o meno, è una tremenda responsabilità, nei confronti tanto dei musicisti, quanto degli ascoltatori. Al giorno d'oggi, com'è noto, è assai difficile trovare dei musicisti che non sappiano suonare o anche che suonino tecnicamente male e di dischi interessanti e belli, in verità, se ...

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Il meglio del 2017 secondo Libero Farne

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Per quanto mi riguarda le novità più sorprendenti le ho ascoltate a Bolzano (Warped Dreamer e il trio In Love With con i fratelli Ceccaldi) e a Saalfelden (Eve Risser e Roberto Negro). L'Europa si conferma quindi una fucina di idee originali e di notevole spessore. E l'America? Più dei nomi emergenti (James Brandon Lewis, Joshua Abrams, Kris Davis...) mi pare che le cose migliori le abbiano espresse protagonisti e gruppi già ben consolidati (Claudia Quintet, Human Feel, Cuong Vu, ...

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Il Meglio del 2017 Secondo Luca Vitali

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Un'annata buona, caratterizzata da alcuni graditi ritorni fuori dai canonici confini del jazz: Arto Lindsay, a tredici anni dal precedente «Salt», Jon Balke, con il secondo capitolo dedicato alla musica arabo andalusa di «Siwan», e in ultimo (ma non per importanza) John Lurie, che dopo diciassette anni di oblio forzato è tornato a farci visita nei panni di Marvin Pontiac! Parecchia buona musica ha messo in luce quanto l'Italia e l'Europa godano di buona salute, anche se così ...

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Il meglio del 2017 secondo Luca Canini

Read "Il meglio del 2017 secondo Luca Canini" reviewed by Luca Canini

Un altro anno di ascolti, un altro bilancio da tracciare. Dodici dischi per dodici mesi. Difficile. Difficilissimo. Ma in fondo divertente. E forse anche un po' utile: per chi compila e per chi legge. Un altro anno di ascolti, un altro anno di grande musica. Con Steve Coleman e Craig Taborn davanti a tutti per meriti ampiamente acquisiti: in studio e sul palco. Per il resto c'è davvero di che spaziare: dal Monk riletto in solo da Wadada Leo Smith ...


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