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Cyro Baptista’s Banquet of the Spirits: Infinito
Infinito è sostanzialmente un progetto che guarda alla musica brasiliana tenendo ben aperte tutte le porte comunicanti coi generi che Baptista - forte di collaborazioni con una lista infinita di artisti del calibro di Herbie Hancock, Paul Simon, Nana Vasconcelos, Medeski Martin & Wood, Wynton Marsalis, Yo-Yo Mama, Laurie Anderson e Sting, tra gli altri - ha in qualche modo incrociato o frequentato nella sua carriera.
"Infinito (Coming)," prima delle 11 tracce di questo album, vale come dichiarazione d'intenti: suona come una grande esplosione sonora guidata dalle percussioni dei Maracatu New York, ingigantita dalla cassa grande di Baptista e colorata da violini, flauti e melodiche. Una specie di inno d'apertura in cui il Brasile incontra l'Africa e porta dritti alle urgenze latine di "Batida De Côco" dove tanto l'anima brasiliana del progetto quanto le divagazioni jazz (le prime soprattutto nella chitarra scattante di Romero Lubambo, le seconde nel sassofono di Anat Cohen) prendono il sopravvento.
Un mondo sonoro bizzarro e pastoso è quello creato in "In Vitrous," brano nei cui oltre cinque minuti, Baptista suona come fossero uno xilofono un set di bicchieri preparato appositamente per l'occasione da George Kennard (e sponsorizzato dal Corning Museum Glass dello Stato di New York!) insieme a pochi tocchi del Rhodes di Cadu Costa. "Kwanza," fra battimani incalzanti e clarinetti a disegnare melodie cantabili, insieme con "Noia" e "Adeus Às Filhas" coincidono i capitoli più vicini a un modern jazz latino (con non poche divagazioni alla Weather Report) dell'intero disco. Proprio quando il folk e il jazz si avvicinano, nel mondo spiralideo di Baptista sono più leggibili le tracce della grande tradizione di Joao Gilberto, Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso e Gilberto Gil. Una tradizione che rimane sempre rigorosamente alle radici di un progetto con lo sguardo rivolto altrove, palese in modo particolare nelle sonorizzazioni di "Coronation of a Slave Queen" per esempio, o nelle eleganze un po' decadenti di "Blindman".
Divertente, spericolato, spettacolare e colorato, l'Infinito di Cyro Baptista è uno di quegli album che sa disegnare un mondo musicale a parte, e trascinarvi all'interno non solo gli appassionati di suoni e ambienti dal Brasile, ma ogni amante di grande musica.
Track Listing
1. Infinito (Coming), 2. Batida De Côco, 3. In Vitrous, 4. Kwanza, 5. Noia, 6. Adeus Às Filhas, 7. Coronation of a Slave Queen, 8. Cantor Cuidadoso, 9. Pro Flavio, 10. Blindman, 11. Infinito (Going).
Personnel
Cyro Baptista
percussionKevin Breit
guitarMaracatu New York (alfaia, abè, caixa), Kevin Breit (chitarra), Skye Steele (violini), \Jorge Continentino (flauto), Brian Marsella (melodica), Tim Keiper (batteria), Anat Cohen (sassofono), Sergio Brandao (basso), Zé Mauricio (congas), Romero Lubambo (chitarra acustica), Cadu Costa (Rhodes), Ikue Mori (elettronica), Tim Keiper (batteria), Pedro Ramos (cavaquinho), Chikako Iwahori (surdo), Pamela Briggs, Luisa Lubambo, Cadu Costa, Carolina Santos, Gabriel Cordeiro (voce), Erik Friedlander (violoncello), Shanir Ezra Blumenkranz (oud).
Album information
Title: Infinito | Year Released: 2009 | Record Label: Tzadik
About Kevin Breit
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