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Sting: If on a Winter's Night...

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Sting: If on a Winter's Night...
Stai per cominciare ad ascoltare il nuovo CD di Sting, If on a Winter's Night.... Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. Meglio ancora se fuori nevica. Meglio ancora se l'inverno bussa alla tua porta. Prendi la posizione più comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato.

Non che t'aspetti qualcosa di particolare da questo CD. Sei uno che per principio non s'aspetta più niente da niente. Sai che il meglio che ci si può aspettare è di evitare il peggio.

Sai che Sting, dopo una tournée con i Police, ha sconfitto la nostalgia a colpi di migliaia di euro. E ti preoccupi. Niente male. Ma tu vuoi insistere: credi che sia giusto concederti ancora questo piacere giovanile dell'aspettativa in un settore ben circoscritto come quello dei dischi, dove può andarti male o andarti bene, ma il rischio della delusione non è grave.

Ecco dunque ora che sei pronto ad ascoltare le prime note del primo brano "Gabriel's Message" (un traditional inglese che risale al 14esimo secolo). Ti prepari a riconoscere l'inconfondibile timbro vocale del cantante. No. Non lo riconosci affatto perché sembra la voce di un prete che accenna ad un madrigale. Si sa che è un artista che cambia molto da CD a CD. Che sa cosa significhi arrangiamento, che sa, e lo ha fatto in modo assolutamente originale, cosa s'intenda per dialogo creativo tra generi (The Dream of The Blue Turtles, Ten Summoner's Tale).

In fondo, non t'importa molto, anzi pensi che ne valga la pena continuare nell'ascolto. T'accorgi sempre di più che si tratta di un disco dedicato all'inverno ("The Snow It Melts the Soonest," "Christmas at Sea," "Now Winter Comes Slowly"), la stagione dei letarghi e dei viaggi spirituali.

E poi l'artista affonda a piene mani nel repertorio della tradizione musicale delle isole britanniche, con ninnananne e rivisitazioni classiche da far impallidire ("Now Winter Comes Slowly" di Henry Purcell, "Hurdy Gurdy Man" di Schubert e "You Only Cross My Mind in Winter" in un riadattamento dal repertorio di J.S. Bach). Inediti? Sting si sforza con "Lullaby for an Anxious Child" e "The Hounds of Winter" (già presente in Mercury Falling).

Qui però sembra che non c'entri proprio niente con tutto il resto che ha scritto e musicato, almeno per quanto tu possa ricordare. È una delusione? Vediamo. Magari in principio provi un po' di disorientamento, come quando ti si presenta una persona che dal nome tu identificavi con una certa faccia. Ma poi prosegui nell'ascolto e t'accorgi che il CD t'annoia un po.' Anzi sempre di più.

Hai dei sussulti quando ascolti le asimmetrie ritmiche nel folk di "Burning Babe," ma è solo un piccola parentesi. Hai l'impressione netta che il tuo artista se la stia tirando un po' troppo con menate dal sapore new age targate Deutsche Grammophon. A pensarci bene preferisci che sia così: trovarti di fronte a qualcosa che ancora non sai bene cos'è e hai voglia di scoprirlo. Se non nell'ascolto di If on a Winter's Night... di Sting almeno nella lettura di Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino.

Track Listing

01. Gabriel's Message; 02. Soul Cake; 03. There Is No Rose of Such Virtue; 04. The Snow it Melts the Soonest; 05. Christmas at Sea; 06. Lo How a Rose E'er Blooming; 07. Cold Song; 08. The Burning Babe; 09. Now Winter Comes Slowly; 10. The Hounds of Winter; 11. Balulalow 12. Cherry Tree Carol; 13. Lullaby for an Anxious Child; 14. Hurdy Gurdy Man; 15. You Only Cross My Mind in Winter.

Personnel

Dominic Miller (chitarre); Kathryn Tickell (fiddle and Northumbrian pipes); Julian Sutton (melodeon); Mary MacMaster (metal string Scottish harp); Daniel Hope (violino); Vincent Ségal (violoncello); Chris Botti e Ibrahim Maalouf (tromba), Cyro Baptista e Bijan Chemirani (percussioni); The Webb Sisters (cori); Stile Antico (cori); Sting (chitarre).

Album information

Title: If on a Winter's Night... | Year Released: 2009 | Record Label: Deutsche Grammophon

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