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Paolo Fresu: Carpe Diem

Angelo Leonardi By

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Nato 12 anni fa in dialettica relazione con l'Angel Quartet, identico nella strumentazione ma dalla decisa impronta elettrica ed elettronica, il Devil Quartet di Paolo Fresu aveva mantenuto nei due dischi precedenti (Stanley Music del 2007 e Desertico del 2013) le relazioni con l'elettricità, pur diversificando la ricerca timbrica e aggiungendo dosi di lirismo.

Oggi il nuovo progetto si presenta in versione totalmente acustica, accentuando decisamente la chiarezza melodica, la purezza timbrica e la cantabilità dei percorsi. Il ripiegamento verso una dimensione intima è evidente e il nuovo repertorio —che viene presentato in numerosi concerti live da alcuni mesi —risulta ancor più attrattivo al grande pubblico per le profonde suggestioni liriche e qualche brivido davisiano.

Basta ascoltare le prime tracce del disco per condividere le ragioni di una scelta profondamente sentita, che si colloca in una dimensione poetica senza tempo ma che non rinuncia a qualche virata verso l'informale e la libera improvvisazione. Ci riferiamo in particolare a «Dum Loquimur, Fugerit Invida Aetas» e «Quam Minimum Credula Postero» che, unite a "Carpe Diem," completano la celebre frase di Orazio ("Mentre parliamo sarà fuggito avido il tempo. Vivi il presente confidando il meno possibile nel domani"). Niente di meglio della libera improvvisazione —ribadiscono Fresu e i suoi —per vivere intensamente il presente.

La paternità dei quattordici brani è divisa equamente tra i membri del gruppo e la maggior parte sono ballad, splendidamente eseguite con ricco interplay. Tornato al suo strumento preferito, la chitarra acustica, Bebo Ferra si dimostra partner quando mai congeniale anche in front line, con interventi dallo spiccato senso lirico. Nell'ovvio rispetto dei ruoli strumentali Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli non sono da meno. Se l'amore per il Miles Davis classico caratterizza «Lines», altri brani svelano una dolcezza melodica tutta italiana: in particolare «Secret Love» di Dalla Porta e «Giulio Libano» il tema di Bagnoli dedicato al trombettista, autore e direttore d'orchestra scomparso nel 2016.

Track Listing: Home; Carpe Diem; In minore; Enero; Dum Loquimur, fugerit invida aetas; Lines; Secret Love; Ballata per Rimbaud; Ottobre; Un tema per Roma; Human Requiem; Quam minimum credula postero; Giulio libano; Un posto al sole.

Personnel: Paolo Fresu; trumpet and flugelhorn; Bebo Ferra: acoustic guitar; Paolino Dalla Porta: doublebass; Stefano Bagnoli: drums.

Title: Carpe Diem | Year Released: 2018 | Record Label: Tuk Music

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