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Nicola Conte: Free Souls

Enrico Bettinello By

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Tutta l'anima di Nicola Conte. Inconfondibile.
Mettiamo un po' in ordine gli elementi.
La sua passione per la black music è vera e consapevole, ormai da anni: jazz, soul, latin, bossanova, funk, sono elementi di un vocabolario che ha le pagine un po' ingiallite come si conviene a chi si bagna nei più balsamici vapori lounge. La sua abilità come DJ, produttore, selezionatore è provata ormai da una discografia che sta diventando piuttosto corposa, fatta di cose interessanti assai, di altre un po' più velleitarie, ma sempre di gusto.

Intercettando ospiti illustri e amici di sempre, sa costruire sessions e abbinamenti stimolanti e da alcuni di questi ha tratto i materiali di Free Souls, disco che attraversa tutte le stazioni del percorso "nostalgia canaglia" e ci restituisce un mondo che non c'è, ma che sarebbe ovviamente fascinoso se ci fosse.

Voci maschili e femminili, spiccano quelle di José James e della sensuale Tasha's World (Olanda, via Suriname), ottimi jazzisti italiani e non (da Gaetano Partipilo a Greg Osby, da Fabrizio Bosso a Logan Richardson, che furoreggia nella conclusiva, convulsa e intrigante "Sunrise"), una manciata di standard non banali, da "Ahmad's Blues" a "Baltimore Oriole," passando per una "If I Should Lose You" cantata da Marvin Parks con una nonchalance da jazz club per yuppies un po' romantici.
E ovviamente i soliti pezzi di Nicola Conte, belli grooovosi, con i fiati al posto giusto e la ritmica che pompa a dovere (chiedere per conferma all'ottima title track).

Ecco quanto. Probabilmente non troppo interessante per chi dal jazz si aspetta uno sguardo sul mondo circostante, una musica che si possa con una certa approssimazione "attribuire" al proprio tempo. Quello di Conte è un tempo meravigliosamente immobile, il tempo del fantastico collezionista di vinili e del sognatore di una black music che seppe raccontare i rapidissimi sviluppi culturali e sociali di un Novecento dentro cui siamo comunque intrappolati (la "crisi" di questi anni parte da lontano...)

Di certo suadente, elegante, dotato di una qualità baluginante di braci da cui ogni tanto escono fiammelle azzurre di blues. Lievi e carnali al tempo stesso.
In una recente intervista Nicola Conte ha detto di avere oggi una "maggiore consapevolezza ed esperienza che mi fanno sentire al riparo dal rischio di fare esercizi di stile."
Non giureremmo che il rischio sia scongiurato, ma chi si avventura nelle lande del musicista barese sa quali sirene lo attireranno e dunque, va bene così.

Track Listing: Shades of Joy; Goddes of the Sea; Free Souls; Spirit of Nature; Ode to Billie Joe; Soul Revelation; Ahmad’s Blues; If I Should Lose You; Baltimore Oriole; Uhuru; Sandalia Dela; African Other Blues; Sunrise.

Personnel: Nicola Conte: chitarre; Magnus Lindgren, Gaetano Partipilo; Timo Lassy: sassofoni, flauto; Francesco Lento: tromba; Pietro Lussu: pianoforte, piano elettrico; Luca Alemanno, Paolo Benedettini, Pietro Ciancaglini: basso; Teppo Makynen, Lorenzo Tucci: batteria; Pierpaolo Bisogno: percussioni.
Ospiti: Fabrizio Bosso, Flavio Boltro: tromba; Rosario Giuliani, Greg Osby, Logan Richardson: sax alto; Daniele Scannapieco: sax tenore; Michael Pinto: vibrafono; Liviana Ferri: percussioni.
José James, Bridgette Amofah, Melanie Charles, Marvin Parks, Tasha’s World, Heidi Vogel: voci.

Title: Free Souls | Year Released: 2014 | Record Label: Schema Records

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