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Matt Ulery: In the Ivory
by Vincenzo Roggero
In the Ivory giunge a due anni di distanza dall'eccellente By a Little Light, album nel quale il contrabbassista di Chicago Matt Ulery riuniva alcuni membri del suo insieme cameristico Eight Blackbird e un piano trio di stampo jazzistico per un incisione affascinante e ricca di spunti significativi. Con qualche minima variazione viene riproposto lo stesso ensemble, con il leader impegnato nella messa a fuoco del suo mondo sonoro tutto particolare. Le due anime della formazione lungi dall'essere in competizione ...
Continue Reading...Mirio Cosottini, Tonino Miano: The Inner Life of Residue
by Neri Pollastri
Disco ai confini della contemporanea, The Inner Life of Residue è il terzo pubblicato dal duo di Mirio Cosottini e Tonino Miano, dopo gli apprezzati The Curvature of Pace e Cardinal (con Alessio Pisani al fagotto e Andrea Melani alla batteria). Registrato a New York, città di residenza di Miano, esce per l'etichetta fondata da quest'ultimo, la Impressus. Com'è loro abitudine, i due musicisti attraversano liberamente i più diversi territori della musica, mettendo a frutto espressivamente il ...
Continue Reading...Oscar Peterson, Ben Webster: During This Time
by Maurizio Zerbo
Se qualcuno vi chiede cosa è il jazz, fategli ascoltare questo magnifico set del 1972. Sensuale, vellutato ed intriso di blues, è una magistrale lezione di classe, talento, verve, souplesse esecutiva. Sottraendosi alle prevedibili gabbie della jam session, i due leader offrono controllati spunti solistici volti a condensare in goduriose chases l'essenza del jazz. Grazie all'implacabile sostegno ritmico, i solisti volano alto soprattutto negli standard ellingtoniani per costruire un percorso d'aura classicità senza tempo. A differenza di ...
Continue Reading...Mario Schenker: Melodien
by Luca Casarotti
C'è in questo Melodien, disco in quartetto del sassofonista svizzero Mario Schenker pubblicato dalla connazionale etichetta Unit, una sorta di divisione, di scarto tra temi e parti solistiche. I temi non sono memorabili. In senso letterale, proprio: non sono memorabili perché non restano impressi all'ascolto, non perché sono mal composti. Forse quello era precisamente l'intento: non incidere la memoria con il tema, lasciare che fosse l'evoluzione dei brani a fare il grosso del lavoro. Si tratta per lo più di ...
Continue Reading...Jerome Sabbagh e il Questionario di Proust
by AAJ Staff
All About Jazz: Il tratto principale della mia musica. Jerome Sabbagh L'empatia. AAJ La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me. J.S. La mancanza di paure. AAJ Come musicista, il momento in cui sono stato più felice. J.S. Quando non penso, e succedono cose inaspettate. AAJ Come musicista, il mio principale difetto. J.S. L'andare per tentativi, pensare troppo. ...
Continue Reading...Jerome Sabbagh: The Turn
by Luigi Sforza
Non di rado il processo di elaborazione creativa parte dalla riformulazione di materiale preesistente, il quale assemblato in forma nuova può dar vita ad opere che assumono connotati affatto originali. Ciò che il tenor sassofonista francese di stanza a New York dal 1995 Jerome Sabbagh ha fatto nel suo ultimo disco -The Turn-è stato potenziare con sensibilità contemporanea la carica espressiva di alcuni concetti sonori riconducibili alla grande tradizione moderna del jazz. Il disco cattura l'essenza del passato, parafrasa ...
Continue Reading...Rodrigo Amado Motion Trio & Peter Evans: The Freedom Principle
by Alberto Bazzurro
Inciso anch'esso a Lisbona, però in studio, due soli giorni dopo (quindi il 18 marzo 2013) il Live in Lisbon recensito di recente, questo nuovo lavoro del trio plus del sassofonista portoghese, pur fondandosi sempre sull'improvvisazione senza rete, presenta tuttavia strutture più rigide (almeno questa è l'impressione che ci trasmette), compassate, formalmente tornite. I brani si mantengono su lunghezze ragguardevoli (dai dodici ai ventisette minuti) e tutto sommato, anche per la durata complessiva dell'album (Live in Lisbon ...
Continue Reading...Paul Motian: ECM Recordings
by AAJ Staff
Come mi è capitato di sottolineare in un ritratto monografico dedicato al batterista poco dopo la sua scomparsa [nel numero 164/gennaio 2012 della rivista BlowUp], non è certo casuale che la figura di Paul Motian abbia trovato una sua piena rilevanza negli anni Settanta e Ottanta, quando il jazz ha iniziato a riflettere in modo sistematico sul rapporto tra suono e silenzio, alla ricerca di nuove forme di dialogo tra lo spazio sonoro e i timbri. A ...
Continue Reading...Mr. Zombie Orchestra: Someone Likes It Zombie!
by Neri Pollastri
Quartetto piuttosto classico nella formazione e tuttavia abbastanza atipico per il repertorio e la sua interpretazione, Mr. Zombie riunisce quattro giovani musicisti emiliani, tutti tecnicamente apprezzabili, che hanno l'esplicito intento di trovare un punto di accordo tra antico e moderno, tra cultura statunitense e cultura europea, tra Jelly Roll Morton e Secondo Casadei." Per tentare di raggiungere un così ardito obiettivo, i quattro scelgono un repertorio che passa davvero da Jelly Roll Morton ("New Orleans Bump") a ...
Continue Reading...Memories in Motian
by Zeno De Rossi
Poco dopo aver appreso la triste notizia della morte di Paul Motian, avvenuta il 22 novembre 2011, ho sentito la forte esigenza di ri-tuffarmi in profondità nella sua musica. In seguito, dopo aver letto un toccante scritto di Ellery Eskelin (pubblicato sul suo sito e riportato qui di seguito), pensai che sarebbe stato interessante raccogliere brevi ricordi di musicisti che avevano collaborato con lui durante la sua lunga carriera, oltre a quelli di altri che ne erano ...
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