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Nick Didkovsky: Ice Cream Time

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Organicità e disorganicità totale, post-rock, irregolarità ritmica, enfasi, meta-linguaggio, pre e post-modernismo, post-minimalismo, neo-massimalismo, patchwork, ottiche di contrapposizione, new chamber music, nervi tesi, rumorismo, elettronica, iconoclasta, ritmi complessi, rigore, disequilibrio, sovversione, asimmetria, ambiguità, Franck Zappa e Edgar Varese... vogliamo metterci anche un caffé espresso?

I segnali che il signor Didkovsky manda da anni sono questi. Rispetto agli adorati Doctor Nerve, di cui il chitarrista del Bronx è leader indiscusso dal lontano 1983, in questo interessante "Ice Cream Time" datato 2007 e che ora appare nel catalogo New World Records, in più c'è un impressionante lavoro equamente diviso con il "maestro" virtuoso Thomas Dimuzio, fatto di computer, software, sampling e "processing".

Ice Cream Time non è un "disco" nel tradizionale senso del termine. Fondamentalmente è una performance musicale capace di affrontare e analizzare il suono tout-court. Che questo venga dalle forme umane più contorte oppure dalle viscere di Matrix o dai processori di un computer. La timbrica, le necessità extra-tonali, i giochi elettronici puri e le mille influenze di gran parte della storia del pop contemporaneo sono il sottile pavimento sonoro su cui si basa questa sintomatica opera musicale.

Campionature in tempo reale incrociate con i quattro sassofoni dell'Apocalisse: quell'elevetico e virtuoso Arte Quartett, sempre più evidente realtà di un nuovo modo di concepire il suono contemporaneo. Più che nei lavori con Bang of a Can, Fred Frith o il Meridian Arts Ensemble, Didkovsky sembra qui utilizzare una sorta di ricerca pura e radicale che, nei momenti di pace, tocca a piene mani tutti i libri di Brian Eno ma che poi, negli altri momenti è in grado di ribaltare "il senso" del suono.

Sicuramente intelligente, l'operazione non è ne' da tutti ne' per tutti. Per concepirla, bisogna innanzitutto sfrondare il materiale musicale e ridurlo in qualche modo all'osso. Poi, in un secondo momento, filtrarlo attraverso le esperienze conosciute del mondo dell'informatica. Il risultato è volutamente ambiguo ma incredibilmente interessante. Il tutto per un evento multimediale in senso lato scritto per quartetto di sassofoni, chitarra elettrica e elettronica spuria. Undici brani orgasmici di media durata che, alla fine, sfociano in un mare di 14 minuti di tranquillità (Rise). Per interessare davvero, credo possa bastare.

Per chi ne vuol sapere di più, rimando alla bella intervista di Beppe Colli pubblicata su "Clouds and Clocks".

Track Listing

1. Ice Cream Time: Ice Cream Time Song 0:11; 2. Ice Cream Time: Ice Cream Time Fanfare 1:06; 3. Ice Cream Time: Meteoric Ice Pie Menace 4:20; 4. Ice Cream Time: Seltzer Session I 0:20; 5. Ice Cream Time: Ice Cream Time Tango 4:10; 6. Ice Cream Time: 'Fall 7:54; 7. Ice Cream Time: Seltzer Session II 7:26; 8. Ice Cream Time: I Cheer Pet Eater 5:12; 9. Ice Cream Time: Trades 1:20; 10. Ice Cream Time: Calm 5:39; 11. Ice Cream Time: Waiting 5:34; 12. Ice Cream Time: Rise 14:00.

Personnel

Nick Didkovsky: chitarra, laptop; Thomas Dimuzio: sampling; Arte Quartett (Beat Hofstetter: sax soprano e baritono; Sascha Armbruster: sax alto e baritono; Andrea Formenti: sax tenore; Beat Kappeler: sax baritono).

Album information

Title: Ice Cream Time | Year Released: 2009 | Record Label: New World Records

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