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Elmo Hope: Elmo Hope: Trio and Quintet

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Elmo Hope: Elmo Hope: Trio and Quintet
Elmo Hope Trio and Quintet Blue Note Records (rist. 2005 - distr. EMI Italia)

Questo è uno dei pochi dischi di Elmo Hope in circolazione oggi in Italia. Un plauso alla Blue Note che l'aveva già pubblicato in CD (con identica copertina e stessi brani) 15 anni fa ed oggi lo riedita per il beneficio di chi se l'era perso.

Dopo anni di totale oblio, lo sfortunato pianista e compositore bop ha avuto nel decennio scorso una certa rivalutazione critica ma dal pubblico jazz è ancora ampiamente ignorato.

Un vero peccato, perché Hope fu un artista di grande talento che solo in apparenza poteva essere assimilato a Bud Powell e non ebbe modo di emergere all'attenzione generale. Il suo destino è assimilabile per alcuni aspetti a quello di Herbie Nichols (con cui ha condiviso il talento compositivo e la carriera marginale) e per altri alle vicende di colleghi vittime -come lui- della tossicodipendenza.

Del suo profilo biografico e artistico parliamo in altra sede [clicca qui per leggerlo]. Qui valutiamo il lavoro prodotto originariamente da Alfred Lion e riedito grazie a Michael Cuscuna.

La selezione ripropone le prime due incisioni da leader del pianista, registrate il 18 giugno 1953 (in trio con Percy Heath al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria) e il 9 maggio 1954 (in quintetto con Freeman Lee alla tromba, Frank Foster al sax tenore, Percy Heath al contrabbasso e Art Blakey alla batteria).

In aggiunta troviamo tre brani del 1957 ("So Nice", "St. Elmo's Fire" e "Vaun Ex") tratti da una splendida session californiana con Harold Land al tenore, Stu Williamson alla tromba, Leroy Vinnegar al contrabbasso e Frank Butler alla batteria.

Nel 1953 Elmo Hope aveva già trent'anni. Era stato un talento precoce ma quando i suoi coetanei o amici d'infanzia (primo fra tutti Bud Powell) elaboravano il linguaggio bop egli "perdeva il suo tempo" in gruppi anonimi, spesso di rhythm & blues. Anche i jazzisti moderni lo scoprirono tardivamente ed uno dei primi fu Clifford Brown, che lo volle nel gruppo che incise con la Blue Note il 9 giugno 1953 (Clifford Brown Memorial Album).

Fu grazie a quella session e all'impressione positiva suscitata in Alfred Lion che vennero le scritture in questione.

I dieci brani incisi in trio mostrano un pianista dallo stile fondamentalmente powelliano ma con propensioni armoniche dissonanti vicine a Monk: un solista dal marcato senso ritmico, dal fraseggio nervoso e incalzante ma in grado di disegnare liriche ballad con sensibilità e trasporto (vedi "Sweet And Lovely").

Ma ciò che ancora oggi distingue l'arte di Hope, e colpisce immediatamente l'ascoltatore, è la fresca, complessa e originale vena compositiva. In quella prima session troviamo sei brani che brillano come piccole gemme.

Se "Mo Is On" si caratterizza per la concitata identità ritmica, quelli che meglio esprimono la sua personale dinamica compositiva sono il fresco e cantabile "Happy Hour", l'esotico e anticonvenzionale "Stars Over Marrakach" e il frammentato "Carvin' the Rock", firmato assieme a Sonny Rollins e inciso per la prima volta nella session con Clifford Brown.

La session in quintetto svela altre meraviglie di scrittura eseguite da un gruppo compatto. Brani dalla linea melodica fluente, segnata da un vivace movimento interno e da cambi di direzione. Una prospettiva molto diversa dagli affrettati temi boppistici del periodo, centrati più sugli assoli che sullo coordinate melodico-armoniche. Esempi illuminanti sono rappresentati da "Abdullah", "Chips" e "Maybe So" dove troviamo pure ottimi interventi del pianista, di Williamson alla tromba e Foster al tenore.

I temi finali sono altri chiari esempi della personale scrittura del pianista.

Hope, privato della cabaret card per questioni di droga, e quindi della possibilità di lavorare nei club di New York, s'era trasferito in California, trovando in Curtis Counce e Harold Land partner ideali.

La mini session documenta le prime incisioni di tre nuovi brani di Hope: "So Nice", "Vaun Ex" (ribattezzato anni dopo "Ecstasy") ed il blues "St. Elmo's Fire". Tra tutti spicca il fresco dinamismo dei primi due, che resteranno a lungo nel suo repertorio.

Discografia completa di Elmo Hope: www.attictoys.com/jazz/EH.htm

Elenco dei brani:

01. It's A Lovely Day Today (Irving Berlin) - 2:45; 02. Mo Is On (Hope) - 2:46; 03. Sweet And Lovely (Arnheim-Tobias-Lemarel) - 2:56; 04. Happy Hour (Hope) - 2:50; 05. Hot Sauce (Hope) - 3:52; 06. Stars Over Marrakech (Hope) - 3:04; 07. Freffie (Hope) - 3:03; 08. Carvin' The Rock (Hope - Rollins) - 2:53; 09. I Remember You (Schwertzinger-Mercer) - 2:44; 10. Mo Is On (Alternate Take) - 2:49; 11. Crazy (Hope) - 4:15; 12. Abduliah (Hope) - 3:46; 13. Chips (Hope) - 3:34; 14. Later For You (Hope) - 3:59; 15. Low Tide (Hope) - 4:09; 16. Maybe So (Hope) - 4:22; 17. Crazy (Alternate Take) - 4:21; 18. So Nice (Hope) - 6:06; 19. St. Elmo's Fire (Hope) - 5:53; 20. Vaun Ex (Hope) - 4:45

Musicisti:

Tracks 1-10: Elmo Hope (pianoforte); Percy Heath (contrabbasso); Philly Joe Jones (batteria).

Tracks 11-17: Freeman Lee (tromba); Frank Foster (sax tenore); Elmo Hope (pianoforte); Percy Heath (contrabbasso); Art Blakey (batteria).

Tracks 18-20: Stu Williamson (tromba); Harold Land (sax tenore); Elmo Hope (pianoforte); Leroy Vinnegar (contrabbasso); Frank Butler (batteria).

Personnel

Elmo Hope: piano.

Album information

Title: Elmo Hope: Trio and Quintet | Year Released: 2006 | Record Label: Blue Note Records

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