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Iro Haarla Sextet: Kolibri

Primo album per il sestetto "finlandese" di Iro Haarla, pianista, arpista e compositrice che dalle collaborazioni con Edward Vesala negli anni Settanta a oggi ha attraversato numerosi stilemi e generi, e che negli ultimi anni si sta facendo particolarmente apprezzare. Questa formazione—che affianca due quintetti, uno finnico-norvegese con il quale Haarla ha pubblicato due apprezzati lavori per ECM e uno finlandese—schiera musicisti di primissimo ordine: gli esperti Jari Hongisto, Kai Heinilä e Ulf Krokfors, che con la pianista avevano lavorato già ai tempi di Vesala; l'eclettico Markku Ounaskari, che vanta collaborazioni con Markus Stockhausen e Tomasz Stańko, ma anche originali esplorazioni nella musica sacra nordica; il più giovane, brillante Verneri Pohjola, figlio d'arte e musicista emergente non solo nel suo paese.

L'estensione della formazione a sestetto permette alla Haarla una maggiore varietà timbrica, che lei stessa accresce utilizzando accanto al piano il chen, un cordofono etnico tailandese simile al koto giapponese. In particolare, è la tavolozza resale disponibile dalla compresenza di tromba, trombone e tenore/flauto a permettere una maggiore varietà degli scenari narrativi e una più forte intensità nei momenti corali, spesso caratterizzati—come nella tradizione di Vesala—da un'interazione concitata e free.

Le composizioni, tutte di una certa lunghezza, sono in larga parte espressamente ispirate dalla natura—ben tre sono dedicate a uccello—e in tre casi sono intimiste: la lunga, variegata "Procession," dal sapore sacro eppure inglobante passaggi ritmicamente incalzanti, dal sapore quasi spagnoleggiante; la malinconica "Sad But True," riflessione sul senso della vita; la conclusiva "Verper," già registrata nell'omonimo album ECM del quintetto finnico-norvegese, composta in memoria del padre.

Ma tutto ciò non inganni: la cifra della musica è solo in parte rarefatta e meditativa come da tradizione scandinava, non solo perché le composizioni si spingono ben oltre—menzioni particolari vanno a "Legend of Cranes," mirabile rinnovato esempio della tradizione delle orchestre d'improvvisazione, e "Spirit Bear," ove la Haarla usa il chen e che a momenti richiama la musica di Ravel—ma anche perché in tutte è costante l'alternarsi di parti narrative e parti solistiche espressive, perché ricorrono momenti drammaturgicamente intensi espressi collettivamente, infine perché alcuni dei solisti hanno identità assai poco "nordiche": in primo luogo Pohjola, che richiama piuttosto Don Cherry e Dave Douglas, oppure Hongisto, a cui l'esperienza degli anni Settanta ha lasciato un'espressività "sporca" e vitale, senza considerare che anche la Haarla, influenzata da Bley, al pianoforte non lascia più di tanto trapelare la sua natura scandinava.

Ne vien fuori un lavoro di notevole statura, che suona a momenti come una formazione di maggiori dimensioni e che non ha niente da invidiare, a quelli più avanzati di analoghe formazioni d'oltreoceano.

Track Listing

Nightjar; Procession; Kolibri; Spirit Bear; Sad But True; Legend of Cranes; Vesper.

Personnel

Iro Haarla: piano, chen; Verneri Pohjola: tromba; Jari Hongisto: trombone; Kari Heinilä: sax tenore, flauti; Ulf Krokfors: contrabbasso; Markku Ounaskari: batteria.

Album information

Title: Kolibri | Year Released: 2014 | Record Label: TUM Records


About Iro Haarla

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