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Thomas Maintz, Aaron Parks: Duets in June

Angelo Leonardi By

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L'ascolto di quest'album porta alla memoria la collaborazione tra Bill Evans e Jim Hall che produsse nel 1962 il magistrale Undercurrent e quattro anni dopo Intermodulation.
Da allora è trascorso mezzo secolo, Thomas Maintz e Aaron Parks hanno distinte personalità ed escludendo la formula strumentale, non ci sono somiglianze stilistiche, né di repertorio: gli unici aspetti che sollecitano l'associazione riguardano la purezza espressiva, l'intensità dell'interplay, la sottigliezza cameristica dei percorsi e il lirismo che pervade tutti i brani.

Dalla pubblicazone di Arborescence (ECM, 2012) Aaron Parks s'è imposto tra i principali pianisti emergenti. Maturato accanto a Terence Blanchard (che lo scritturò su segnalazione di Kenny Barron, suo insegnante alla Manhattan School of Music), Parks ha costruito la propria identità collaborando con Joshua Redman, Walter Smith III (Casually Introducing, 2006), Jaleel Shaw (Optimism, 2008), Kurt Rosenwinkel (Star of Jupiter, 2012), Dayna Stephens (Today is Tomorrow, 2012) e altri ancora. Tra i dischi a suo nome spicca soprattutto Invisible Cinema (Blue Note, 2008).
Meno noto è il chitarrista danese Thomas Maintz, da anni residente a New York che ha debuttato con l'album This Is the Color (Gateway, 2010) e pubblicato recentemente Present, un bel disco in trio con Scott Colley e Johnathan Blake (Gateway, 2014).

Maintz e Parks s'incontrano su un terreno ampiamente condiviso: vena cameristicamente introspettiva, propensione lirica, gusto per atmosfere contemplative, sfumature timbriche e delicatezza di intrecci. In quest'incontro del giugno 2014 la dimensione jazzistica non viene però sacrificata a favore di percorsi troppo astratti o aleatori. La loro musica esalta un ammirevole senso della forma e un vivo trasporto emotivo che coinvolge l'ascoltatore.

Anche nei tre temi liberamente improvvisati -"Prelude," "Interlude" e "Crystals" -l'equilibrio melodico è sempre presente e raggiunge i vertici in brani d'immediato fascino come "Nude in Red Armchair," "Riddles Dressed in White" o "East Village Waltz." Tutti i brani sono composti da Maintz eccetto i tre in libera improvvisazione già citati. Tra quelli jazzisticamente più articolati ricordiamo "Six String Levitation" dove i due protagonisti imbracciano rispettivamente la chitarra acustica baritono e la melodica.
Duets in June è un disco di raro fascino, una collaborazione avvincente e senza cadute di tensione, che coinvolge ad ogni ascolto.

Track Listing: Prelude/Improvisation 1; Absinthe; Nude in Red Armchair; Interlude/Improvisation 2; Secret Hallway; East Village Waltz; Riddles Dressed in White; Six String Levitation; Crystals / Improvisation 3; Please Hum (A Hymn).

Personnel: Aaron Parks: pianoforte, melodica; Thomas Maintz: chitarra, soundbox.

Title: Duets in June | Year Released: 2016 | Record Label: Gateway Music

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https://soundcloud.com/maintz/01-prelude-improvisation-1

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