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John Hebert: Byzantine Monkey

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Si apre con il canto di una vecchia canzone tradizionale Cajun questo sorprendente disco a nome del bassista John Hebert [prezioso accompagnatore dell'ultimo Andrew Hill e perno del trio di Mary Halvorson] ed è al tempo stesso un atto propiziatorio - il musicista è originario della Louisiana - e una struggente dichiarazione di appartenenza poetica a una tradizione che non si può fermare a rimirare se stessa, ma deve continuare a creare con imprevedibilità.

È proprio questa la natura della Byzantine Monkey, sfuggente e un po' dispettosa, ma tremendamente ricca di ispirazione: al sample del canto tradizionale si uniscono subito il contrabbasso del leader e i fiati, in un viluppo collettivo quasi ayleriano e si è tutti pronti per immergerci nel disco.

Con Hebert troviamo Tony Malaby a tenore e soprano, Michael Attias a contralto e baritono, Adam Kolker a flauti e clarone [la varietà timbrica offerta da una simile squadra di strumenti è già piuttosto evidente], mentre a batteria e percussioni vengono affiancati due musicisti molto diversi tra loro come Nasheet Waits e Satoshi Takeishi. Su trame che si muovono per piani sovrapposti e sghemberie ritmiche contagiose [la lezione di Hill non deve essere rimasta inascoltata], la band trova così una forza narrativa piuttosto originale.

Dopo il tossico incalzare di "Acrid Landscape" segue la lirica stasi dei fiati della prima parte della splendida "Run for the Hills," che osa lavorare sulla separazione fra blocchi di strumenti [e fa benissimo] per poi esplodere in un tema free-bop dai contorni inafferrabili. Quando i temi sono lenti e solenni, come in "Blind Pig" o nell'introduzione di "Ciao Monkey," oppure danzanti come nella eccellente "Cajun Christmas," l'attenzione agli equilibri timbrici è davvero alta e ci consente di entrare nei dettagli delle linee melodiche, mentre "Fez" si costruisce attraverso una formidabile tensione tra struttura e libertà.

Completano il disco un sentito omaggio a Andrew Hill e la conclusiva "New Belly," che consente al leader una lunga digressione solitaria prima che il tema venga dipinto dalle ance con pennellate dolenti. Per qualità della scrittura, equilibrio esecutivo, ispirazione, bellezza complessiva, Byzantine Monkey è uno dei dischi jazz del 2009.

Da ascoltare e riascoltare.

Track Listing: 01. La Reine de la Salle; 02. Acrid Landscape; 03. Run for the Hills; 04. Blind Pig; 05. Ciao Monkey; 06. Cajun Christmas; 07. Fez; 08. For A.H.; 09. Fez II; 10. New Belly.

Personnel: Michael Attias (sax alto e baritone); Tony Malaby (sax tenore e soprano); John Hebert (contrabbasso); Nasheet Waits (batteria); Satoshi Takeishi (percussioni); Adam Kolker (flauti, clarinetto basso).

Title: Byzantine Monkey | Year Released: 2009 | Record Label: Jazz Messengers

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