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Edward Simon - Scott Colley - Clarence Penn: A Master's Diary

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Esistono diversi modi di parlare di un incontro che ha risvolti importanti per chi ne è coinvolto. È il caso di Edward Simon (pianista di formazione classica e jazz) che insieme a Scott Colley (contrabbasso) e Clarence Penn (batteria) interpreta le musiche di uno dei nostri maggiori compositori per il teatro e il cinema, Fiorenzo Carpi.

Strano destino questo, che porta il talentuoso trio a ricordarci alcune delle cose migliori del nostro repertorio musicale spesso messo in ombra dall'idea —fuorviante- che la musica sia un complemento e non una protagonista di un'opera cinematografica o teatrale.

Esemplare al proposito la riflessione di Strehler: «Il mio teatro è tenuto insieme dalle note di Fiorenzo Carpi. Molto spesso la sua musica ha dato, all'inizio o durante il lavoro, la "chiarificazione" interna di cui avevo bisogno, l'illuminazione di un "tutto" che non riuscivo ad afferrare».

Ed è una filmografia sconfinata quella musicata dal compositore milanese, costellata di successi ottenuti al fianco di grandi registi come Malle, Comencini o Mazzacurati. Oggi le "note di regia" (non semplici partiture) di Carpi rivivono in questo progetto: da segnalare, in particolare, Diego Urcola, special guest impegnato in un'avvolgente "Eugenia's Theme" (da "Mio Dio come sono caduta in basso"); liricamente mosso il "solo" di "Nel parco" (da "Maggio musicale"); la main title del disco è un'introspettiva meditazione drammaticamente accentuata alla maniera del Gould bachiano rivoluzionario. La forza narrativa della melodia diventa uno strumento prezioso e profondo nelle mani di Simon, con fraseggi ed interplay icastici e sinuosi che alimentano la forza della narrazione che tocca dei picchi di assoluto e brillante lirismo nella versatile ispirazione del pianista venezuelano che riesce a conciliare il sapore caraibico con le vaporazioni melanconiche nostrane di Carpi.

Sono temi di grande coinvolgimento emotivo. E' difficile non trasalire nel ripensare al maestro interpretato da Bruno Cirino che da solo valeva una storia recente del nostro paese (lo sceneggiato di Vittorio De Seta si basava, vale la pena rammentarlo, su "Un anno a Pietralata" di Albino Bernardini, 1968). La musica di Carpi riusciva, e riesce ancora ascoltandola in questa veste, ad assolutizzare questa verità di racconto, alla quale il trio aggiunge sapori e confronti di una lingua diversa ma ugualmente memore di una sofferta modalità di accenti. Un modo in più di pensare a cosa manca oggi.

Non si tratta di una mera rilettura jazzistica, ma di un'autentica reinterpretazione delle composizioni di Carpi, il cui risultato è accattivante e ben ponderato negli equilibri interni e complessivi.

Visita i siti di Edward Simon, Scott Colley e Clarence Penn.

Track Listing: 1. Eugenia's Theme (quartet); 2. Passeggiata Nel Parco; 3. In Cerca Di Cibo; 4. Nel Parco (piano Solo) 3:09; 5. Diario Di Un Maestro (piano Solo); 6. Valzer Lento; 7. Eugenia's Theme; 8. Passeggiata Nel Parco (reprise); 9. Diario Di Un Maestro; 10. In Cerca Di Cibo (piano Solo).

Personnel: Edward Simon (piano); Scott Colley (contrabbasso); Clarence Penn (batteria).

Title: A Master's Diary | Year Released: 2012 | Record Label: CAM Jazz

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