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Kevin Hays: New Day

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Jazz ma ancora più soul e funk segnano il ritorno in studio di Kevin Hays, il quarantasettenne pianista newyorkese che per la Sunnyside licenzia questo piacevole New Day, album da gustare tutto d'un fiato lungo le 12 tracce che, insieme a tanti brani originali, includono anche un paio di cover eccellenti.

La parata si apre con una grooveggiante "Run of the Sun," strumentale che richiama senza troppi imbarazzi la grande tradizione rhythm'n'blues dando un assaggio, ma solo nel suo secondo tempo, del virtuosismo solista di Kevin, diviso fra piano, Fender Rhodes, Wurlitzer, e più tardi anche alla voce. Come in "New Day," per esempio, brano anch'esso ascrivibile alla tradizione vocale nera, con un incipit che pare preludere a una messa cantata sullo stile del reverendo Solomon Burke, per poi schiarirsi anche grazie alle linee strumentali dell'armonica di Gregoire Maret, strumento che proprio insieme alla tastiera del pianoforte (in tutte le possibili declinazioni) in questo disco si ritaglia un ruolo particolare, da vera comprimaria.

Tony Scherr alle chitarre, Rob Jost al basso e Greg Joseph alla batteria e percussioni completano la line up della formazione aprendo la via marcatamente black impressa da Hays con una serie di suggerimenti che qua e là regalano a New Day guizzi melodici che ci ricordano certi episodi del più recente Erik Friedlander, qualche anno fa alla prese con un percorsi lungo le proprie radici ("Trudger's Paradise"). Le sorprese però sono tante. Infatti "Milton," col suo vocalese disimpegnato, porta nei pentagrammi di New Day sapori brasiliani, assecondati ben presto anche dalla sezione rirmica della band.

È con "The Sun Goes Down" che il disco torna a respirare di puro soul (tanto che ci viene il dubbio che sia stata proprio questa, quella di un album a suo modo di genere, l'idea iniziale di Kevin). Dopo due composizioni di grande atmosfera e meno serrate ("Kurtish" e "All I Have"), pianista e band si cimentano con il classico moderno di Sixto Rodriguez "Sugarman," qui riletto con una evanescente e sospesa versione per soli strumenti dalle generose concessioni all'improvvisazione. Un vero omaggio.

Chiudono l'album l'ironica "Waltz for Wollesen," una languida e cantata "Highwayman," grandissima ballad firmata da Jimmy Webb, "Time Waits" innestata su un finale circolare, con la ripresa dell'inaugurale "Run to the Sun" ma in versione vocale. Un'ottima prova, un disco ben suonato, gradevole e che non trova difetti—ma anzi un punto di forza -nel suo essere a metà strada fra strumentale e cantato. Anche se il sospetto che Kevin questi pezzi li volesse cantare tutti o quasi, a noi rimane.


Track Listing

Run to the Sun (instrumental); New Day; Trudger's Paradise; Milton; The Sun Goes Down; Kurtish; All I Have; Sugar Man; Walts for Wollesen; Highwayman; Time Waits; Run to the Sun (vocal).

Personnel

Kevin Hays: piano, Fender Rhodes, Wurlitzer, voce; Gregoire Maret: armonica; Tony Scherr: chitarre; Rob Jost: basso; Greg Joseph: batteria e percussioni.

Album information

Title: New Day | Year Released: 2015 | Record Label: Sunnyside Records


About Kevin Hays

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