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Ches Smith and These Arches: Hammered

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Freschissimo di stampa, ecco il secondo album del gruppo diretto da Ches Smith, dopo Finally Out of My Hands, del 2010. Per l'occasione, si unisce al quartetto-base Tim Berne, e come si capirà facilmente non si tratta di particolare di poco conto. E non è forse neppure il caso di sottolineare che con Berne il giovane batterista ha già inciso il notevolissimo Snakeoil, così come, con Mary Halvorson, un altro dei dischi di spicco della passata stagione, Bending Bridges. Dei gruppi di entrambi Smith fa del resto parte stabilmente.

Ecco così che si intuisce come sia certamente il caso di parlare di "cenacolo". Questo nuovo album non fa che confermarlo. L'iniziale "Frisner," in verità, risulta meno strutturato dei lavori appena citati (e del resto, più in generale, di quella linea): certe angolosità tipiche di Berne—e in misura minore della Halvorson—appaiono in qualche modo meno sublimate (dall'architettura globale, appunto), nel segno di un incedere che potremmo definire segnato da giovanile baldanza. Una musica sovraffollata, in cui prendono poi il sopravvento, a turno, i sax di Berne e Tony Malaby.

In partenza più lineare, per quanto sempre assai denso, il successivo "Wilson Philip" tende a incresparsi a sua volta, strada facendo, mentre subito più strutturato si annuncia "Dead Battery," e più ancora "Hammered," perla dell'incisione, incalzante in avvio e più decongestionato nel segmento centrale, però incamminato verso una tensione montante, persino aggricciata e luciferina, sul finire.

Al breve "Limitations," di fatto informale, però in possesso di una sua singolare grazia, fa seguito "Learned from Jamie Stewart," fitto, specie nel rinnovato intrecciarsi delle due ance. Più geometrico—e in ciò, se vogliamo, berniano—"Animal Collection," che non a caso recupera strada facendo spigolosità care all'altoista di Syracuse, mentre il conclusivo "This Might Be a Fade Out" sfoggia una marcata articolazione tra frammenti più fulminanti, surriscaldati, e lievi (per mole, non per leggerezza) ripiegamenti, benché l'energia ne rimanga l'elemento più palpabile, del brano specifico quanto del disco in generale. Cui magari poteva giovare una migliore messa a fuoco di alcuni passaggi, ma che non per questo può non esser giudicato come il prodotto di un talento limpidissimo.

Track Listing

01. Frisner; 02. Wilson Philip; 03. Dead Battery; 04. Hammered; 05. Limitations; 06. Learned from Jamie Stewart; 07. Animal Collection; 08. This Might Be a Fade Out.

Personnel

Tim Berne
saxophone, alto

Tim Berne (sax alto); Tony Malaby (sax tenore); Mary Halvorson (chitarra); Andrea Parkins (fisarmonica); Ches Smith (batteria).

Album information

Title: Hammered | Year Released: 2013 | Record Label: Clean Feed Records


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