Home » Articoli » Album Review » Thomas Borgmann – Wilber Morris – Reggie Nicholson: Nast...
Thomas Borgmann – Wilber Morris – Reggie Nicholson: Nasty & Sweet
La griglia strutturale di tutto l'insieme è abbastanza larga: prevale il libero flusso creativo dei singoli, in quanto tali e come parti di un tutto. Come sempre accade in questi casi, i picchi qualitativi si sviluppano un po' a macchia di leopardo, anche se la solidità complessiva della proposta (e del discorso di gruppo) non viene mai meno.
Borgmann privilegia largamente il sax tenore, con cui (s)cavalca ampi segmenti dell'ora e mezza abbondante di musica propostaci, non disdegnando modelli illustri (Ayler, ma anche il tardo Coltrane e il primo Shepp). Il codice espressivo, in effetti, sembra riportarci a un free ampiamente storicizzato (e comunque mai estremo), senza per questo dimenticare esperienze successive, sviluppatesi a cavallo fra anni Settanta e Ottanta, quali un Ethnic Heritage Ensemble o lo stesso Air (del primo non restituisce peraltro l'acceso policromatismo, del secondo la consistenza architettonica), tanto per rimanere in tema di trii.
Notevole l'apporto fornito dal contrabbasso di Morris, che predilige il pizzicato ma non per questo disdegna l'archetto, mentre Nicholson si ritaglia spazi solistici mai sovrabbondanti, mantenendosi per il resto sempre solidamente (e sapientemente) fra le righe; tutto ciò lungo quattro facciate dense e corpose, con momenti più carichi, densi, anche dionisiaci (talora persino orgiastici) e intercapedini - rare, ma presenti - più rarefatte, atmosferiche, cogitabonde. Sintesi e paradigma di tutto ciò, è per più versi proprio il conclusivo "Nasty & Sweet" colto a St. Ingbert appena un mese dopo la nascita del trio, appunto con Nicholson al posto di Charles.
Personnel
Thomas Borgmann
woodwindsAlbum information
Title: Nasty & Sweet | Year Released: 2013 | Record Label: Recorded
About Thomas Borgmann
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.






