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Szilárd Mezei: BOT

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Questa registrazione orchestrale di Szilárd Mezei risale a sei anni fa, allo stesso periodo in cui il violinista serbo-ungherese pubblicava per la Leo Records il disco Draught, che ha svelato in ambito internazionale il suo talento strumentale e compositivo.

Pubblicato dall'etichetta polacca Not Two, sempre attenta a documentare il meglio della musica creativa in Europa, questo doppio CD documenta due concerti effettuati dal leader a Novi Sad (Vojvodina) nel giugno 2004.

Per chi non conosce ancora Szilárd Mezei ribadiamo che è uno dei musicisti più originali emersi in Europa nell'ultimo decennio ed è un vero peccato che le sue doti non abbiano ancora trovato ampia accettazione. Nelle sue produzioni per medio organico come questa, la sintesi tra jazz (prevalentemente orientato verso l'avanguardia storica, con apporti della tradizione), musica classico-contemporanea ed elementi folklorici centro-europei, raggiunge i vertici.

Il fulcro di quest'organico è il trio del violinista formato dal contrabbassista Ervin Malina e dal batterista István Csík che sostiene un variegato ensemble col notevole polistrumentista Bogdan Rankovic, stabile partner del violinista ed interessante leader di suo.

Tutte le composizioni sono di Mezei e la musica coinvolge come poche altre cose del jazz comporaneo. In Italia sulla stessa lunghezza d'onda troviamo la Cosmic Band di Gianluca Petrella. Una musica che ha il pregio di coniugare rigore compositivo e carica visionaria con gli stilemi più appassionanti del free storico: lunghi brani ricchi di tensione ritmica, strutturati con quadri in successione, dove palpitanti assoli si relazionano a collettivi di stampo mingusiano, momenti d'intenso lirismo od episodi vociferanti d'impronta free.

Affreschi ambiziosi che ricordano certe opere culto del free storico (gli ensemble di Coltrane, Ayler o Shepp) senza essere sterimente rievocativi: come s'è detto sono forte le componenti classico-contemporanea ed etnica.

Tra i brani più avvincenti del primo disco citiamo il sontuoso "Bot," contenente un pregevole assolo di Mezei e "Tamara ki?" una solenne una marcia funebre dai sorprendenti sviluppi (ancora il leader che altera il clima con un concitato ostinato della viola). Nel secondo disco segnaliamo una nuova versione del bellissimo "Draught," già inciso nell'omonimo disco Leo.

Track Listing: CD 1: 01. Bot / Stick - 25:24; 02. Föld - levego / Earth and Air - 6:41; 03. Tamara - ki? / Tamara Who? - 17:14; 04. Yerma (traditional) - 6:52; 05. Tibeti gyors / Tibetan Allegro - 13:04; 06. Lépésben / In Step - 10:32. CD 2: 01. Noi box / Female Boxing - 21:21; 02. Csip csip - 17:42; 03. Huzatos huzat / Breezy Draught - 10:34; 04. Napszekér / Chariot of Sun - 16:41; 05. Medium - 13:08. Tutte le composizioni sono di Szilárd Mezei.

Personnel: Szilárd Mezei (viola); Damir Bacikin (tromba); Lordan Skenderovic (tromba); Slobodan Dragas (tromba); Branislav Aksin (trombone); Kornél Pápista (tuba); Bogdan Rankovic (clarinetto basso, clarinetto, sax contralto); Emoke Zákány (oboe); Radmila Stanisic (violoncello); Ervin Malina (contrabbasso); István Csík (batteria, percussioni).

Title: BOT | Year Released: 2011 | Record Label: Not Two Records

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