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L'improvvisazione di Amirani Records

Neri Pollastri BY

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L'etichetta indipendente Amirani Records del sassofonista Gianni Mimmo (clicca qui per leggere la recente intervista), dopo quindici anni di vita gode di ottima salute, continuando a documentare e promuovere originali progetti del variegato mondo dell'improvvisazione radicale e della musica contemporanea. L'uscita più recente, la numero 65, documenta l'ultimo concerto, in piano solo, dello scomparso Gianni Lenoci, che di Mimmo fu amico e frequente collaboratore (ne parliamo in un altro articolo), ma qui vogliamo dare notizia di quella subito precedente e di un altro recente lavoro che non aveva ancora trovato posto su queste pagine.

Gianni Mimmo, Luca Collivasone
Rumpus Room

Il primo CD, Rumpus Room, il numero 64 del catalogo, è un lavoro in duo davvero singolare, che vede di scena lo stesso Mimmo e Luca Collivasone. Attivo nel mondo della musica da oltre quarant'anni ma sempre su posizioni originali e defilate, Collivasone da qualche anno ha messo a punto uno strumento originale, che ha chiamato cacophonator, sulla scia dello storico "intonarumori" del futurista Luigi Russolo. Si tratta di un'artigianale rielaborazione di una macchina da cucire Singer degli anni Quaranta del Novecento, ottenuta attraverso l'aggiunta di ogni sorta di materiali poveri, così da permettere allo strumento la produzione di una molteplicità di suoni. Mancando tuttavia sia di una propria intonazione, sia di una strutturazione tecnica atta a fargli produrre suoni specificamente determinati, il cacophonator origina musica essenzialmente aleatoria ed è per propria natura adatto all'improvvisazione.

Registrato tra il 2018 e il 2019, il lavoro si apre con un vero e proprio urlo, prolungato, del soprano, che viene subito dopo affiancato dai suoni del cacophonator: percussioni, eco, stridori, occasionalmente rumori e perfino voci registrate, che si susseguono come fossero un tappeto dalla trama sempre cangiante, srotolato in tempo reale da Collivasone e sopra il quale Mimmo sviluppa altri disegni con il soprano. Di traccia in traccia i due danno vita a situazioni diverse, variando soprattutto la densità del disegno, ma anche la tipologia dei suono del cacophonator e l'intenzione espressiva del sax. Ne scaturisce qualcosa di davvero molto originale, che rimanda un po' alla musica elettronica, un po' alla contemporanea e un po' al noise, senza essere pienamente riconducibile a nessuno di questi generi.

Ciò che sorprende, in particolare, è come i due artisti e i loro strumenti riescano a riconoscersi l'un l'altro e a procedere lungo tutto l'arco dei quarantacinque minuti di musica in modo coerente e leggibilissimo, a dispetto non solo della natura improvvisata della performance, ma anche e soprattutto della marcata differenza della gestione dei suoni—acustici e intervallari da una parte, elettrici e/o aleatori dall'altra. Come nelle migliori esperienze di musica improvvisata, qui il dialogo tra (suoni) diversi riesce a costruire un flusso narrativo "vitale," nel senso di essere cioè topograficamente corrispondente allo scorrere delle cose nella vita.

Joao Pedro Viegas, Luiz Rocha, Silvia Corda, Adriano Orrù
Unknown Shores

Uscito un po' prima dell'altro e registrato nel novembre del 2017, il secondo CD ha il numero di catalogo 58 e vede in scena un più classico quartetto, con i cagliaritani Silvia Corda al pianoforte e Adriano Orrù al contrabbasso ad affiancare i clarinetti del portoghese Joao Pedro Viegas e del brasiliano Luiz Rocha. La cifra del lavoro è quella di un'improvvisazione cameristica e meditativa, su tempi lenti, ricca di pause, fatta di suoni spontanei, frammentati e discreti, che ora dialogano tra loro, ora invece si addensano per dar vita a trame più dense.

La collaborazione è paritetica, di diritto e di fatto, anche se qua e là qualcuno "guida" più degli altri: è per esempio il caso della Corda in "Des Pas Sans Neige," dove la pianista regala alla trama una ricca dote di blues, che dà al brano un'identità che lo differenzia da buona parte del lavoro; oppure quello di Orrù, che conduce con l'archetto buona parte del bellissimo "Refraction," offrendo spazi ai clarinetti e al piano. I due fiati, invece, pur rimanendo costantemente protagonisti svolgono un compito maggiormente puntillistico, oppure—come nel centro dell'iniziale "The Significance Was Carefully Hidden," dal titolo programmatico—intrecciando le rispettive voci tra linearità e squittii.

Una costruzione musicale portata avanti per sottrazione, asciutta e rarefatta, a tratti brumosa, all'interno della quale si accendono improvvisi lampi di luce, da ascoltare con quiete e molta attenzione.

Brani e musicisti

Rumpus Room

Brani: Township Ecstasies; Whirling Semà; Swooning Benefit; As You Certainly Know; Nattmara; Severe; Beyond Turbulence; Longing of a Dragonfly.

Musicisti: Luca Collivasone: cacophonator; Gianni Mimmo: sax soprano.

Unknown Shores

Brani: The Significance Was Carefully Hidden; Manual De Conversacao; Des Pas Sans Neige; Dato per assodato; A Shady Threshold; Four Portraits of the Same Portrait; Broken Affirmation; Refractions; Unknown Shores.

Musicisti: Joao Pedro Viegas: clarinetto basso; Luiz Rocha: clarinetto, clarinetto basso; Silvia Corda: pianoforte; Adriano Orrù: contrabbasso.

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